Gli album

56 album selezionati per Data: Dal più recente al meno recente e filtrati per Classica
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Classica - Uscito il 11 maggio 2018 | Arts & Crafts Productions Inc.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
Canadese trentunenne, Jean-Michel Blais non è uno sconosciuto sulla scena contemporanea neoclassica. Dopo un primo album sobriamente intitolato «II», già presso Caroline Distribution, ci propone oggi una nuova collezione di titoli (per la maggior parte diffusi separatamente da qualche settimana) di un lirismo incontenibile. Con il suo pianoforte trasformato in carillon, viaggia seguendo gli zefiri, su rive ove lo conduce la sua insaziabile creatività. Al centro, blind, il titolo forse più seducente dei quarantacinque minuti (anche se sourdine…), ci immerge nell’ideale di una musica che mescola l’acustico e le macchine, rilassante e vellutata. gods ci trasporterà altrove, in chiesa forse, ma il ritorno delle basi indica che i veri dèi di Jean-Michel Blais non sono forse quelli che credevamo. igloo avrebbe potuto essere un titolo spaziale ed assolutamente panteista, ma Blais, che sa essere caustico, qui è proprio urbano: l’«igloo» in questione sono le città contemporanee, piene di “caverne”, dove tutto si sovrappone. D’ora in poi il nome di Blais saprà rievocare in voi aromi sonori singolari. C’è qualcosa, in questa malinconia aspra, fraterna, dolce eppure sensuale, che attraversa gran parte della creazione musicale nordamericana, la stessa che impregna tanto i grandi spazi sonori di un Copland (Quiet City) o di un Bernard Herrmann (The Snows of Kilimanjaro) quanto le figure ostinate di uno Steve Reich (The Four Sections) o le volute aeree di uno dei rappresentanti più fantasiosi della scena pop canadese, Patrick Watson – si pensi al suo Lighthouse, in cui ritroviamo la stessa visione dello strumento, come liberato dei martelletti. Jean-Michel Blais sospende il tempo, in un modo discreto, che sotto la maschera dell’eleganza sa essere tenace: le sue citazioni (ad esempio dell’ipnotica melodia del movimento lento del Secondo Concerto di Rachmaninov, nella traccia roses) aprono a salutari e rilassanti evasioni. Blais ci tende la mano. La cortesia spinge a non rifiutare l’invito. © Pierre-Yves Lascar/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 02 marzo 2018 | Decca

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or / Arte - Qobuzissime
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Musica sinfonica - Uscito il 03 novembre 2017 | Chandos

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Gramophone Editor's Choice - Qobuzissime
Oltre all’affascinante e indispensabile Falstaff di Elgar, composto nel 1913, secondo la partitura uno «Studio sinfonico», in realtà un poema sinfonico nella grande tradizione di Strauss – al quale Elgar ha senza alcun dubbio pensato mentre scriveva il suo capolavoro; e il violoncello solista, piuttosto presente, non può non far pensare al Don Chisciotte di Strauss, composto sedici anni prima – l’album si distingue per alcune mélodie con orchestra dello stesso Elgar, un repertorio ahimè fin troppo trascurato, e ciononostante di sorprendente bellezza (al limite si ascoltano le Sea Pictures, eseguite di tanto in tanto). E quando veniamo a sapere che ad officiare è l’ormai celeberrimo baritono Roderick Williams, non possiamo che congratularci per l’iniziativa di Andrew Davis e della BBC Philharmonic, per aver rimesso in evidenza questi splendori. Elgar qui ci dimostra che, lungi dall’essere soltanto un vero maestro dei grandi affreschi vocali-sinfonici sotto forma di oratorio (il pensiero va, naturalmente, al Dream of Gerontius, agli Apostles, o ai Music Makers), padroneggia la miniatura con genialità. Roderick Williams, una delle voci più belle della scena britannica odierna, s’impadronisce di queste rarità con un successo non meno raro. L’album si chiude su una spassosa strizzatina d’occhi, la Smoking Cantata, una cantata dall’orchestrazione spettacolare, ma della durata di… quarantanove secondi, ed il cui testo si limita a: «Kindly, kindly, kindly, do not smoke in the hall or staircase», in altre parole: «Per favore, per favore, per favore, non fumate nell’atrio o nelle scale». The best British humor! © SM/Qobuz Nota tecnica del nostro specialista sulla registrazione Una presa del suono raffinata per un’orchestrazione imponente e una ritrascrizione molto precisa dei rapporti di livelli e di distanze fra i leggii, in questo mixaggio aereo, garantiscono un’eccezionale leggibilità delle linee. Il riverbero, chiaro e avvolgente, non maschera mai il discorso, e ne risulta un’omogeneità rara fra le diverse famiglie dell’orchestra. I tutti non mancano certo di verve, grazie alla straordinaria resa dinamica, e quando le percussioni si mettono in moto si scopre una sala di buone dimensioni, che lascia al suono ogni libertà di svilupparsi senza vincoli. Qui non si cade nel tranello dell’ultra-prossimità, oggi molto (troppo?) in voga, e, dato che l’acustica lo permette, Chandos firma un mixaggio molto rispettoso della partitura, dell’interpretazione, della scena sonora… Un'autentica delizia!
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Quartetti - Uscito il 13 ottobre 2017 | BMC Records

Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
Omero, Joyce e Kafka, ecco gli autori dei testi messi in musica da Peter Eötvös in The Sirens Cycle del 2016. Si tratta di un quartetto d'archi con un soprano di coloratura, posto in una certa filiazione concettuale – l’aggiunta della voce – col Secondo quartetto di Schönberg, la Suite lirica di Alban Berg (nella sua variante cantata o, perlomeno, cantabile) e i Sonetti per Elisabeth Barrett-Browning di Egon Wellesz. Eötvös si rifà a tre versioni letterarie dell'Ulisse mitologico e del suo incontro con le sirene, affidando ognuna di esse alla voce della soprano, tutte in lingua originale – greco, inglese e tedesco. La prima parte, Joyce, con i suoi sette movimenti, è la più lunga di tutte, e attinge alla trama fluttuante del romanzo Ulisse, scritto secondo la tecnica del «monologo interiore». Nell’Odissea di Omero, si basa invece su un intero episodio, e fa lo stesso nel Silenzio delle sirene di Kafka. Sul piano musicale, Eötvös conferisce alla parte joyciana il carattere di un arioso espressivo, Omero è trattato sotto forma di lied, mentre Kafka è oggetto di un recitativo. «Ogni lingua, a seconda di ritmo, consonanti, accenti tonici ed espressioni, implica un carattere musicale a sé», ricorda il compositore. Quanto al primo quartetto di Eötvös, Korrespondenz del 1992, una sorta di «mini-opera» senza canto, egli si basa sulla corrispondenza che Mozart intrattenne con suo padre durante l'anno 1778. Nelle tre «scene», la viola rappresenta Wolfgang, il violoncello Leopold; il compositore assegna un preciso intervallo a ciascuna vocale, con dei glissato per i dittonghi e delle tecniche specifiche per parecchie consonanti: una specie di quaderno di regole personale degno di Perec, con la ricchezza inerente ai limiti da esso stesso imposti. Le tre scene rappresentano rispettivamente Leopold che dissuade suo figlio dallo sposare Aloysia Weber, Wolfgang che si lamenta della scarsa attenzione dei parigini verso la sua musica, e ancora Wolfgang che annuncia a suo padre la morte della moglie – la madre di Mozart, la quale lo aveva accompagnato a Parigi dove spirò. Sebbene lo spartito riporti il testo stesso delle lettere, quand’anche impercettibile per l'ascoltatore, la musica di Eötvös si legge in un certo senso tra le righe… Un affascinante compositore e due affascinanti opere, la prima delle quali eseguita alla perfezione dal Quartetto Calder e dalla soprano Audrey Luna.
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Classica - Uscito il 29 settembre 2017 | Erato - Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles de Classica - Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
In occasione della sua primissima registrazione, il Quatuor Arod ha scelto Mendelssohn, uno dei pilastri dell’arte del quartetto, in particolare con il suo capolavoro che è il Quarto quartetto in Mi minore del giugno del 1837 – più mozartiano che beethoveniano nell’architettura e nello sviluppo, sicuramente, anche se si riconosce la penna di Mendelssohn dalla prima all’ultima nota. Se cerchiamo l’influenza del geniale sordo, bisogna cercare dalle parti del Secondo quartetto Op. 13 del 1827, un’opera scritta poco dopo la morte di Beethoven cui Mendelssohn scopriva allora, per lo meno, il valore delle sue innovazioni. Il Quatuor Arod prosegue il suo album con “Quattro pezzi per quartetto”, compilati in maniera postuma con il numero di Op. 81 da parte del successore di Mendelssohn al Gewandhaus, Julius Rietz, a partire di quattro brani disparati risalenti a diverse epoche. Infine, l’album si richiude con una riscrittura degli Arod, di un Lied, interpretato qui da Marianne Crebassa, e il cui tema riprende nota per nota diversi passaggi di Beethoven, vero omaggio del giovane compositore al suo illustre predecessore. Ricordiamo che il Quatuor Arod, fondato soltanto nel 2013, si è meteoriticamente forgiato una posizione privilegiata nella sfera mondiale, poiché si è già prodotto all’Auditorium del Louvre, al Teatro delle Bouffes du Nord e alla Filarmonica di Parigi, all’Arsenal di Metz, al Mozarteum di Salisburgo, al Konzerthaus di Vienna, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Tonhalle di Zurigo, al Wigmore Hall di Londra, a Tokyo, in Finlandia, in Svizzera, e la lista è ancora lunga.
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Classica - Uscito il 01 settembre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
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Musica vocale sacra - Uscito il 14 aprile 2017 | Glossa

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Classica - Uscito il 14 febbraio 2017 | Aparté

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
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Opere integrali - Uscito il 20 gennaio 2017 | Glossa

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 26 ottobre 2016 | Erato - Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
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Opera - Uscito il 07 ottobre 2016 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 16 settembre 2016 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Pianiste Maestro - Choc de Classica - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 24 agosto 2016 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Gramophone Editor's Choice - Choc de Classica - Qobuzissime
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Duetti - Uscito il 06 maggio 2016 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 01 aprile 2016 | Arcana

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
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Assoli per pianoforte - Uscito il 25 marzo 2016 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Choc de Classica - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 07 marzo 2016 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles de Classica - Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Musica sinfonica - Uscito il 08 gennaio 2016 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 20 novembre 2015 | Ediciones Singulares

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Gramophone Editor's Choice - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 06 novembre 2015 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik