Gli album

54 album selezionati per Data: Dal più recente al meno recente e filtrati per Classica
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Estratti d'opera - Uscito il 05 ottobre 2018 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
Per il primo album di recital con orchestra, il giovane soprano franco-danese Elsa Dreisig ha pensato di presentare, riflesse allo specchio, cinque coppie d’arie dai rapporti ambigui. Queste correlazioni fanno scontrare volutamente stili musicali, istanti drammatici, periodi storici e vocalità contrastanti: classicismo e romanticismo si completano, terrore e gioia si rispondono, ed è l’animo femminile in tutte le sue sfaccettature ad essere così mostrato. La prima “coppia” coinvolge veri e propri specchi: quello in cui si ammira Margherita nel Faust di Goethe, quello di Thaïs nell’opera omonima di Massenet. Poi è la volta di Manon Lescaut vista da Puccini, e della Manon (senza Lescaut) creata da Massenet. Quindi Giulietta, in un parallelismo piuttosto ardito: Daniel Steibelt, compositore tedesco un po’ dimenticato del primo romanticismo, e la Juliette di Gounod. Elsa Dreisig prosegue con due celebri Figaro, quello del Barbiere di Rossini, con la deliziosa Rosina, e quello delle Nozze di Mozart, nei teneri accenti della contessa smarrita. Infine, ancora più arditamente, chiude con la Salomè della Hérodiade di Massenet, dolce fanciulla che non vuole assolutamente farsi servire la testa di chicchessia, poi con quella di Strauss con i suoi deliri sanguinari. Forse per evitare qualsiasi tentativo di paragone con altre incisioni già esistenti, ha preferito scegliere la versione francese del 1907 (ricordiamo comunque che la pièce di Oscar Wilde era concepita anch’essa in francese, sin dall’inizio). Un ventaglio fra i più straordinari che si possano immaginare per un primo recital discografico. Dreisig è accompagnata dall’Orchestra di Montpellier, che dirige Michael Schønwandt. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 28 settembre 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
Primo album solista del giovane e bravissimo tenore francese Julien Behr, che abbiamo già ascoltato all’Opéra di Parigi, al Théâtre des Champs-Élysées, all’Opéra di Bordeaux e di Lione, a Salisburgo, a Vienna, a Londra, a Colonia e in tanti altri grandi palchi mondiali; e, su disco, in molte opere liriche fra cui L’Enfant et les sortilèges con la Radio bavarese. Per questo debutto discografico in recital, ha avuto il fiuto di scegliere arie d’opera francesi molto meno praticate di quelle dei sempiterni Don José, Romeo, Faust ed altri grandi eroi, preferendo invece selezionare nel repertorio romantico (allargato fino alla Prima Guerra, diciamo) perle che in genere si ascoltano troppo di rado. Per Gounod attinge a Cinq-Mars; per Bizet, a La bella fanciulla di Perth (una delle pagine più squisite di Bizet), per Thomas a Mignon; e poi, più note ma comunque non molto frequentate, arie che va a pescare nel Léhar de La vedova allegra, nel Godard di Jocelyn, nel Delibes di Lakmé. La dizione assolutamente impeccabile, la voce trasparente ed aerea, che a tratti ricorda Heddle Nash e Jussi Björling: ecco qualcosa che rende perfetto servizio a tale repertorio. L’album si chiude a qualche incollatura dal periodo romantico, è vero, con Vous qui passez sans me voir di Charles Trenet – cioè, il testo è del “Pazzo che canta”, mentre la musica è firmata da Johnny Hess e Paul Misraki, e la canzone era inizialmente destinata a Jean Sablon –, il che dimostra l’amore di Behr per generi di certo più leggeri, ma interpretati in modo elegantissimo. © SM/Qobuz
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Opere integrali - Uscito il 22 giugno 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica - Qobuzissime
