Gli album

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Cantate (profane) - Uscito il 21 settembre 2018 | Fra Bernardo

Libretto
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Cantate (profane) - Uscito il 10 settembre 2018 | Channel Classics Records

Hi-Res Libretto
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Musica vocale profana - Uscito il 20 luglio 2018 | Claves Records

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale profana - Uscito il 27 aprile 2018 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - 4F de Télérama - Soundcheck eccezionali
Diciamo che i compositori della presente selezione, a cura di Sébastien Daucé e dell’Ensemble Correspondances, coprono l’Inghilterra più o meno dal 1600 al 1700, dalla generazione di Coprario (Cooper a dire il vero, italianizzato per essere alla moda!), Johnson e Lanier, tutti nati prima del volgere del XVII secolo, fino ad Hart e Blow, scomparsi appena dopo l’inizio del successivo. Seguiamo così, passo dopo passo, la diffusione e l’incorporazione della nuova arte importata dall’Italia, anche se i recitativi accompagnati italiani sono sempre sfumati di “canto declamatorio”, tipico della musica inglese. Altro cardine evidente è lo iato musicale di circa vent’anni fra l’inizio della Guerra Civile nel 1642 e la Restaurazione, con il ritorno al trono di Carlo II, passando per la dittatura religiosa puritana di Cromwell, il quale voleva interdire praticamente ogni forma di giubilo, musica compresa. Numerosi artisti inglesi scelsero di esiliarsi in campagna, e lavorare come precettori musicali, o persino all’estero. Questo completissimo ventaglio di un intero secolo permette all’Ensemble Correspondances, col suo vasto gruppo di cantanti e strumentisti, di mostrare la propria profonda conoscenza di tutta quest’epoca, ricchissima malgrado condizioni di vita (o persino di sopravvivenza) talvolta davvero precarie. © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 13 aprile 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Gramophone Editor's Choice
Il meno che si possa dire è che il soprano Sandrine Piau qui non si lascia costringere da nessun giogo: naviga con piacere tra il romanticismo tedesco di Schumann, Wolf e Loewe, Debussy, e persino la produzione quasi-Broadway di André Prévin, passando per Poulenc, Gurney e Samuel Barber… Con la sua voce cristallina, da cui è bandito ogni italianismo vocale (niente glissando, niente sussurri né note con attacco dal basso, niente dittonghi parassiti, e un vibrato controllato con cura) per emanare solo musica, nient’altro che musica – e naturalmente il testo, perfettamente comprensibile qualunque sia la lingua affrontata. È la sua lunga esperienza nel canto barocco (e nella sfera mozartiana, in cui eccelle) ad averle dato questo magnifico rigore? Vai a sapere. Resta il fatto che il suo ampio repertorio, qui presentato, acquista tutta la potenza possibile, dal pianissimo più soave al fortissimo sbalorditivo. Quanto alla pianista Susan Manoff, è semplicemente una delle fondamentali accompagnatrici del repertorio del lied, della mélodie, della romanza e dell’artsong in Francia, in particolare al fianco delle migliori voci francesi odierne. © SM/Qobuz
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Oratori profani - Uscito il 16 febbraio 2018 | Warner Classics

Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
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Cantate (profane) - Uscito il 26 gennaio 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Choc de Classica
Figlio di uno dei Vingt-quatre Violons du Roi (Ventiquattro Violini del Re), Nicolas Clérambault nacque a Parigi nel 1676. Fu molto precoce: gli si attribuisce un mottetto a gran coro composto all’età di tredici anni. La formazione gli fu impartita da eccellenti maestri, e fu vicino a Guillaume-Gabriel Nivers, al quale succederà nel 1714 alla tribuna di Saint-Sulpice, a Parigi, ed alla Maison royale de Saint-Louis, a Saint-Cyr. A parte un libro per clavicembalo ed un altro per organo, compose numerosi mottetti, ma già mentre era in vita furono queste cantate francesi a procurargli la fama: cinque libri per un totale di venti cantate, oltre a cinque cantate isolate. Possiamo seguirvi l’evoluzione di Clérambault, che parte da un uso degli abbellimenti simile a quello dei suoi maestri del XVII secolo, per poi sfociare in un puro stile classico, che presto fece suo. Apollon, «Cantata sulla Pace, a voce sola, e Sinfonia», scritta «per il Re», risale alla fine del regno di Luigi XVI, che come sappiamo fu funestato da guerre e carestie; il compositore vi fa l’apologia del re, spesso rappresentato nelle vesti di Apollo, pur facendosi portavoce dello stato d’animo generale dei francesi: la pace! La cantata Le Jaloux (Il geloso, 1710) fuoriesce dallo schema solito: niente azione, niente lodi né adulazioni, soltanto un delizioso quadretto della gelosia. Il pezzo forte dell’album rimane però Pyrame et Thisbé (Piramo e Tisbe, 1713), il cui argomento è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Piramo e Tisbe si amano, ma i genitori si oppongono alla loro unione. Un bel preludio strumentale precede il primo recitativo, che inquadra il soggetto della tragedia. L’aria che chiude la cantata è una specie di morale; fra questi due estremi, Clérambault inserisce una sfilza di recitativi, arie, sinfonie, come in una tragedia lirica. L’ensemble A Nocte Temporis – flauto, violino, viola da gamba, clavicembalo – accompagna il tenore Reinoud van Mechelen, che ci offre questi intensi momenti del grande classicismo francese con convinzione perfetta e dizione impeccabile – indispensabile in questo tipo di opere, molto testuali – e la pronuncia specifica dell’epoca. Così, per esempio, «l’espoir de se revoir» diventa «l’espouêr de se revouêr»! © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 19 gennaio 2018 | Glossa

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale profana - Uscito il 01 dicembre 2017 | Ricercar

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason découverte
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Musica vocale profana - Uscito il 17 novembre 2017 | Sony Classical

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Musica vocale profana - Uscito il 10 novembre 2017 | Aparté

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Intorno al mezzo-soprano franco-italiano Léa Desandre –che ha esordito con William Christie nell’ambito dei «Jardins des voix», poi si è aggiudicata la «Révélation lyrique» delle Vittorie della musica nel 2017–, i soprani Nathalie Pérez e Chantal Santon-Jeffery hanno escogitato un programma che affronta le diverse incarnazioni liriche di Berenice Evergete e le sue delusioni con il re Antigono Gonatas, attraverso il filtro del libretto di Metastasio, Antigone, che è stato musicato da una trentina di compositori, gli uni interessati più a Antigone, gli altri a Berenice. Noterete senz’altro alcune affinità con delle arie abbastanza sconosciute di Haydn, Mozart, Johann Christian Bach e Hasse: ed è proprio questa la virtù principale di questo album, ovvero quella di farci scoprire delle arie tanto rare, spesso molto virtuose e vocalizzanti, ideale per le voci delle tre signorine qui presenti. Rarità ancor più rara, troveremo perfino un’aria sorprendente di Marianna von Martinez che teneva a Vienna un salone musicale al quale partecipavano volentieri… Haydn e Mozart. © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 10 novembre 2017 | SWR Classic

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale profana - Uscito il 10 novembre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice - Le Choix de France Musique - Choc de Classica - Choc Classica de l'année - 5 Sterne Fono Forum Jazz
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Musica vocale profana - Uscito il 03 novembre 2017 | Carpe Diem

Hi-Res Libretto
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Musica vocale profana - Uscito il 27 ottobre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale profana - Uscito il 13 ottobre 2017 | SWR Classic

Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica vocale profana - Uscito il 06 ottobre 2017 | Signum Records

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
L’ensemble Gabrieli, sotto la guida del rimarchevole direttore Paul McCreesh, esplora in questo album il ricchissimo repertorio corale britannico conosciuto sotto il nome di partsong o “canto a più voci”, una forma di componimento corale costituito da una canzone profana scritta o arrangiata per più parti vocali. Il tema può derivare dal registro folcloristico (reale o immaginario) o può essere addirittura più antico – va detto che il nome copre diversi format. Siamo lontani dal genere un po' sdolcinato di tanti componimenti vagamente pastorali, genere ampiamente diffuso ma sicuramente meno ricco, essendo assai limitato in termini ritmici, melodici e testuali. Difatti, molti testi di questo album attingono alla grande poesia, andando a formare un corpus di madrigali novecenteschi che non hanno nulla da invidiare ai loro gloriosi antenati rinascimentali. Aprono Vaughan Williams e Elgar, seguiti da Charles Villiers Stanford, Herbert Howell e Percy Grainger (australiani di nascita ma molto british nel cuore), Britten e Warlock (nome d'arte e di battaglia di Philip Heseltine, un losco personaggio molto in vista), e infine James McMillan e Jonathan Dive ci riportano al presente – senza rinnegare il passato, a riprova del fatto che l'avanguardia iconoclasta è morta e sepolta. C’è insomma tutto il necessario per far contenti i fan, e quando a cantare questa musica sublime è l’ensemble Gabrieli, si sguazza letteralmente nella felicità. © SM/Qobuz
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Musica vocale profana - Uscito il 22 settembre 2017 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4F de Télérama - 4 étoiles de Classica
I teatri londinesi erano dei centri vitali per la musica all’epoca della Restaurazione – la Restaurazione della monarchia degli Stuart, ricordiamolo, che ha seguito la dittatura puritana protestante di Cromwell. Rinvigoriti dall’arrivo di attrici e decori sontuosi, attraevano un vasto pubblico, assettato di un po’ di divertimento dopo anni di rigore religioso e di divieto virtuale di spettacoli. Il compositore più in voga dell’inizio di questo periodo era allora Locke e la sua esperienza in questo campo risaliva già all’era di Cromwell. Benché i puritani avessero chiuso i teatri, le rappresentazioni potevano a volte eludere questo divieto, come fu il caso per la maschera “Cupid and Death” secondo Esopo, musica di Gibbons, presentata davanti l’ambasciatore portoghese nel 1657 – poi ripresa nel 1659 con una musica addizionale di Locke. Quando i teatri riaprirono nel 1660, si esigeva la presenza della musica in ogni rappresentazione, ma piuttosto come un ornamento che come un elemento indissociabile dall’intrigo. Ognuna necessitava un insieme d’arie e di pezzi strumentali suonati all’inizio e tra ogni atto. Locke scrisse più di una ventina d’arie di questo tipo, senza che si potesse associarle a delle opere specifiche. La maggior parte delle sue musiche di scena, come “Curtain Lune” e “Lilk”, sono conservate attraverso diversi manoscritti d’epoca, presentando musica di scena per rappresentazioni eseguite nel corso dell’ultimo decennio del XVII secolo. Sono proprio questi pezzi intercalari, arie o “alzate di sipario” che ci propone l’ensemble il Caravansérail di Bertrand Cuiller – Cuiller, ricordiamolo, fu discepolo di Pierre Hantaï et di Christophe Rousset nel campo del clavicembalo. Il suo ultimo album da solista, l’integrale dell’opera per clavicembalo di Rameau, fu lo shock dell’Annata Classica 2015. Le arie sono qui affidate alla soprano scozzese Rachel Redmond, un habitué della musica barocca.
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Cantate (profane) - Uscito il 01 settembre 2017 | CapriccioNR

Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale profana - Uscito il 09 giugno 2017 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Diapason d'or / Arte