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What is a Qobuzissime? It’s an award presented by Qobuz for a first or second album.

Pop or Reggae, Metal or Classical, Jazz or Blues, no genre is excluded. More often than not the award is presented to a newly discovered artist.

Sometimes it might be a particularly quirky or a crossover album from a discography.

The important aspects are uniqueness, sincerity and quality. We look for these things in the recording, the project and the sound identity.





Gli album

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Topical Dancer

Charlotte Adigéry

Elettronica - Uscito il 04 marzo 2022 | DEEWEE

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Pitchfork: Best New Music - Qobuzissime
Portata alla ribalta nel 2016 dal film Belgica (con la fantastica colonna sonora firmata dai fratelli Dewaele e il loro progetto Soulwax) e dai suoi due primi EP che hanno sedotto il pubblico (in particolare nel 2019, con Zandoli e la sua hit Paténipat), la cantante Charlotte Adigéry pubblica il suo primo full-length, Topical Dancer, assieme a Bolis Pupul, suo “partner musicale” per Dewee, l’etichetta dei Soulwax. I due artisti di origine belga condividono lo stesso background caraibico (lei è di origine yoruba/martinicana, mentre lui è cino-martinicano) e hanno deciso di sbeffeggiare tutte le persone intolleranti su questo album, affrontando temi come l’appropriazione culturale, il razzismo, il sessismo o il post-colonialismo. Sbeffeggiare, perché Charlotte Adigéry - al massimo della forma nel suo talento creativo come compositrice - ha realizzato il tutto in modo estremamente giocoso ed ironico.Su Esperanto, rimprovera gli isolazionisti (“Don't say we need to build a wall. Say: I’m a world citizen, I don’t believe in borders”) con raffinatezza ed eleganza. Sulla funky Blenda, è il turno dei razzisti ad essere presi di mira, poi i misogini su Ich Mwen e Reappropriate o sull’ottima Thank You, che, con una ironia finemente dosata, spazza via le opinioni non richieste degli uomini sull’aspetto delle donne. Musicalmente, questo disco è caratterizzato dal suono pesante ma freddo di Dewee, la casa/studio dei Soulwax a Gand, e contiene un mix di generi (electro, pop, no/new wave...) che si sviluppano tra synth ipnotizzanti, bassi profondi e riff di chitarra carichi di groove. Non è facile individuare i punti chiave di un album così surrealista, che può essere tanto ascoltato quanto ballato, anche se sicuramente il brano più surreale di tutti è HAHA, una concept track tra le risate e lacrime, molto particolare così come lo è Making Sense Stop, che prende a schiaffi la french pop. Un album totale, funky, caustico, impegnato. Un Qobuzissime meritato senza esitazioni. © Smaël Bouaici/Qobuz
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Terre Promise

Blutch

Elettronica - Uscito il 28 gennaio 2022 | Astropolis Records

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
Un inno alla regione della Bretagna. Per il suo album d'esordio - pubblicato per Astropolis Records, etichetta nata dalla costola dell'omonimo festival di Brest - Blutch ha voluto di rendere omaggio alla regione che lo ha rivelato al pubblico come un DJ intelligente, sensibile e fuori dall'ordinario. Conosciuto per i suoi set di house ibrida, il produttore di Morlaix presenta un primo album intimo e nostalgico, in cui la maggior parte delle tracce fa riferimento a luoghi della regione, da Roscoff a Ouessant, quella Terre Promise che ospita le strade della sua infanzia.Un concetto che mette in musica in modo solare, a partire dalla scintillante apertura della title track, con quel contributo così lirico del violino di Mirabelle Gilis, che Blutch fonde in un beat UK garage su Cobalan. O il breakbeat di River, circondato da synth onirici. Onirico, appunto: la parola chiave di questo album, che alterna momenti contemplativi (Les Bois) ad altri più caotici (Remparts, con i synth modulari di Maxime Dangles, altro membro della famiglia Astropolis). Ricordiamo anche la hit electropop Rosko, a metà tra Bicep, Rone e Polo & Pan, e quando torniamo alla cassa dritta su Floatin, è per lasciarci andare in un turbinio di tastiere eteree, come in una versione distorta di I Feel Love di Donna Summer. In questa terra promessa è nato un artista che merita pienamente di essere premiato con un Qobuzissime. © Smaël Bouaici/Qobuz
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Before I Die

박혜진 park hye jin

Elettronica - Uscito il 10 settembre 2021 | Ninja Tune

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Dopo aver fatto clamore nel 2018 con il suo primo EP If U Want It, che conteneva le hit ABC e I DON'T CARE, la sudcoreana Park Hye Jin ha continuato ad incuriosire il pubblico con i suoi live, durante i quali afferrava il microfono per cantare/rappare sopra ciò che lei stessa mixava sui giradischi. Troppo rapidamente marchiata come il nuovo prodigio della lo-fi house, con il suo primo album Park mostra di essere molto di più. Di stanza a Los Angeles, possiamo percepire lo spirito rilassato del rap californiano aleggiare su questo disco, che inizia con un'atmosfera UK garage (ma con cassa dritta) su Let's Sing Let's Dance. Park Hye Jin rappa per tutta la prima parte dell'album, con ritornelli ipnotici come in Good Morning Good Night, con testi cantati sopra un ritmo ovattato e una chitarra ricca di riverbero che accentua il lato solare del brano. Nello stesso genere, l'accattivante I Need You o Where Did I Go, e soprattutto la capacità di creare ritornelli semplici e orecchiabili, sempre con un flow disinvolto che va avanti e indietro sulla scena sonora.Ma anche se il flow è rap, la musica house non è molto distante. Se ne possono sentire piccoli accenni, su Whatchu Doin Later come su Can I Get Your Number, nel modo in cui scandisce i ritornelli, o negli effetti sulla sua voce. La seconda parte del disco è più diretta, con tempi in 4/4 su Sex With Me (DEFG) che riprende la formula della sua hit ABC con testi un po' più audaci; Where Are You Think, un ottimo brano di house lo-fi che purtroppo dura troppo poco; mentre Hey, Hey, Hey e Never Die tirano su i BPM al livello techno, con il secondo brano scandito da un accordo di piano doppiato e da una voce che si disperde come la neve al sole. Il tutto si conclude in una grande fusione trap su Sunday ASAP e i jus wanna be happy, una traccia iper-vaporosa. A sorpresa, Park Hye Jin ha costruito in modo magistrale un nuovo ponte tra l'hip-hop e la musica elettronica. Un meritatissimo Qobuzissime. © Smaël Bouaici/Qobuz
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Aspects

STR4TA

Dance - Uscito il 26 marzo 2021 | Brownswood Recordings

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Con STR4TA, si sale sulla macchina del tempo! Due vecchie glorie del groove d'oltremanica hanno unito le loro forze per raccogliere la torcia del funk britannico degli anni '80 (chi si ricorda di Beggar & Co, Light of the World, Lynx, Atmosfear, Hi-Tension, Freeez e altri Shakatak?) e l'acid-jazz degli anni 90: il chitarrista delle Mauritius Jean-Paul “Bluey” Maunick e il franco-britannico Gilles Peterson - DJ, produttore e boss delle etichette Acid Jazz, Talkin' Loud e Brownswood. È impossibile parlare del loro progetto STR4TA senza rievocare la band Incognito che, dal 1980, suona il meglio del soul inglese, una vera e propria macchina creatrice di groove, con i suoi incredibili fiati, i cori da hooligans in abito da sera e soprattutto le indimenticabili melodie. Al timone di questa crociera sul mare del soul, Bluey contribuisce con ballate dolci ma mai stucchevoli, o con sensuali inni da dancefloor. L'orecchio funky di questo eccellente chitarrista è tale che grandi nomi come Chaka Khan e George Benson (il suo idolo) l'hanno invitato per alcune produzioni e sessioni.All'inizio degli anni 90, Gilles Peterson ha scosso l'Inghilterra con il suo soul dalle tonalità jazz e R&B: l’acid-jazz. Un periodo di gloria per band come Brand New Heavies, Galliano, Young Disciples, Jamiroquai e Incognito, che finirono sotto l'ala della Talkin' Loud. Un'intera scena che immaginava di miscelare le atmosfere e le musiche di Curtis Mayfield con quelle di Gil Scott-Heron, o di Roy Ayers con quelle di Stevie Wonder. Questo, nel caso di Incognito, con l'aiuto delle voci di alcune dee del soul come Jocelyn Brown, Carleen Anderson, Maysa e Sarah Brown... Nel 2021, STR4TA eredita questo patrimonio, assieme al suo DNA, aggiungendo una dose di smooth jazz, alcuni temi degni delle migliori colonne sonore Blaxploitation, un tocco di funky irrefrenabile, e soprattutto, con una produzione più moderna. Nello studio di Gilles e JP, troviamo una sfilata di virtuosi del groove, la maggior parte ex-Incognito, come i bassisti Randy Hope-Taylor e Francis Hylton, i tastieristi Matt Cooper e Ski Oakenfull, il batterista Pete Ray Biggin, il sassofonista Paul Booth e il percussionista Francesco Mendolia. In Aspects, ognuno di loro si lascia andare ad una sincera gioia di suonare, regalando all'album una sensazione live che rende questa musica ancora più godibile. Con gli slap funkeggianti del basso, i synth vintage e le percussioni dalla precisione chirurgica a cucire l'insieme, il progetto STR4TA ha tutte le carte in regola per incendiare le dancefloor e farci danzare! © Marc Zisman/Qobuz
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Ostriconi

Yeahman

Chill-out - Uscito il 29 gennaio 2021 | Wonderwheel Recordings

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È ormai da tre o quattro anni che Jean Dasso (alias Yeahman) è sulla scena, prima con le sue serate di bass music/tropical “Ghetto Sonido” a Tolosa, poi, nel 2017, con il brano Miniyamba (con le voci suadenti delle cantanti Mina Shankha e Hajna), che ha contribuito a destare un interesse da parte della Wonderwheel Recordings. Capitanata da DJ Nickodemus, l'etichetta di Brooklyn (che annovera grandi nomi del circuito “global bass”, come Quantic, Chancha Via Circuito, DJ Khalab o El Buho) ha offerto a Yeahman di pubblicare il suo primo LP, che lui, onorando la sua immagine di avventuriero, è andato a registrare a Dakar, Napoli, Marsiglia e Tolosa.E, fin dall'incipit, il francese dimostra la sua particolarità, con l'accattivante samba sognante Deelahli, con la voce quasi sfocata di Mina Shankha, e a seguire la morbidissima Baixi Baixi, accompagnata dalle due sorelle portoghesi di Aluna Project su un charango e un ritmo di dembow. Ma a Yeahman piacciono anche i ritmi squadrati, come su Soupe Feu e i suoi campionamenti di corde sminuzzate, su Sakoneta (con la sua kora, made in Dakar) o su GLI-F4, il tutto sostenuto da un beat house vellutato e ipnotico. Ritroviamo Mina Shankha e Hajna su una cover del classico della cumbia peruviana Cariñito, o Omar Zidia, cantante e chitarrista del gruppo tuareg Ezza su Ouloullou. Per andare infine a chiudere questo viaggio Qobuzissime nell'Ostriconi (una regione paradisiaca della Corsica) con Lecce 74 e la folktronica del produttore inglese Robin Perkins, alias El Búho, nuovo compagno di etichetta di Yeahman e senza dubbio futuro compagno di viaggio. © Smaël Bouaici/Qobuz
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Happiness Therapy LP01: The Coast

