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Gli album

Pop/Rock - Uscito il 29 marzo 2019 | Rhino Atlantic

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Disco - Uscito il 29 marzo 2019 | Rhino Atlantic

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Rock - Uscito il 29 marzo 2019 | Rhino Atlantic

Hi-Res
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Rock - Uscito il 18 gennaio 2019 | Rhino Atlantic

Hi-Res
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Disco - Uscito il 23 novembre 2018 | Rhino Atlantic

Hi-Res Riconoscimenti Pitchfork: Best New Reissue
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Soul - Uscito il 23 novembre 2018 | Rhino Atlantic

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Disco - Uscito il 23 novembre 2018 | Rhino Atlantic

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Soul - Uscito il 28 settembre 2018 | Rhino Atlantic

Quel che John Hammond era riuscito a fare con Billie Holiday e Bob Dylan, non lo riprodurrà con Aretha Franklin. Il suo unico grande fallimento in un certo senso… Presso Columbia, il produttore dal fiuto indiscutibile volle fare di lei una cantante jazz o addirittura pop mentre Jerry Wrexler sapeva bene che la soul eterna sarebbe stata la salvezza di questa carismatica cantante di Memphis. Facendole firmare un contratto presso Atlantic nel 1967, dopo che l’artista ebbe comunque pubblicato circa dodici album senza successo per Columbia, sapeva già di doverla spedire nel suo sud natale per permetterle di registrare con i pezzi grossi locali a Muscle Shoals, in Alabama, nello studio di Rick Hall. Il risultato è immediato e a partire da I Never Loved A Man (The Way I Love You) registrato il 24 gennaio 1967, la scommessa è vinta! Wrexler ha capito che Aretha è prima di tutto un’artista gospel e deve servirsi di questo suo talento per associarlo al rhythm’n’blues, al blues e alla soul della sua epoca. Ciò che succede dopo si riassume alle più importanti pagine della musica e la cantante pubblica una manciata di album registrati a New York, negli studi di Atlantic, dove si è spostata tutta la cricca di Muscle Schoals. Come lo suggerisce il nome, questa compilation di 34 brani riunisce i singoli registrati tra il 1967 e il 1970 e selezionati dagli album I Never Loved A Man (The Way I Love You (1967), Aretha Arrives (1967), Lady Soul (1968), Aretha Now (1968), Soul ’69 (1969), This Girl’s In Love With You (1970) e Spirits In The Dark (1970). Indispensabile. © Marc Zisman/Qobuz

Rock - Uscito il 27 settembre 2018 | Rhino Atlantic

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Rock - Uscito il 27 settembre 2018 | Rhino Atlantic

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Rock - Uscito il 27 settembre 2018 | Rhino Atlantic

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Rock - Uscito il 27 settembre 2018 | Rhino Atlantic

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Rock - Uscito il 07 settembre 2018 | Rhino Atlantic

Hi-Res
Sempre nell’ambito del cinquantesimo anniversario dei Led Zeppelin, Jimmy Page ha voluto aggiungere una nuova miscela al doppio live che non aveva fatto l’unanimità ai tempi della sua uscita. È vero che l’aveva già rispolverato nel 2007, integrandoci non meno di sei pezzi, tra cui Black Dog, Heartbreaker e soprattutto un epico Since I've Been Loving You che non è vietato preferire alla versione originale. Tutto ciò contribuiva a non meno di 34 minuti e 40 secondi di gioia supplementare. Ma, nonostante questo regalo, si potrà sempre e comunque rimproverare loro la stessa cosa: anche in Hi-Res Audio (finalmente!), The Song Remains the Same resta frustrante rispetto agli album in studio. Apparso tardivamente nel 1976, a causa del film che aveva accumulato ritardi, sembrava molto diverso rispetto alle due ultime produzioni del gruppo, Physical Graffiti e Presence. Il che significava che Jimmy Page avrebbe rinunciato fatalmente ad alcuni pezzi fenomenali, tra cui l’immortale Kashmir e alcune altre perle. Un’ingiustizia che ad oggi non è ancora stata riparata, scegliendo di mettere da parte il Led Zeppelin DVD e Celebration Day: il primo perché non è stato accompagnato da una versione puramente audio e il secondo perché è stato registrato nel 2007, in assenza del rimpianto John Bonham, dunque.Quattro decenni più tardi, tutto ciò potrà sembrare in un certo senso secondario. Basta ascoltarlo nella continuità dei primi cinque album in studio, proseguendo poi con How the West Was Won, The Complete BBC Sessions e infine con Celebration Day, per rendersi conto che è perfettamente ben riuscito. Per quanto allora le critiche fossero severe, dobbiamo ammettere che la qualità audio della registrazione del suono è eccezionale. Coloro che apprezzano le lunghe digressioni strumentali, che conferiscono dignità al talento di Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham nell’improvvisazione, saranno più che appagati, grazie a sonorità totalmente nuove. Nell’attesa di un The Song Remains The Same II The Return, che ricopre il periodo dal 1974 al 1980? © Jean-Pierre Sabouret/Qobuz
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Rock - Uscito il 29 giugno 2018 | Rhino Atlantic

Hi-Res
In pieni anni ’60, la British Invasion e il suo furioso rhythm’n’blues regnano incontrastati. Il che non impedisce a certi gruppi dell’epoca di offrire un’alternativa. È il caso dei Buffalo Springfield, formati da Stephen Stills, Neil Young e Richie Furay, poi completati dal bassista Bruce Palmer e dal batterista Dewey Martin. Sin dal loro primo album eponimo, Buffalo Springfiel, apparso alla fine del 1966, le loro considerazioni sono folk rock, psichedeliche e country come su Go And Say Goodbye e persino pop come su Sit Down I Think I Love You. Un mix che tocca spesso vette sublimi (si pensi alla protest song di successo For What It’s Worth firmata Stills) e che resterà la pietra angolare del folk rock anni’60, proprio come la ballata Nowadays Clancy Can't Even Sing firmata Neil Young. Questo gruppo atipico affascina soprattutto per la diversità delle forti personalità dei suoi membri, elemento che determinerà d’altronde la loro separazione. E sin dal secondo album uscito nel novembre del 1967, Buffalo Springfield Again, appare chiaro che l’unità di facciata – in particolare tra Stills e Young che si contendono la direzione artistica – ha i giorni contati. Ognuno firma brani molto personali, come Broken Arrow, Mr Soul e Expecting To Fly del canadese e Bluebird dello statunitense... Con l’album dall’indovinatissimo titolo Last Time Around, i Buffalo Springfield escono di scena e Neil Young abbandona la nave prima ancora di ultimare la registrazione di questo terzo opus pubblicato nell’estate del 1968. La stessa immagine di copertina è infatti il fotomontaggio di una foto di gruppo… Il seguito è ben noto a tutti: Neil Young imboccherà la carriera solista, Richie Furay metterà su il gruppo Poco e Stills fonderà con David Crosby e Graham Nash il trio Crosby, Stills & Nash... Questo cofanetto di 5CD contiene i missaggi stereo dei loro tre album e i missaggi mono di Buffalo Springfield e Buffalo Springfield Again, il tutto rimasterizzato a partire dai nastri originali sotto la direzione di Neil Young. Una summa essenziale per un gruppo essenziale della storia del rock. © Marc Zisman/Qobuz

Rock progressivo - Uscito il 29 giugno 2018 | Rhino Atlantic

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Rock - Uscito il 29 giugno 2018 | Rhino Atlantic

Hi-Res
È una specie di testamento musicale quello che Graham Nash ci consegna con Over the Years… Una selezione delle sue canzoni più belle degli ultimi cinquant’anni, che hanno visto nascere un colosso del rock, da solo ma anche con i mitici Hollies. Il ragazzo di Blackpool ha saputo esportare nell’America degli anni ’60 un tocco British fatto di chitarre pop e armonie divine. Ci sono poi delle unioni infallibili, soprattutto se con Stephen Stills dei Buffalo Springfield e David Crosby de Byrds (a cui si unirà in seguito Neil Young). Il trio Crosby Stills & Nash rifulgerà sulla scena folk-rock hippie. E Nash lascerà la sua impronta ovunque. Pubblicato a giugno 2018, Over the Years… contiene brani tratti dall’album di debutto dei CSN (come Marrakesh Express) e da Déjà Vu, primo album dei CSNY. A ciò si aggiungono numerose demo e quindici tracce di cui dodici inedite! Spiccano in particolare la demo di Marrakesh Express rifiutata dagli Hollies, ma anche le prime versioni di alcuni classici dei CSN: Our House, Wasted on the Way e Teach Your Children. La voce limpida e leggiadra di Nash sorvola agilmente su qualche accordo, e non serve altro per lasciarsi trasportare. Queste demo rendono più sincera e autentica l’opera di un big ma testimoniano anche il suo immenso talento cantautoriale. Era in atto una vera e propria battaglia di parole nella testa di Nash! “My head is hanging heavy with the thoughts of him in mind”, confida d’altronde nella ballata quasi lirica Right between the Eyes. Tuttavia, dopo una serie di passaggi movimentati, Graham Nash sa chiudere su una nota delicata, con una ninnananna come Sleep Song che si vorrebbe ascoltare all’infinito. © Clara Bismuth/Qobuz
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Rock - Uscito il 29 giugno 2018 | Rhino Atlantic

In pieni anni ’60, la British Invasion e il suo furioso rhythm’n’blues regnano incontrastati. Il che non impedisce a certi gruppi dell’epoca di offrire un’alternativa. È il caso dei Buffalo Springfield, formati da Stephen Stills, Neil Young e Richie Furay, poi completati dal bassista Bruce Palmer e dal batterista Dewey Martin. Sin dal loro primo album eponimo, Buffalo Springfiel, apparso alla fine del 1966, le loro considerazioni sono folk rock, psichedeliche e country come su Go And Say Goodbye e persino pop come su Sit Down I Think I Love You. Un mix che tocca spesso vette sublimi (si pensi alla protest song di successo For What It’s Worth firmata Stills) e che resterà la pietra angolare del folk rock anni’60, proprio come la ballata Nowadays Clancy Can't Even Sing firmata Neil Young. Questo gruppo atipico affascina soprattutto per la diversità delle forti personalità dei suoi membri, elemento che determinerà d’altronde la loro separazione. E sin dal secondo album uscito nel novembre del 1967, Buffalo Springfield Again, appare chiaro che l’unità di facciata – in particolare tra Stills e Young che si contendono la direzione artistica – ha i giorni contati. Ognuno firma brani molto personali, come Broken Arrow, Mr Soul e Expecting To Fly del canadese e Bluebird dello statunitense... Con l’album dall’indovinatissimo titolo Last Time Around, i Buffalo Springfield escono di scena e Neil Young abbandona la nave prima ancora di ultimare la registrazione di questo terzo opus pubblicato nell’estate del 1968. La stessa immagine di copertina è infatti il fotomontaggio di una foto di gruppo… Il seguito è ben noto a tutti: Neil Young imboccherà la carriera solista, Richie Furay metterà su il gruppo Poco e Stills fonderà con David Crosby e Graham Nash il trio Crosby, Stills & Nash... Questo cofanetto di 5CD contiene i missaggi stereo dei loro tre album e i missaggi mono di Buffalo Springfield e Buffalo Springfield Again, il tutto rimasterizzato a partire dai nastri originali sotto la direzione di Neil Young. Una summa essenziale per un gruppo essenziale della storia del rock. © Marc Zisman/Qobuz