Gli album

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Musica vocale profana - Prossima uscita il 01 marzo 2019 | Signum Records

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Cantate (profane) - Uscito il 23 novembre 2018 | Erato

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Record of the Month - Choc de Classica
Le tre cantate italiane qui presentate risalgono tutte al periodo italiano di Haendel, dal 1707 al 1710, quando era in pieno apprendistato per tutte le novità dell’arte musicale italiana e, allo stesso tempo, al servizio di molti potenti mecenati che avevano intuito tutto il potenziale del giovane sassone. Questo tipo di cantate si eseguiva nell’ambito privato delle residenze aristocratiche romane, poiché lo Stato della Chiesa proibiva alle donne di cantare sul palco, e molte grandi cantanti sarebbero state così private del diritto di esprimersi. Scopriamo qui alcune semi-opere, in ampiezza e ricchezza musicale, sebbene a priori non si parlasse di messa in scena, di cori o di grandi orchestre; lo spirito lirico, però, era evidente di misura in misura. E senz’alcun dubbio Haendel aveva una qualche stima delle proprie cantate giovanili, visto che vi attinse largamente in seguito, secondo il principio barocco del riciclaggio di opere più antiche e dimenticate da tutti – tranne dal compositore, che se le conservava con cura come assi nella manica! Il Concert d’Astrée di Emmanuelle Haïm accompagna il soprano Sabine Devieilhe e il mezzosoprano Léa Desandre, entrambe particolarmente a loro agio tanto nei vocalizzi che nelle linee intensamente liriche di Haendel. © SM/Qobuz
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Cantate (profane) - Uscito il 02 novembre 2018 | Ricercar

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 Sterne Fono Forum Klassik - 5 étoiles de Classica
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Musica vocale profana - Uscito il 21 settembre 2018 | SOMM Recordings

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 étoiles de Classica
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Cantate (profane) - Uscito il 21 settembre 2018 | Fra Bernardo

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Cantate (profane) - Uscito il 10 settembre 2018 | Channel Classics Records

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Musica vocale profana - Uscito il 10 agosto 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 étoiles de Classica
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Musica vocale profana - Uscito il 20 luglio 2018 | Claves Records

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale profana - Uscito il 25 maggio 2018 | deutsche harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
I due principali compositori qui illustrati sono Johann Hermann Schein e Melchior Franck, rappresentanti fondamentali del primo barocco tedesco. Schein e Franck furono quasi esattamente contemporanei l’uno dell’altro, fecero le rispettive carriere ad una cinquantina di leghe l’uno dall’altro – Coburgo per Franck, Lipsia per Schein, di cui ricordiamo qui che fu il predecessore di Bach al titolo di Kantor nella chiesa di San Tommaso – ma sembra non si siano mai incontrati. Bisogna dire che in piena Guerra dei Trent’anni i viaggi non erano opportuni, e ci si preoccupava più che altro di non finire sventrati, appestati o affamati, piuttosto che andarsene in giro da una città all’altra. D’altronde c’è da stupirsi che tante loro opere ci siano giunte ugualmente, e in particolare l’Hohelied Salomos del 1608 (il «Cantico di Salomone») di Franck, e di Schein le raccolte Musica boscareccia del 1621-28 e Diletti pastorali del 1628, molti mottetti amorosi dei quali sono qui presentati dall’ensemble vocale e strumentale Voces suaves di Jörg-Andreas Bötticher. A mo’ di riferimento storico, si potranno ascoltare due pezzi di Palestrina (teniamo presente che il barocco tedesco ha sfruttato moltissimo l’influsso madrigalesco italiano), qui offerti nella versione strumentale, con gli abbellimenti di due celebri cornettisti dell’epoca, Luigi Zenobi ed Antonio Bassano, i quali ci hanno lasciato numerose testimonianze dell’arte della variazione e dell’abbellimento strumentale, così come la praticavano. © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 25 maggio 2018 | Arcana

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 étoiles de Classica
Non sappiamo granché della vita di Giacomo Gorzanis, nato intorno al 1520, morto verso il 1579; di certo era cieco, probabilmente dalla nascita, a giudicare dall’indicazione presente nel suo Terzo libro di liuto pubblicato a Venezia nel 1564 («Io cieco», e «io privo di lume»); sicuramente era molto celebre come liutista, stando alla dedica del suo Libro primo del 1561, nella quale vanta la «lunga esperienza che gia molti anni ho col Liuto», sicuramente cantava anche alla corte dell’arciduca Carlo II d’Austria, stando alla dedica del Secondo libro di napolitane del 1571: «A memoria, ch’io tengo di V.[ostra] Serenissima Altezza, come humilissimo servitor suo, et la vera affettione, ch’io gli porto». Una vita bella piena, insomma, durante la quale Gorzanis pubblicò nientepopodimeno che cinque volumi d’intavolature di liuto, fra il 1561 ed il 1575-79, e due libri di canti napoletani fra il 1570 e il 1571, testimonianze preziosissime di tutta un’arte probabilmente molto diffusa, ma di cui non possediamo più che scarsissime tracce. Gli argomenti trattati nelle villanelle e negli altri canti vanno dalla poesia di Petrarca o dell’Ariosto fino a cose piuttosto osé, in cui si allude addirittura ad amori a pagamento, gli argomenti eterni della canzone “popolare” dal Rinascimento ai giorni nostri. Queste pagine, ancora impregnate di una forte dose di polifonia nell’accompagnamento, si orientano però verso il più nuovo stile di melodia sottesa da un semplice tappeto di accordi – l’antenato della canzone napoletana, se vogliamo, in cui la linea cantata prende il sopravvento su ogni altra considerazione. Pino De Vittorio (che canta, ma suona anche le nacchere) è accompagnato dai liuti e dalle chitarre di Fabio Accurso e Bor Zuljan, oltre che dalla viola da gamba di Domen Marinčič e dalle percussioni – compreso il dulcimer martellato, una specie di cetra a corde pizzicate o percosse – di Massimiliano Dragoni. © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 27 aprile 2018 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - 4F de Télérama - Registrazione audio d'eccezione
Diciamo che i compositori della presente selezione, a cura di Sébastien Daucé e dell’Ensemble Correspondances, coprono l’Inghilterra più o meno dal 1600 al 1700, dalla generazione di Coprario (Cooper a dire il vero, italianizzato per essere alla moda!), Johnson e Lanier, tutti nati prima del volgere del XVII secolo, fino ad Hart e Blow, scomparsi appena dopo l’inizio del successivo. Seguiamo così, passo dopo passo, la diffusione e l’incorporazione della nuova arte importata dall’Italia, anche se i recitativi accompagnati italiani sono sempre sfumati di “canto declamatorio”, tipico della musica inglese. Altro cardine evidente è lo iato musicale di circa vent’anni fra l’inizio della Guerra Civile nel 1642 e la Restaurazione, con il ritorno al trono di Carlo II, passando per la dittatura religiosa puritana di Cromwell, il quale voleva interdire praticamente ogni forma di giubilo, musica compresa. Numerosi artisti inglesi scelsero di esiliarsi in campagna, e lavorare come precettori musicali, o persino all’estero. Questo completissimo ventaglio di un intero secolo permette all’Ensemble Correspondances, col suo vasto gruppo di cantanti e strumentisti, di mostrare la propria profonda conoscenza di tutta quest’epoca, ricchissima malgrado condizioni di vita (o persino di sopravvivenza) talvolta davvero precarie. © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 13 aprile 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Gramophone Editor's Choice
Il meno che si possa dire è che il soprano Sandrine Piau qui non si lascia costringere da nessun giogo: naviga con piacere tra il romanticismo tedesco di Schumann, Wolf e Loewe, Debussy, e persino la produzione quasi-Broadway di André Prévin, passando per Poulenc, Gurney e Samuel Barber… Con la sua voce cristallina, da cui è bandito ogni italianismo vocale (niente glissando, niente sussurri né note con attacco dal basso, niente dittonghi parassiti, e un vibrato controllato con cura) per emanare solo musica, nient’altro che musica – e naturalmente il testo, perfettamente comprensibile qualunque sia la lingua affrontata. È la sua lunga esperienza nel canto barocco (e nella sfera mozartiana, in cui eccelle) ad averle dato questo magnifico rigore? Vai a sapere. Resta il fatto che il suo ampio repertorio, qui presentato, acquista tutta la potenza possibile, dal pianissimo più soave al fortissimo sbalorditivo. Quanto alla pianista Susan Manoff, è semplicemente una delle fondamentali accompagnatrici del repertorio del lied, della mélodie, della romanza e dell’artsong in Francia, in particolare al fianco delle migliori voci francesi odierne. © SM/Qobuz
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Oratori profani - Uscito il 16 febbraio 2018 | Warner Classics

Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
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Cantate (profane) - Uscito il 26 gennaio 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Choc de Classica
Figlio di uno dei Vingt-quatre Violons du Roi (Ventiquattro Violini del Re), Nicolas Clérambault nacque a Parigi nel 1676. Fu molto precoce: gli si attribuisce un mottetto a gran coro composto all’età di tredici anni. La formazione gli fu impartita da eccellenti maestri, e fu vicino a Guillaume-Gabriel Nivers, al quale succederà nel 1714 alla tribuna di Saint-Sulpice, a Parigi, ed alla Maison royale de Saint-Louis, a Saint-Cyr. A parte un libro per clavicembalo ed un altro per organo, compose numerosi mottetti, ma già mentre era in vita furono queste cantate francesi a procurargli la fama: cinque libri per un totale di venti cantate, oltre a cinque cantate isolate. Possiamo seguirvi l’evoluzione di Clérambault, che parte da un uso degli abbellimenti simile a quello dei suoi maestri del XVII secolo, per poi sfociare in un puro stile classico, che presto fece suo. Apollon, «Cantata sulla Pace, a voce sola, e Sinfonia», scritta «per il Re», risale alla fine del regno di Luigi XVI, che come sappiamo fu funestato da guerre e carestie; il compositore vi fa l’apologia del re, spesso rappresentato nelle vesti di Apollo, pur facendosi portavoce dello stato d’animo generale dei francesi: la pace! La cantata Le Jaloux (Il geloso, 1710) fuoriesce dallo schema solito: niente azione, niente lodi né adulazioni, soltanto un delizioso quadretto della gelosia. Il pezzo forte dell’album rimane però Pyrame et Thisbé (Piramo e Tisbe, 1713), il cui argomento è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Piramo e Tisbe si amano, ma i genitori si oppongono alla loro unione. Un bel preludio strumentale precede il primo recitativo, che inquadra il soggetto della tragedia. L’aria che chiude la cantata è una specie di morale; fra questi due estremi, Clérambault inserisce una sfilza di recitativi, arie, sinfonie, come in una tragedia lirica. L’ensemble A Nocte Temporis – flauto, violino, viola da gamba, clavicembalo – accompagna il tenore Reinoud van Mechelen, che ci offre questi intensi momenti del grande classicismo francese con convinzione perfetta e dizione impeccabile – indispensabile in questo tipo di opere, molto testuali – e la pronuncia specifica dell’epoca. Così, per esempio, «l’espoir de se revoir» diventa «l’espouêr de se revouêr»! © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 19 gennaio 2018 | Glossa

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Musica vocale profana - Uscito il 01 dicembre 2017 | Ricercar

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason découverte
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Musica vocale profana - Uscito il 17 novembre 2017 | Sony Classical

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Musica vocale profana - Uscito il 10 novembre 2017 | Aparté

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Intorno al mezzo-soprano franco-italiano Léa Desandre –che ha esordito con William Christie nell’ambito dei «Jardins des voix», poi si è aggiudicata la «Révélation lyrique» delle Vittorie della musica nel 2017–, i soprani Nathalie Pérez e Chantal Santon-Jeffery hanno escogitato un programma che affronta le diverse incarnazioni liriche di Berenice Evergete e le sue delusioni con il re Antigono Gonatas, attraverso il filtro del libretto di Metastasio, Antigone, che è stato musicato da una trentina di compositori, gli uni interessati più a Antigone, gli altri a Berenice. Noterete senz’altro alcune affinità con delle arie abbastanza sconosciute di Haydn, Mozart, Johann Christian Bach e Hasse: ed è proprio questa la virtù principale di questo album, ovvero quella di farci scoprire delle arie tanto rare, spesso molto virtuose e vocalizzanti, ideale per le voci delle tre signorine qui presenti. Rarità ancor più rara, troveremo perfino un’aria sorprendente di Marianna von Martinez che teneva a Vienna un salone musicale al quale partecipavano volentieri… Haydn e Mozart. © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 10 novembre 2017 | SWR Classic

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale profana - Uscito il 10 novembre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice - Le Choix de France Musique - Choc de Classica - Choc Classica de l'année - 5 Sterne Fono Forum Jazz