Eh sì, si può ancora scoprire una partitura di Bernstein, o per meglio dire la versione da camera di A Quiet Place, adattata da Garth Edwin Sunderland e per la prima volta diretta e registrata dal direttore d’orchestra Kent Nagano, alla Montréal Symphony House. Ultima partitura scenica del compositore americano ad essere rappresentata per la prima volta alla Houston Grand Opera, nel 1983, fu riveduta dal librettista Stephen Wadsworth e dal compositore, che vi aggiunse diversi frammenti dell’opera in un atto Trouble in Tahiti del 1951, dando luogo a due nuove prime (Scala di Milano e Washington). Una nuova versione – definitiva – ebbe la prima all’Opera di Vienna, sotto la direzione del compositore, nel 1986. Affascinante per più di un motivo, sorta di contemporaneo Intermezzo di Strauss, l’opera dipinge la società americana attraverso la solitudine e la crisi esistenziale di una coppia (Trouble in Tahiti) e di una famiglia. Bernstein citava Mahler per la struttura, con un movimento finale di “grave nobiltà” che ricorda quelli della Terza e della Nona sinfonia del suo venerato modello. Come spesso avviene nella sua produzione, la mescolanza di stili (jazz, coro antico, Broadway, Mahler, Berg, Britten, Copland…) produce un cocktail esplosivo, che occhieggia in direzione della conversazione in musica, piuttosto che del grand-opéra – il che, paradossalmente, rende questo componimento tanto particolare… e tanto accattivante. Da riscoprire, sotto la direzione dell’ex-allievo e fedele Kent Nagano, alla testa di cantanti solisti di alto profilo, per capire quale sia questo «luogo tranquillo» dove «l’amore c’insegnerà l’armonia e la grazia». © Franck Mallet/Qobuz
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Classica - Uscito il 11 maggio 2018 | Arts & Crafts Productions Inc.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
Canadese trentunenne, Jean-Michel Blais non è uno sconosciuto sulla scena contemporanea neoclassica. Dopo un primo album sobriamente intitolato «II», già presso Caroline Distribution, ci propone oggi una nuova collezione di titoli (per la maggior parte diffusi separatamente da qualche settimana) di un lirismo incontenibile. Con il suo pianoforte trasformato in carillon, viaggia seguendo gli zefiri, su rive ove lo conduce la sua insaziabile creatività. Al centro, blind, il titolo forse più seducente dei quarantacinque minuti (anche se sourdine…), ci immerge nell’ideale di una musica che mescola l’acustico e le macchine, rilassante e vellutata. gods ci trasporterà altrove, in chiesa forse, ma il ritorno delle basi indica che i veri dèi di Jean-Michel Blais non sono forse quelli che credevamo. igloo avrebbe potuto essere un titolo spaziale ed assolutamente panteista, ma Blais, che sa essere caustico, qui è proprio urbano: l’«igloo» in questione sono le città contemporanee, piene di “caverne”, dove tutto si sovrappone. D’ora in poi il nome di Blais saprà rievocare in voi aromi sonori singolari. C’è qualcosa, in questa malinconia aspra, fraterna, dolce eppure sensuale, che attraversa gran parte della creazione musicale nordamericana, la stessa che impregna tanto i grandi spazi sonori di un Copland (Quiet City) o di un Bernard Herrmann (The Snows of Kilimanjaro) quanto le figure ostinate di uno Steve Reich (The Four Sections) o le volute aeree di uno dei rappresentanti più fantasiosi della scena pop canadese, Patrick Watson – si pensi al suo Lighthouse, in cui ritroviamo la stessa visione dello strumento, come liberato dei martelletti. Jean-Michel Blais sospende il tempo, in un modo discreto, che sotto la maschera dell’eleganza sa essere tenace: le sue citazioni (ad esempio dell’ipnotica melodia del movimento lento del Secondo Concerto di Rachmaninov, nella traccia roses) aprono a salutari e rilassanti evasioni. Blais ci tende la mano. La cortesia spinge a non rifiutare l’invito. © Pierre-Yves Lascar/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 02 marzo 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Diapason d'or / Arte - Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Musica sinfonica - Uscito il 03 novembre 2017 | Chandos

