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Gli album

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Hip-Hop/Rap - Uscito il 25 giugno 2021 | Geffen

Hi-Res Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
Original release October 24, 1994 (USA) and January 17, 1995
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Folk - Uscito il 19 marzo 2021 | Light In The Attic Records

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Rock - Uscito il 06 novembre 2020 | Rhino - Warner Records

Hi-Res Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Rock - Uscito il 25 settembre 2020 | Rhino - Warner Records

Hi-Res Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
Lou Reed è New York. New York è Lou Reed. Non si può avere l'uno senza l'altro. L'ex Velvet Underground ha aspettato fino al suo 47° compleanno per intitolare uno dei suoi dischi alla città della sua vita. Ma quando New York, il suo 15° album, uscì nel gennaio 1989, nessuno si aspettava molto da quell'animale rock'n'roll, perché le sue ultime produzioni non avevano turbato molte persone... Come una fenice, però, Lou rinasce con questo capolavoro che condensa alla perfezione tutta la sua arte: parlare della Grande Mela e dei suoi cittadini in modo schietto e scarno. Portare all'osso il suo rock, come nei momenti migliori della sua mitica ex band. Ed esaltando le chitarre elettriche. Tutto questo al servizio di canzoni di grande impatto come Dirty Blvd, Romeo Had Juliet, Beginning of a Great Adventure, Halloween Parade o anche Dime Store Mystery, che chiude l'album con una toccante citazione di Andy Warhol, il suo ex mentore morto due anni prima... Accompagnato dal chitarrista Mike Rathke, dal bassista Rob Wasserman e dal batterista Fred Maher, Lou Reed invita anche il suo ex socio batterista dei Velvet, Moe Tucker, su due brani (Last Great American Whale e Dime Store Mystery). Infine, la ciliegina sulla torta è un ospite nei cori di Dirty Blvd, uno dei suoi ultimi idoli: Dion... In occasione della ristampa Deluxe di New York, appena uscita, l'album è stato rimasterizzato e questo amplifica la precisione delle scelte sonore che Lou Reed fece in quel momento. Inoltre, una valanga di bonus con demo e vari mix di prova; e un disco completo di brani registrati dal vivo tra marzo e agosto 1989 - a Washington, Baltimora, Richmond, Upper Darby, Londra e Copenhagen - durante il New York tour. Successivamente, il più severo dei poeti di strada newyorkesi non troverà mai un tale equilibrio di tono e suono... © Marc Zisman/Qobuz
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Hip-Hop/Rap - Uscito il 17 luglio 2020 | Strut

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Rock - Uscito il 19 giugno 2020 | Reprise

Hi-Res Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Folk - Uscito il 05 giugno 2020 | Global Jukebox

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Ambient - Uscito il 20 marzo 2020 | Ndeya

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Jazz - Uscito il 13 marzo 2020 | Transversales Disques

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Elettronica - Uscito il 06 dicembre 2019 | Hyperdub

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
Only two albums in a thirteen-year career (Burial in 2006, and Untrue a year later) is very few for an artist of Burial’s calibre - especially since the enigmatic English producer has never performed on stage. It is also very few given his huge fan base, who clear out the pre-orders of his EPs in just a few hours, which he has released at regular intervals over the last ten years, mostly on his faithful label Hyperdub led by Kode9, bar a few times when he was collaborating with Thom Yorke and Four Tet (on the unforgettable album Moth in 2009). This first compilation, which comes just in time for Christmas, gives a better idea of the pace at which Burial has been composing, from 2011 to 2019. He offers up 17 tracks, the equivalent of two albums, bringing his average up to a decent level. The Londoner has always dug the same furrow - a mixture of dubstep, jungle, garage and ambient music, always tinged with melancholy – and so the record feels wonderfully coherent. The best part is that for those who haven’t followed all the releases of Croydon’s genius, this compilation can even serve as a double album. Ahh, the magic of Christmas! © Smaël Bouaici/Qobuz
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Funk - Uscito il 27 ottobre 1982 | Warner Records