Jesse Bru

House - Uscito il 11 dicembre 2020 | Happiness Therapy

Hi-Res Riconoscimenti Qobuzissime
Il nome del canadese Jesse Bru ha iniziato a circolare in Francia nel 2012. Scoperto dall'etichetta parigina Karat (gestita dal duo di DJ Alex e Laëtitia Katapult) grazie al suo progetto di micro-house Hot Keys (in coppia con il connazionale Ryan Trann), il produttore di Vancouver è diventato famoso l'anno successivo, grazie alla club hit Psychedelic Brain Paint, tratta dal suo EP di debutto Changing for You. Si trattava di una house lo-fi eterea, simile a quella dei Motor City Drum Ensemble, contenente campionamenti della folla in delirio e di una Janis Joplin in preghiera (Work Me Lord, versione Woodstock). Jesse Bru finisce nell'olimpo dei DJ in auge, facendo tappa a Berlino, dove sforna un EP dopo l'altro senza batter ciglio. Due anni fa, stanco di questo lavoro a catena, torna di nuovo a Vancouver per stilare un bilancio e prendersi il tempo di progettare un primo album, o quasi.In effetti, il canadese aveva già pubblicato un long format, Mid City (in digitale, nel 2012), ma si trattava più di una raccolta di brani che di un album vero e proprio. The Coast invece ci dà l'opportunità di goderci finalmente Jesse Bru in lunghezza, con 15 brani pieni di piccoli colpi di genio e grandi piaceri. Da produttore hip-hop che è passato alla musica elettronica dopo un periodo a Montreal, Jesse Bru ha mantenuto il gusto per i campionamenti fin dal principio. Anche se campiona sé stesso sempre più di frequente, ha ancora un'ossessione per gli estratti cinematografici. Su The Coast troviamo il tipo di patchwork che ne ha decretato il successo: una preponderante componente house dalle venature di soul newyorkese, bagnata in una tavolozza di colori e suoni caldi - con gioielli come All Day Bae e Workin (Should Be Livin) – e delle opzioni UK garage (Life's Alright), techno (Lucid Dreaming), jazz o drum'n'bass, come Cmwtme, sublime traccia che mescola tromba e ritmo Amen break. In pratica, un omaggio agli anni '90: “Mi piacciono molto l'electro, i break, la techno e la jungle, e la musica super emozionale”, spiega Jesse Bru, che sottolinea la libertà che questo album rappresenta. “Mi sentivo come se stessi facendo sempre la stessa cosa, pubblicavo EP in serie per cercare di mantenermi rilevante sulla scena”. Con un album di così alto livello, viene quasi voglia di chiudere Jesse Bru nel suo studio! © Smaël Bouaici/Qobuz
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Fongola

KOKOKO!

Elettronica - Uscito il 05 febbraio 2021 | Transgressive

Hi-Res Riconoscimenti 4F de Télérama - Qobuzissime
Dopo due EP e un tour che li ha fatti conoscere in giro per l'Europa, la combo di Kinshasa affronta prova del LP. Alleanza di due strumentisti factotum (lattine, macchine da scrivere, rottami metallici...) e del performer Makara Bianco, alias il diavolo di Lingwala, KOKOKO! include anche il produttore francese Xavier Thomas, alias Débruit (autore del corto Nigeria What?), immediatamente attratto dal loro "lato sperimentale". "Non sono dentro i cliché della musica mondiale africana. Vogliono rompere col passato, il peso della rumba congolese. Non conoscono limiti, non hanno paura di nulla".È questa libertà, questa creatività nata dalla costrizione, che si trova pienamente su Fongola, sempre alla ricerca della collisione sonora, mescolando poliritmie e armonie occidentali, chitarre e likembes, bidoni e TR-808. La formula, destinata al live, è ancora più efficace: campioni di suoni di strada, un techno kick 4/4, testi facili da cantare, un basso che prende tutto il corpo, ed eccoci in trance. Registrato in studi improvvisati a Kinshasa e Bruxelles, il disco è stato assemblato in Anderlecht da Débruit, che evoca "un gigantesco puzzle senza un piano definito, i cui pezzi non si adattano con facilità". Non potremmo dirlo meglio: mescolando tante cose, ma senza mai cercare di mantenere tutto a posto, i KOKOKO! sono riusciti a creare il caos permanente. E questo è probabilmente ciò che rende questo progetto così eccitante. © Smaël Bouaici / Qobuz
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D'ANGELO

David August

Elettronica - Uscito il 05 ottobre 2018 | [PIAS]

Hi-Res Riconoscimenti Qobuzissime
Dopo un 2017 lasciato a maggese, il produttore tedesco di origine italiana David August ha lanciato la propria etichetta nel 2018, 99Chants, sulla quale ha pubblicato un album ambient DCXXXIX A.C. e quest’ultimo intitolato D'ANGELO. Ispirato dal pittore transalpino Caravane, David August utilizza per tutta la durata dei sei brani (+ un interludio) la tecnica del chiaro-scuro, come sui 9 minuti di The Life of Merisi, che comincia come un film di fantascienza o una parte di Wipeout, con un ritmo techno/trance degli anni ’90, un sintetizzatore alla Moroder e una voce cavernosa, prima di spegnersi e rinascere sulle armonie limpide di un piano acustico, il suo strumento prediletto.La ballata vaporosa 33Chants e il pezzo che dà il titolo all’album D’Angelo, che apre un varco spazio-temporale verso il Riders on the Storm dei Doors, sono stati composti con lo stesso spirito elettroacustico. Una direzione scelta da David August fin dal suo primo album Times, per il quale si era riconnesso al pianoforte dopo alcuni EP “funzionali” presso la Diynamic Music, l’etichetta di Solomun. Una prova convalidata da due concerti dal vivo eccezionali per Boiler Room nel 2014 e nel 2016 (di cui l’ultimo in compagnia dell’orchestra sinfonica di Berlino), e da un album, che ci immerge in una bolla amniotica che non abbiamo voglia di lasciare. E se dovessimo restare bloccati dentro per l’eternità, non sarebbe poi così grave. © Smaël Bouaici
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One Trick Pony

Kiddy Smile

House - Uscito il 31 agosto 2018 | Neverbeener Records - Grand Musique Management

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Kiddy Smile vuole rendere popolare la house. Mentre la house vintage è tornata alla carica da alcuni anni e da circa venti la French Touch ha invaso le classifiche, l’emblema della scena ballroom e voguing parigina gioca a carte scoperte sin da questo primo album. Dopo aver lasciato il segno con il brano Let A B!tch Know nel 2016, uscito per la mediatica etichetta Defected, Kiddy Smile punta adesso ancora più in alto e convoca gli spiriti di Robin S, Armand Van Helden e Mojo, suoi riferimenti in fatto di canzoni, sognando forse un destino alla Sylvester, icona gay americana autore del successo planetario You Make Me Feel (Mighty Real) nel 1978.Questo però non vuol dire che abbandoni la house, la quale, non dimentichiamolo, costituisce il substrato di quasi tutte le tracce di questo disco, e più precisamente la vocal house propugnata da Ron Trent e soprattutto da Frankie Knuckles, che negli anni ’90 proiettò il genere nel mainstream americano con i suoi remix di successi soul/pop. Un modello esportabile in Francia? Staremo a vedere... Sta di fatto che Kiddy Smile, assistito da Julien Galner degli Château Marmont alla produzione, dà il meglio di sé, come su Be Honest featuring Rouge Mary, bellissimo brano sentimentale che mette tutti d’accordo, o su One Trick Pony, prodotto da Boston Bun (Ed Banger), che ammicca a un crossover pop/R&B. Due pezzi dall’alto potenziale, accompagnati da numerosi successi da discoteca che danno già voglia di ballare (House of God, Burn the House Down), e dal singolo Dickmatized, che ricorda i Crookers, validissimo duo italiano di fidget. Questo sì che è avere tutte le carte in regola. Ecco cosa vuol dire riunire gli elementi del successo, cosa che merita inevitabilmente un Qobuzissime. © Smaël Bouaici/Qobuz
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Family Portrait

Ross from Friends

Elettronica - Uscito il 27 luglio 2018 | Brainfeeder

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Era chiaro fin da You'll Understand, il suo secondo EP uscito nel 2016 su Distant Hawaii, sottodivisione dell’etichetta londinese Lobster Theremin (che promuove la house lo-fi) e da quel brano malinconico ed esaltante Talk To Me You'll Understand: Ross From Friends ha sfruttato al massimo le sue potenzialità raggiungendo la compiutezza in questo primo album curato nei minimi particolari per ben due anni; una cinquantina di minuti in grado di appagare coloro che erano stati sedotti dalla sua house setosa e dovrebbero garantirgli una nuova base di fan accaniti.Perché la musica di Ross From Friends crea una certa dipendenza, come lo dimostra Thank God I’m a Lizzard, una house sciamanica con chitarre floydiane in delay, mentre Wear Me Down rivela un aspetto più acquatico, che ricorda le produzioni dell’argentino Ernesto Ferreyra e le gocce care a Cadenza, l’etichetta di Luciano. Al carattere ipnotico dei brani di riferimento della minimal techno, Ross From Friends aggiunge un’anima, quella che attinge dalla storia familiare. I suoi genitori furono tra i primi viaggiatori inglesi che andavano in giro per l’Europa negli anni ʽ80 con un soundsystem per diffondere le prime emozioni elettroniche (hi-NRG, italo-disco…). The Knife, una sorta di synth-pop soulful che ci fa sprofondare nuovamente in quelle atmosfere anni ʽ80, prima di lanciarsi con successo con dei BPM più potenti sulla tecno dei Project Cybersyn. “Ogni volta che cominciavo a lavorare su un pezzo, ero immediatamente travolto dall’aspetto più emotivo delle cose, ci spiega. È senza dubbio una delle parti più importanti del lavoro sull’album, cercare di trarre ispirazione da quelle emozioni, da quell’instabilità emotiva”. Un approccio che ricorda quello di un altro produttore britannico della nuova generazione, Leon Vynehall, che ha ideato il suo ultimo album Nothing Is Still basandosi sulla storia dei nonni, con un risultato altrettanto commovente.Il superbo Parallel Sequence con le sue breakbeat mostra inoltre che l’inglese non è fissato sul kick, e, che a differenza di altri, la drum machine non è al centro della sua musica. Sarebbe infatti difficile individuare un asse di rotazione, poiché le sue canzoni (il termine è quello più appropriato) sembrano nascere da un’idea, da un concetto. Il resto dell’album è dotato dello stesso fascino, ed è facile lasciarsi trasportare da un capo all’altro dei dodici brani, in quelle atmosfere ovattate nelle quali Ross From Friends ci ha avvolti. Siamo appena all’estate, ma ecco già probabilmente uno degli album dell’anno e sicuramente un perfetto disco Qobuzissime. © Smaël Bouaici/Qobuz
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Bone Bame

10LEC6

Elettronica - Uscito il 09 marzo 2018 | Ed Banger Records

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10LEC6 in francese suona come dyslexie ovverosia dislessia, difficoltà specifica e duratura della lettura che si manifesta durante l’infanzia e l’adolescenza, riconosciuta come un disturbo dell’apprendimento. Che i 10LEC6 abbiano appreso diversamente non c’è dubbio... Ma questo collettivo afro-post-punk ha soprattutto digerito un numero di influenze alquanto impressionante. Post-punk funky a iosa ‒ come quello che facevano gli ESG e i Liquid Liquid a New York negli anni ’80 ‒ ma anche disco, house, punk stile Bad Brains, afrobeat, elettronica altamente fuori di testa e ritmi tribali belli tosti. Dal 2004 questo gruppo dalla geometria variabile formato attorno allo street artist Simon e al produttore e DJ Jess (del duo Jess & Crabble) mescola i generi come nessun altro! Un mix reso ancora più possente nel 2014 dall’arrivo di una nuova voce, Nicole, che canta in Bulu, lingua bantu parlata nel sud del suo Camerun natale. Con Bone Bame, il ritmo si impossessa dei corpi e delle menti. Questo terzo album apparso sotto la Ed Banger, l’etichetta di Pedro Winter, è soprattutto una lunga trance fatta di percussioni e suoni elettronici, che i bassi smisurati e la voce incantatoria di Nicole rendono totalmente inafferrabili. Non resta che abbandonarsi amabilmente su questo dancefloor singolare e cosmopolita più unico che raro. Un Qobuzissime a 360°! © Marc Zisman/Qobuz
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Take

Guy Andrews

Elettronica - Uscito il 22 settembre 2017 | Houndstooth

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2016's Our Spaces, the first release from London-based producer Guy Andrews, was one of the year's most radically different and unique electronic albums. His sophomore effort, Tåke (Norwegian for "mist" or "fog"), is a brooding and powerful album. Like its predecessor, the record moves in and out of light, ethereal moments marred with darker, more chaotic ones. Inspired by time he'd spent exploring Norway, the album effectively encapsulates the feeling of nature within its sound palette. This is no more perfectly exemplified than in the track "Fjell" -- a six-minute stomper that rises and falls with thudding techno beats, reverb-laden post-rock guitar, and frosty waves of synths -- which has the feel of hiking difficult terrain. There are vocals this time around, too. The captivating voice of Alev Lenz is heard on opener "The Clearing" and "Feelings," her softly spoken words swimming around orchestral staccatos, forlorn violas, and buzzy synth leads. The aforementioned "Fjell" is a surefire highlight here; however, Andrews' skills also lie in the not-so-obviously structured compositions such as "It Cannot Surface," its filtered electro beats seep through amidst a muddy and icy wave of synth, like an approaching storm cloud that begins to disappear almost as soon as it’s begun to envelop you. Tåke once again reinforces the fact that Andrews is an extremely talented producer who does not underestimate mood or atmosphere, and his decision to combine varied elements of different genres never fails to achieve the desired effect. © Rob Wacey /TiVo
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Idealist

Mind Enterprises

Elettronica - Uscito il 04 marzo 2016 | Because Music Ltd.

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Transsiberian

Thylacine

Ambient - Uscito il 27 novembre 2015 | Intuitive Records

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Brava

Brodinski

Elettronica - Uscito il 27 febbraio 2015 | Parlophone (France)

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A French house producer who rarely offers French house music, Brodinski launched his career as an electro don who perfectly fits with Bugged Out! or Southern Fried, but his later work is left-field hip-hop of the highest order, the kind of stuff that attracted mavericks like Danny Brown and Kanye West. Here, the indie electronica DJ with two productions on West's monolithic Yeezus LP makes his album debut with an unexpected and excellent blast of fractured tracks, some so skeletal and wobbly they sound like the Chicago genre of footwork as heard through a nu-disco remix. "Bury Me," with Maluca and MPA Shitro, is a good example as it jerks like a zombie while shining like a diamond, but a more downtown version is "I Can't Help Myself," where SD stutters over trap booms and blasts before disappearing in a whirlwind of rave-rap beats. The weird "Need for Speed," with Louisahhh and Bloody Jay, sounds as if Giorgio Moroder called for Lil Jon, got Trinidad James instead, and was happy the mistake happened; then there's the pounding acid number called "Hector," which is one-part Mad Decent and one-part happy hardcore. With dark bass, aggressive attitude, and the word "bitch" used for emphasis, both Three 6 Mafia and Pimp C's influences are in full effect throughout the album, but even with all these touchstones and special guests, Brava has a unique voice, one that's choppy, quirky, welcoming, and likely smells of blunts when it burps. Think of Mr. Oizo signed to Hypnotized Minds, or Chief Keef as Erol Alkan's hype man, and the delightful, wobbly magic of Brodinski's debut will come as less of a shock. © David Jeffries /TiVo
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It's Album Time

Todd Terje

Elettronica - Uscito il 07 aprile 2014 | Olsen Records

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If Looks Could Kill

Danton Eeprom

Elettronica - Uscito il 03 febbraio 2014 | InFiné

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Blue Distance

Clara Moto

Elettronica - Uscito il 04 novembre 2013 | InFiné

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