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Gli album

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Musique symphonique - Uscito il 12 ottobre 2018 | Naxos

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musique symphonique - Uscito il 12 ottobre 2018 | Naxos

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Comédies musicales - Uscito il 07 settembre 2018 | LSO Live

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 Sterne Fono Forum Klassik
Dopo il successo di Fancy Free e On the Town, e ben prima che Woody Allen glorificasse New York nei propri film, Leonard Bernstein scrive una vera e propria dichiarazione d’amore alla Grande Mela con Wonderful Town, la cui prima si ebbe a Broadway nel 1953. Scritta su libretto di Betty Comden e Adolph Green, e coreografata da Donald Saddler con la collaborazione (non pubblicizzata) di Jerome Robbins (colui che avrebbe poi eseguito la prima di West Side Story), si svolge nell’estate del 1953 nel quartiere di Greenwich Village. È la storia di due sorelle che sbarcano dall’Ohio natale per andare a conquistare la città. La prima vuole diventare scrittrice, la seconda ballerina, ma le difficoltà si moltiplicano in una metropoli in cui la concorrenza è spietata, gli affitti sono troppo cari e l’indifferenza è generale. Le due sorelle s’innamoreranno dello stesso uomo, una trama che permette a Bernstein di ricamare una partitura brillante, che oscilla fra il comico e il serio.Sir Simon Rattle adora questo spartito, che aveva già inciso per EMI nel 1998 a Birmingham e diretto in versione concertistica, a Berlino, per il concerto di Capodanno del 2002 alla Filarmonica. Quindici anni dopo, recidiva con nostra grande gioia alla testa della London Symphony Orchestra, di cui è ormai il direttore musicale, molto atteso. Registrata nel corso di due spettacoli al Barbican Centre di Londra, nel dicembre del 2017, in occasione del centenario del compositore, questa nuova versione da concerto di un’ora sacrifica gli elementi narrativi a vantaggio dei principali numeri musicali. Gode di una splendida distribuzione, con Danielle de Niese e Alysha Umphress nei ruoli principali. Anche conoscendo l’eccezionale versatilità di Sir Simon, non si può fare a meno di ammirare la precisione della sua direzione, dal tono che imprime alla partitura ai ritmi ancheggianti e alle sonorità ramate che ottiene senza fatica da una LSO (orchestra e coro) rotta a tutte le musiche. Una delizia! © François Hudry/Qobuz
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Musique symphonique - Uscito il 10 agosto 2018 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Record of the Month - Registrazioni Eccezionali - 5 étoiles de Classica
Se è vero che Leonard Bernstein è stato uno dei più grandi direttori d’orchestra della seconda metà del XX secolo, la sua attività d’interprete non ha mai occultato quella di compositore. Ma il successo costante e mondiale di West Side Story lo ha spesso infastidito, perché metteva in ombra il resto di un catalogo abbondante e vario. Antonio Pappano ha avuto l’ottima idea di riunire le tre sinfonie di Bernstein in un unico album, inciso durante numerosi concerti a Roma con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che sotto la sua bacchetta ha raggiunto un’audience internazionale. Bernstein aveva un rapporto privilegiato con questa istituzione, che andava a dirigere con regolarità.Jeremiah, la prima sinfonia di Bernstein, risale al 1944. Bernstein ha ventisei anni e scrive nello stesso anno il primo balletto per Broadway, Fancy Free, pratica una mescolanza di generi che sarà d’ora in poi il suo marchio di fabbrica, disorientando un buon numero di melomani frigidi che all’epoca non comprendono che tale dicotomia è il frutto del suo genio. Questa prima sinfonia, cantata in ebraico, denuncia gli orrori dell’Olocausto in Europa.Il 1949 è l’anno di The Age of Anxiety (L’età dell’angoscia), la sua strana seconda sinfonia ispirata ad una lunga e complessa poesia di W. H. Auden. Poco eseguita per via della difficile parte di pianoforte solista, che pochi interpreti hanno in repertorio, la sinfonia è una suite di “temi e variazioni”. Mentre l’inizio flirta con la musica colta europea, quella di Profokiev soprattutto, l’opera si conclude in un sentimentalismo sincopato alla maniera dei grandi film hollywoodiani. L’eccellente pianista Beatrice Rana (che ha inciso per Warner Classics un eccitantissimo Secondo Concerto di Prokofiev con lo stesso direttore, nonché, più di recente, delle Variazioni Goldberg di Bach più discusse) ne è qui interprete brillante e convinta.Scritta nel 1963 e dedicata al Presidente Kennedy, Kaddish, la sua terza sinfonia, è senza dubbio l’opera più personale di questa trilogia. Eterogenea come lo è tutta la musica di Bernstein, è corredata di un testo di sua penna che fece scandalo per l’arroganza iconoclasta, poiché Bernstein dava consigli a Dio per governare meglio gli uomini… Insoddisfatto del testo, il compositore effettuò numerose revisioni dell’opera, per darle la forma generalmente utilizzata oggi. © François Hudry/Qobuz
