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Gli album

280 album selezionati per Data: Dal più recente al meno recente e filtrati per Mélodies & Lieder
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Mélodies & Lieder - Prossima uscita il 14 maggio 2021 | CAvi-music

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Mélodies - Uscito il 23 aprile 2021 | Muso

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Lieder (Germania) - Uscito il 09 aprile 2021 | BIS

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Lieder (Germania) - Uscito il 05 marzo 2021 | Deutsche Grammophon (DG)

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Mélodies & Lieder - Uscito il 11 settembre 2020 | harmonia mundi

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Mélodies - Uscito il 22 maggio 2020 | RUBICON

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Lieder (Germania) - Uscito il 12 luglio 2019 | Decca

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Lieder (Germania) - Uscito il 31 maggio 2019 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Gramophone Editor's Choice - Qobuzissime
Nata in un paesino norvegese nel 1987 (e dunque immancabilmente paragonata alla sua lontana compatriota Kirsten Flagstad), il soprano Lise Davidsen sembra fatto per incarnare le eroine wagneriane e straussiane. Per il suo primo disco presso Decca, etichetta per la quale ha firmato un contratto esclusivo, ha scelto di presentare diversi aspetti femminili nei tratti vocali di Elisabeth (Tannhäuser), di Arianna (Arianna a Naxos) e di… Pauline, la moglie beneamata di Richard Strauss alla quale ha consacrato numerosi Lieder a partire dal suo opus 27, il ciclo del 1894 offerto a sua moglie come regalo di matrimonio, fino agli ultimi Vier letzte Lieder («quattro ultimi Lieder») del 1948. Sotto l’agile bacchetta di Esa-Pekka Salonen, la Philharmonia Orchestra sposa la voce del soprano norvegese con finezza e eleganza. È chiaro, questo album dal programma minuziosamente strutturato oscilla tra la giovinezza e la vecchiaia dove si aggirano i fantasmi e la morte. Ci si può chiedere come è possibile esprimere la mortalità quando si ha trent’anni, un timbro potente, una salute raggiante e tutta una vita davanti. La risposta si trova nella voce di Lise Davidsen che si innalza insieme alle allodole come una promessa di immortalità, quella della musica dell’ultimo Strauss con lo sguardo rivolto verso il passato in un’Europa in rovina. Scoperto nel 1984, dopo la morte della sua dedicataria, la cantatrice Maria Jeritza, che lo aveva conservato segretamente, Malven è davvero «l’ultimo Lied» di Richard Strauss. Con un tono più leggero rispetto ai Vier letzte Lieder, ai quali doveva forse appartenere, è qui presentato in un’orchestrazione di Wolfgang Rihm. © François Hudry/Qobuz
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Mélodies (Francia) - Uscito il 24 maggio 2019 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
Sandrine Piau e i musicisti de Le Concert de la Loge con i loro strumenti d’epoca ci invitano a una passeggiata straordinaria nel cuore della melodia francese romantica. Conosciuta all’inizio della sua carriera come interprete prediletta del canto barocco, Sandrine Piau rivela di essere cresciuta fin dalla giovinezza con la musica francese dei secoli XIXesimo e XXesimo, quando sognava di diventare arpista. È dunque in questa occasione che il Palazzetto Bru Zane, coproduttore dell’album insieme all’etichetta Alpha Classics le propone un ritorno alle origini. La maggior parte dei brani sono vere e proprie scoperte, come quei modelli squisiti di Massenet, Pierné, Dubois, Godard o Guilmant. Che bella idea quella di aver inserito tra queste melodie anche un vero e proprio gioiellino come Aux étoiles, il breve notturno strumentale che Henri Duparc scrisse nel 1910. Quasi cieco, il compositore ne aveva dettato l’orchestrazione al giovanissimo Ernest Ansermet che l’aveva creato poco dopo quando si trovava alla direzione dell’Orchestra del Kursaal di Montreux. Liberatesi dal solito accompagnamento al pianoforte, queste melodie assumono qui una grazia tutta particolare nel loro ornamento orchestrale, grazie alla direzione aerea e diafana di Julien Chauvin. © François Hudry/Qobuz
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Mélodies (Francia) - Uscito il 10 maggio 2019 | Decca

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Lieder (Germania) - Uscito il 19 aprile 2019 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Choc de Classica
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Mélodies & Lieder - Uscito il 01 marzo 2019 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Mélodies - Uscito il 08 febbraio 2019 | Supraphon a.s.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
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Mélodies (Inghilterra) - Uscito il 25 gennaio 2019 | Warner Classics

Riconoscimenti 5 de Diapason
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Lieder (Germania) - Uscito il 11 gennaio 2019 | Warner Classics

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Di volta in volta esaltato o profondamente depresso, come tutti gli esseri bipolari, Hugo Wolf ha donato all’ambito del lied grandi e preziosi capolavori, con i suoi grandi cicli, in particolare questo Italienisches Liederbuch a due voci, che rappresenta la quintessenza della sua arte. 46 lied che parlano d’amore con le sensibilità incrociate di un uomo e di una donna, in dialoghi fra innamorati in tono ironico e galante oppure appassionato.Composti su testi di Paul Heyse ispirati a poesie anonime toscane, comprendono ballate e soprattutto rispetti (cioè: “venerazioni”), piccole strofe di otto versi di carattere popolare. La traduzione in tedesco deturpa in modo singolare la leggerezza italiana originaria, tanto più che Hugo Wolf non cerca di “fare all’italiana” nei suoi componimenti. «Un cuore caldo, ve l’assicuro, batte nei piccoli petti dei miei più giovani figli meridionali che, a dispetto di tutto, non riescono a negare la propria origine tedesca. Sì, i loro cuori battono in tedesco, sebbene il sole splenda in italiano», confessa ad un amico. Questa collezione italiana è costituita, come scrive Stéphane Goldet, di «piccole commedie dell’amore, momenti d’impazienza o di dispetto; desideri e messe in guardia, proteste e recriminazioni, rivendicazioni o rese incondizionate».Registrata in concerto alla Filarmonica di Essen il 18 febbraio 2018, questa nuova incisione si colloca senza sforzi accanto a registrazioni mitiche come quella di Schwarzkopf e Fischer-Dieskau; diventerà senz’alcun dubbio una nuova versione di riferimento. Era forse lecito stare in pensiero per la voce di Jonas Kaufmann, ma qui constatiamo che ha riacquistato tutta la sua forza e le sue mille e una sfumature miracolose. La sua partner, Diana Damrau, è radiosa, con un canto che si sposa ai diversi stati d’animo di una giovinetta inquieta e talvolta battuta. Ma questo dialogo all’apice non sarebbe nulla senza il pianoforte discreto e raffinato di Helmut Deutsch, che conferisce alle miniature un sostegno irresistibile. © François Hudry/Qobuz
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Mélodies (Francia) - Uscito il 11 gennaio 2019 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Lieder (Germania) - Uscito il 11 gennaio 2019 | Naxos

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Mélodies & Lieder - Uscito il 07 dicembre 2018 | BIS

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Mélodies - Uscito il 30 novembre 2018 | 7 Mountain Records

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Lieder (Germania) - Uscito il 16 novembre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Record of the Month
Molto lontani dai Lied di Schubert, che sono canti secondo la tradizione “popolare” tedesca, generalmente strofici, con accompagnamento subordinato al canto (il che nulla toglie al loro incredibile genio!), quelli di Schumann discenderebbero, per riprendere le parole dello stesso Christian Gerhaher, dalla «drammaturgia lirica»: piccole opere in miniatura, in cui il pianoforte e il canto hanno pari contenuto. Il che non spiega perché i Lied di Schumann siano raramente eseguiti in concerto, all’infuori di qualche ciclo trito e ritrito (soprattutto Myrten, Dichterliebe e Amore e vita di donna). Gerhaher e il suo pianista Gerold Huber hanno attinto, nell’ampio repertorio del genere, opere quasi mai presentate. Solo tre dei cicli eseguiti risalgono al 1840, “l’anno del Lied” (e tra l’altro l’anno del matrimonio, finalmente, finalmente, con Clara Wieck); gli altri riflettono gli ultimi anni di vita del compositore, dopo il 1850, e con quanta nostalgia, e passioni trattenute… Non siamo più affatto nel romanticismo sfrenato dei primi anni, e l’umore è sempre più cupo, il discorso più frammentato, a piccoli tocchi, come abbozzato. Il contrasto da un’epoca all’altra è straordinario. Gerhaher e Huber ci offrono queste eccezionali meraviglie con tutta la reverenza dovuta. © SM/Qobuz