Hi-Res Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
With Dirty Mind, Prince had established a wild fusion of funk, rock, new wave, and soul that signaled he was an original, maverick talent, but it failed to win him a large audience. After delivering the sound-alike album, Controversy, Prince revamped his sound and delivered the double album 1999. Where his earlier albums had been a fusion of organic and electronic sounds, 1999 was constructed almost entirely on synthesizers by Prince himself. Naturally, the effect was slightly more mechanical and robotic than his previous work and strongly recalled the electro-funk experiments of several underground funk and hip-hop artists at the time. Prince had also constructed an album dominated by computer funk, but he didn't simply rely on the extended instrumental grooves to carry the album -- he didn't have to when his songwriting was improving by leaps and bounds. The first side of the record contained all of the hit singles, and, unsurprisingly, they were the ones that contained the least amount of electronics. "1999" parties to the apocalypse with a P-Funk groove much tighter than anything George Clinton ever did, "Little Red Corvette" is pure pop, and "Delirious" takes rockabilly riffs into the computer age. After that opening salvo, all the rules go out the window -- "Let's Pretend We're Married" is a salacious extended lust letter, "Free" is an elegiac anthem, "All the Critics Love U in New York" is a vicious attack at hipsters, and "Lady Cab Driver," with its notorious bridge, is the culmination of all of his sexual fantasies. Sure, Prince stretches out a bit too much over the course of 1999, but the result is a stunning display of raw talent, not wallowing indulgence. © Stephen Thomas Erlewine /TiVo
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Musica alternativa e indie - Uscito il 15 novembre 2019 | Audika Records

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Ambient - Uscito il 11 ottobre 2019 | Freedom To Spend

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Funk - Uscito il 07 giugno 2019 | Rhino - Warner Records

Hi-Res Riconoscimenti 4F de Télérama - Pitchfork: Best New Reissue
Dopo le composizioni per pianoforte Piano & A Microfono 1983, uscite nel 2018, ecco un secondo album postumo di Prince. Concentrato sul periodo 1981-1991, un decennio prolifico per il cantante, che gli permette in questo modo di mantenere una bella unità produttiva, Originals è costituito principalmente da registrazioni scritte per altri. Roger Nelson era soprattutto un artista camaleontico ultracompleto, che sapeva suonare tutti gli strumenti di Purple Rain, ma anche esibirsi sul palco come il suo idolo James Brown o scrivere tonnellate di composizioni per lui e per “la galassia Prince”, composta da interpreti eccezionali. Tra i suoi 15 brani, troviamo The Glamourous Life per Sheila E, il Manic Monday dei Bangles. Love Thy Will Be Done di Martika o You're My Love del crooner country Kenny Rogers. Originals contiene preziosi inediti semplicemente restaurati e permette di intrufolarsi dietro le quinte quando il maestro sviluppava le migliori melodie nel suo laboratorio e le interpretava senza sapere davvero cosa sarebbero diventate, con brio. Sull’esempio di Nothing Compares 2 U, un vero e proprio picco emotivo dell’opera. © Charlotte Saintoin/Qobuz
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Musica alternativa e indie - Uscito il 22 marzo 2019 | Numero Group

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Free jazz et jazz d'avanguardia - Uscito il 25 gennaio 2019 | Resonance Records

Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Disco - Uscito il 23 novembre 2018 | Rhino Atlantic

Hi-Res Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Funk - Uscito il 14 settembre 2018 | Warner Records

Hi-Res Riconoscimenti 4F de Télérama - Pitchfork: Best New Reissue
Due anni dopo la sua morte prematura, la caverna d’Alì Babà principesca offre un primo tesoro. Con l’album giustamente chiamato Piano & A Microphone 1983, è attraverso il più semplice degli strumenti che si esprime la sua arte. A soli 25 anni, ha già cinque album al suo attivo (For You, Prince, Dirty Mind, Controversy e 1999) e sta per pubblicare il disco che farà di lui una star mondiale, Purple Rain. Multistrumentista che passa giorno e notte in studio, in questo album lo troviamo solo al pianoforte giusto il tempo di un medley di componimenti personali e di due cover: A Case Of You di Joni Mitchell e il gospel Mary Don't You Weep. Ovviamente, il contesto intimo della registrazione amplifica l’intensità di questo inedito. Non ci rimane che chiudere gli occhi e immaginare di stare soli con lui… Nella sua voce elastica come nelle sue performance animate, il musicista di Minneapolis dimostra a coloro che avessero avuto ancora dubbi di essere un artista totale: non solo intrattenitore ma anche compositore, showman e improvvisatore. La sua versione pura di Purple Rain raggiunge il sublime e un brano come Strange Relationship permette di degustare il percorso delle sue produzioni poiché, quattro anni dopo, le inserirà nell’album Sign o' the Times in una versione logicamente più ricca e soprattutto più potente. Se Piano & A Microphone 1983 si rivolge soprattutto ai fan di Prince, i novizi– se ne restano – proveranno probabilmente un certo piacere nello scoprire in questo album un artista impressionante. © Marc Zisman/Qobuz
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Musica alternativa e indie - Uscito il 14 settembre 2018 | Because Music

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Jazz - Uscito il 29 giugno 2018 | Impulse!

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue - 5 Sterne Fono Forum Jazz - 5 étoiles de Classica
«È come se avessimo scoperto una nuova stanza all’interno della grande piramide» il sassofonista Sonny Rollins è diretto nel momento in cui evoca questa sezione inedita registrata da Coltrane nel marzo del 1963 e uscita per la prima volta a giugno del 2018. Quanto a inediti, alle cosiddette pepite e altre scoperte eccezionali, consociamo bene il potenziale delle etichette nel cercare di fare soldi proponendo trovate sensazionali e a volte, addirittura completamente inutili. Ma in questo caso, si tratta di ben altra roba. Nonostante la discografia postuma di John Coltrane, scomparso nel luglio del 1967, sia già abbastanza consistente, questo Both Directions At Once: The Lost Album si rivela essere un oggetto pregiato! Di ottima qualità! L’eccellenza assoluta! Un leggero bemolle comunque quanto all’appellativo Lost Album, dato che nessun documento attesta che Trane o lo stesso produttore Bob Thiele abbiano pensato di trasformare questa impeccabile sessione in un vero e proprio album… La scena si svolge nel marzo del 1963. Quattro giorni prima che il sassofonista accompagnato dalla sua mitica guardia pretoriana– il pianista McCoy Tyner, il batterista Elvin Jones e il contrabbassista Jimmy Garrison– registrasse un album capitale con il cantante Johnny Hartman. Il mercoledì 6, nel pomeriggio, il quartetto fa un salto nel famoso studio di Rudy Van Gelder a Englewood Cliffs nel New Jersey. Appena qualche ora prima di rientrare a Manhattan per esibirsi, la sera, sul palcoscenico del club Birdland. I nastri di questa sessione sono stati trovati dalla famiglia di Naima, prima moglie di Coltrane. Quattordici brani sono ascoltabili. Quattordici di cui due pezzi originali, Untitled Original 11386 e Untitled Original 11383 sul quale Garrison firma un assolo all’archetto! Questa meraviglia è disponibile in edizione semplice (sette brani selezionati dal figlio, Ravi Coltrane) o Deluxe (tutti e quattordici!). La complicità tra i quattro uomini è percepibile come non mai. Coltrane alterna sequenze animate che prefigurano le sue sbandate furiose a venire (Untitled Original 11386 e il suo mitico Impressions) e momenti visceralmente lirici (il classico Nature Boy). Cascate di note che si sposano alla perfezione con lo stile percussivo di McCoy Tyner… Insomma, Both Directions At Once: The Lost Album può anche non dare nessuna nuova informazione sul quartetto di Coltrane, resta comunque un archivio assolutamente indispensabile tanto per la sua qualità musicale che per quella sonora. © Marc Zisman/Qobuz