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Intégrales d'opéra - Uscito il 22 giugno 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica - Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
Eh sì, si può ancora scoprire una partitura di Bernstein, o per meglio dire la versione da camera di A Quiet Place, adattata da Garth Edwin Sunderland e per la prima volta diretta e registrata dal direttore d’orchestra Kent Nagano, alla Montréal Symphony House. Ultima partitura scenica del compositore americano ad essere rappresentata per la prima volta alla Houston Grand Opera, nel 1983, fu riveduta dal librettista Stephen Wadsworth e dal compositore, che vi aggiunse diversi frammenti dell’opera in un atto Trouble in Tahiti del 1951, dando luogo a due nuove prime (Scala di Milano e Washington). Una nuova versione – definitiva – ebbe la prima all’Opera di Vienna, sotto la direzione del compositore, nel 1986. Affascinante per più di un motivo, sorta di contemporaneo Intermezzo di Strauss, l’opera dipinge la società americana attraverso la solitudine e la crisi esistenziale di una coppia (Trouble in Tahiti) e di una famiglia. Bernstein citava Mahler per la struttura, con un movimento finale di “grave nobiltà” che ricorda quelli della Terza e della Nona sinfonia del suo venerato modello. Come spesso avviene nella sua produzione, la mescolanza di stili (jazz, coro antico, Broadway, Mahler, Berg, Britten, Copland…) produce un cocktail esplosivo, che occhieggia in direzione della conversazione in musica, piuttosto che del grand-opéra – il che, paradossalmente, rende questo componimento tanto particolare… e tanto accattivante. Da riscoprire, sotto la direzione dell’ex-allievo e fedele Kent Nagano, alla testa di cantanti solisti di alto profilo, per capire quale sia questo «luogo tranquillo» dove «l’amore c’insegnerà l’armonia e la grazia». © Franck Mallet/Qobuz
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Messes, Passions, Requiems - Uscito il 16 marzo 2018 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica
Difficile classificare Mass di Bernstein, la cui prima si tenne nel 1971. Non si tratta veramente di una messa in senso stretto, ma di una specie di smantellamento della messa tradizionale; il titolo completo, d’altronde, è MASS: A Theatre Piece for Singers, Players, and Dancers (MESSA: Un componimento teatrale per cantanti, musicisti e ballerini), e l’argomento sarebbe una specie di rito che prende una brutta piega e poi ritrova, alla fine, la pace universale. All’inizio tutti paiono d’accordo, poi i “musicisti di strada” cominciano a mettere in dubbio la necessità e persino l’esistenza di un dio. La cacofonia che s’instaura fino alla catastrofica Elevazione si placa infine quando colui che serve la messa raduna tutte le anime attorno alla divinità, con un estremo «andate in pace». Bernstein ha raccolto nella partitura tutti gli elementi possibili e immaginabili della musica del XX secolo: jazz band, blues, ensemble rock, Broadway, espressionismo, dodecafonia, modernismo che ricorda Britten, musica di strada, fanfara, voci classiche mescolate a voci rock e jazz e alle recitazioni del Gospel: una vera Torre di Babele che non è facilissimo riunire intorno ad un medesimo afflato. Ma possiamo fare affidamento su Yannick Nézet-Séguin e sulla sua capacità di collegare fra loro tutti questi elementi disparati. Vogliate notare che si tratta di un’incisione realizzata in diretta in concerto, con una distribuzione spaziale assolutamente sconvolgente. Fatto storico buffo: l’FBI – che non perde mai occasione per mettersi in ridicolo – considerò Mass una polveriera pacifista anti-establishment, e ingiunse a Nixon di non assistere alla prima. Considerato che l’opera era stata commissionata da Jackie Kennedy per l’inaugurazione del Kennedy Center for the Arts di Washington, in pieno pantano statunitense in Vietnam… © SM/Qobuz
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Musique vocale sacrée - Uscito il 24 febbraio 2009 | Chandos

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason