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Gli album

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Free jazz et jazz d'avanguardia - Uscito il 25 maggio 2018 | Rhino Atlantic

Hi-Res
Miles Davis gli aveva dato del matto sulla pubblica piazza. Leonard Bernstein lo trovava invece assolutamente geniale. Il personaggio di Ornette Coleman ha suscitato quasi sempre emozioni forti. Sorta di fuorilegge che preferiva suonare le proprie composizioni piuttosto che gli standard del jazz, il sassofonista americano è anche il padre della cosiddetta armolodia, teoria che fonde armonia e melodia. Coleman passerà alla storia come un esploratore, uno scombussolatore che influenzerà schiere di musicisti, irritandone anche diversi… Questo cofanetto di dieci dischi copre uno dei periodi più importanti della sua attività. Tra il 1959 e il 1961, egli pubblicò sei album in studio per l’Atlantic Records. Sei album qui presenti, corredati di registrazioni alternative e bonus vari, il tutto ovviamente rimasterizzato in modo inappuntabile da John Webber. Attraverso gli opus The Shape Of Jazz To Come (1959), Change Of The Century (1959), This Is Our Music (1960), Free Jazz: A Collective Improvisation (1960), Ornette! (1961) e Ornette On Tenor (1961), e le compilation The Art Of Improvisers (1970), Twins (1971), To Whom Who Keeps A Record (1975) e The Ornette Coleman Legacy (1993), scopriamo l’arte proteiforme di un musicista che si è sempre rimesso in discussione. Una voce unica e singolare, affiancata da altre voci uniche e singolari come quella di Don Cherry, Charlie Haden, Scott LaFaro, Billy Higgins e Ed Blackwell. © Marc Zisman/Qobuz
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Free jazz et jazz d'avanguardia - Uscito il 25 maggio 2018 | Rhino Atlantic

Miles Davis gli aveva dato del matto sulla pubblica piazza. Leonard Bernstein lo trovava invece assolutamente geniale. Il personaggio di Ornette Coleman ha suscitato quasi sempre emozioni forti. Sorta di fuorilegge che preferiva suonare le proprie composizioni piuttosto che gli standard del jazz, il sassofonista americano è anche il padre della cosiddetta armolodia, teoria che fonde armonia e melodia. Coleman passerà alla storia come un esploratore, uno scombussolatore che influenzerà schiere di musicisti, irritandone anche diversi… Questo cofanetto di dieci dischi copre uno dei periodi più importanti della sua attività. Tra il 1959 e il 1961, egli pubblicò sei album in studio per l’Atlantic Records. Sei album qui presenti, corredati di registrazioni alternative e bonus vari, il tutto ovviamente rimasterizzato in modo inappuntabile da John Webber. Attraverso gli opus The Shape Of Jazz To Come (1959), Change Of The Century (1959), This Is Our Music (1960), Free Jazz: A Collective Improvisation (1960), Ornette! (1961) e Ornette On Tenor (1961), e le compilation The Art Of Improvisers (1970), Twins (1971), To Whom Who Keeps A Record (1975) e The Ornette Coleman Legacy (1993), scopriamo l’arte proteiforme di un musicista che si è sempre rimesso in discussione. Una voce unica e singolare, affiancata da altre voci uniche e singolari come quella di Don Cherry, Charlie Haden, Scott LaFaro, Billy Higgins e Ed Blackwell. © Marc Zisman/Qobuz