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Gramophone Editor's Choice - Qobuzissime - 5 étoiles de Classica
Oltre all’affascinante e indispensabile Falstaff di Elgar, composto nel 1913, secondo la partitura uno «Studio sinfonico», in realtà un poema sinfonico nella grande tradizione di Strauss – al quale Elgar ha senza alcun dubbio pensato mentre scriveva il suo capolavoro; e il violoncello solista, piuttosto presente, non può non far pensare al Don Chisciotte di Strauss, composto sedici anni prima – l’album si distingue per alcune mélodie con orchestra dello stesso Elgar, un repertorio ahimè fin troppo trascurato, e ciononostante di sorprendente bellezza (al limite si ascoltano le Sea Pictures, eseguite di tanto in tanto). E quando veniamo a sapere che ad officiare è l’ormai celeberrimo baritono Roderick Williams, non possiamo che congratularci per l’iniziativa di Andrew Davis e della BBC Philharmonic, per aver rimesso in evidenza questi splendori. Elgar qui ci dimostra che, lungi dall’essere soltanto un vero maestro dei grandi affreschi vocali-sinfonici sotto forma di oratorio (il pensiero va, naturalmente, al Dream of Gerontius, agli Apostles, o ai Music Makers), padroneggia la miniatura con genialità. Roderick Williams, una delle voci più belle della scena britannica odierna, s’impadronisce di queste rarità con un successo non meno raro. L’album si chiude su una spassosa strizzatina d’occhi, la Smoking Cantata, una cantata dall’orchestrazione spettacolare, ma della durata di… quarantanove secondi, ed il cui testo si limita a: «Kindly, kindly, kindly, do not smoke in the hall or staircase», in altre parole: «Per favore, per favore, per favore, non fumate nell’atrio o nelle scale». The best British humor! © SM/Qobuz Nota tecnica del nostro specialista sulla registrazione Una presa del suono raffinata per un’orchestrazione imponente e una ritrascrizione molto precisa dei rapporti di livelli e di distanze fra i leggii, in questo mixaggio aereo, garantiscono un’eccezionale leggibilità delle linee. Il riverbero, chiaro e avvolgente, non maschera mai il discorso, e ne risulta un’omogeneità rara fra le diverse famiglie dell’orchestra. I tutti non mancano certo di verve, grazie alla straordinaria resa dinamica, e quando le percussioni si mettono in moto si scopre una sala di buone dimensioni, che lascia al suono ogni libertà di svilupparsi senza vincoli. Qui non si cade nel tranello dell’ultra-prossimità, oggi molto (troppo?) in voga, e, dato che l’acustica lo permette, Chandos firma un mixaggio molto rispettoso della partitura, dell’interpretazione, della scena sonora… Un'autentica delizia!
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Classica - Uscito il 29 settembre 2017 | Erato - Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles de Classica - Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
In occasione della sua primissima registrazione, il Quatuor Arod ha scelto Mendelssohn, uno dei pilastri dell’arte del quartetto, in particolare con il suo capolavoro che è il Quarto quartetto in Mi minore del giugno del 1837 – più mozartiano che beethoveniano nell’architettura e nello sviluppo, sicuramente, anche se si riconosce la penna di Mendelssohn dalla prima all’ultima nota. Se cerchiamo l’influenza del geniale sordo, bisogna cercare dalle parti del Secondo quartetto Op. 13 del 1827, un’opera scritta poco dopo la morte di Beethoven cui Mendelssohn scopriva allora, per lo meno, il valore delle sue innovazioni. Il Quatuor Arod prosegue il suo album con “Quattro pezzi per quartetto”, compilati in maniera postuma con il numero di Op. 81 da parte del successore di Mendelssohn al Gewandhaus, Julius Rietz, a partire di quattro brani disparati risalenti a diverse epoche. Infine, l’album si richiude con una riscrittura degli Arod, di un Lied, interpretato qui da Marianne Crebassa, e il cui tema riprende nota per nota diversi passaggi di Beethoven, vero omaggio del giovane compositore al suo illustre predecessore. Ricordiamo che il Quatuor Arod, fondato soltanto nel 2013, si è meteoriticamente forgiato una posizione privilegiata nella sfera mondiale, poiché si è già prodotto all’Auditorium del Louvre, al Teatro delle Bouffes du Nord e alla Filarmonica di Parigi, all’Arsenal di Metz, al Mozarteum di Salisburgo, al Konzerthaus di Vienna, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Tonhalle di Zurigo, al Wigmore Hall di Londra, a Tokyo, in Finlandia, in Svizzera, e la lista è ancora lunga.
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Classica - Uscito il 01 settembre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
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Musica vocale sacra - Uscito il 14 aprile 2017 | Glossa

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Classica - Uscito il 14 febbraio 2017 | Aparté

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Qobuzissime
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Opere integrali - Uscito il 20 gennaio 2017 | Glossa

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 26 ottobre 2016 | Erato - Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
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Opera - Uscito il 07 ottobre 2016 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 16 settembre 2016 | Universal Music Division Decca Records France

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Pianiste Maestro - Choc de Classica - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 24 agosto 2016 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Gramophone Editor's Choice - Choc de Classica - Qobuzissime
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Duetti - Uscito il 06 maggio 2016 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 01 aprile 2016 | Arcana

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
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Assoli per pianoforte - Uscito il 25 marzo 2016 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Choc de Classica - Qobuzissime
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Classica - Uscito il 07 marzo 2016 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles de Classica - Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Musica sinfonica - Uscito il 08 gennaio 2016 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Qobuzissime