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Gli album

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World music - Uscito il 01 gennaio 2013 | Island Records (The Island Def Jam Music Group / Universal Music)

Hi-Res Riconoscimenti HD Audio
La seconda metà degli anni ’70 è un periodo prolifico per Bob Marley, al sommo della gloria, epoca nella quale riempie gli scaffali con un album all’anno. Dopo Rastaman Vibration nel 1976, Exodus nel 1977, il giamaicano pubblica a marzo del 1978 Kaya, i cui brani sono tratti dalle stesse sessioni di Exodus, realizzate nei primi mesi del suo esilio londinese del ‘77. L’album è comunemente considerato come il suo disco più leggero, probabilmente a causa del suo tema, Kaya che significa marijuana in gergo giamaicano. Il disco comincia tra l’altro con l’“Excuse me while I light my spliff ” di Easy Skanking, come se Marley assumesse il lato B di quelle canzoni. Ma avremmo torto se sottovalutassimo il lato commerciale degli Wailers, macchine produttrici di successi, perché l’album contiene due delle hit più popolari della loro discografia, Is This Love e Satisfy My Soul– e sarà riconosciuto come doppio platino in Francia e disco d’oro negli Stati Uniti. Bob Marley approfittò di queste sessioni per rivisitare il suo periodo Lee Perry, prima di tutto col brano che diede il titolo all’album Kaya, con una versione cesellata senza la delirante chitarra flamenco di Scratch, come un simbolo dell’influenza di Island– a scapito del romanticismo diranno alcuni…–, mentre Sun Is Shining, più eterea dell’originale, assume un certo spessore e una certa vivacità con la chitarra elettrica di Junior Marvin. Sul lato B dell’epoca, c’era anche She’s Gone, una canzone da amante respinto, Crisis, che assomiglia a uno spin-off nato da una ripetizione di Is This Love, o il “rastaman chant” Time Will Tell, ritmato dal tamburo nyabinghi. Il disco si conclude nell’umorismo caustico con Smile Jamaica, brano composto in occasione di un concerto con lo stesso titolo del 5 dicembre 1976, al National Heroes Park di Kingston in Giamaica, al quale Bob Marley aveva partecipato due giorni dopo che gli avevano sparato… © Smaël Bouaici/Qobuz
CD2,99 €

Reggae - Uscito il 01 gennaio 2012 | Island Records (The Island Def Jam Music Group / Universal Music)

Riconoscimenti The Qobuz Standard
CD13,99 €

Reggae - Uscito il 01 gennaio 2001 | Island Records (The Island Def Jam Music Group / Universal Music)

Riconoscimenti The Qobuz Standard
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Reggae - Uscito il 01 gennaio 2001 | Island Records (The Island Def Jam Music Group / Universal Music)

Riconoscimenti The Qobuz Standard
La seconda metà degli anni ’70 è un periodo prolifico per Bob Marley, al sommo della gloria, epoca nella quale riempie gli scaffali con un album all’anno. Dopo Rastaman Vibration nel 1976, Exodus nel 1977, il giamaicano pubblica a marzo del 1978 Kaya, i cui brani sono tratti dalle stesse sessioni di Exodus, realizzate nei primi mesi del suo esilio londinese del ‘77. L’album è comunemente considerato come il suo disco più leggero, probabilmente a causa del suo tema, Kaya che significa marijuana in gergo giamaicano. Il disco comincia tra l’altro con l’“Excuse me while I light my spliff ” di Easy Skanking, come se Marley assumesse il lato B di quelle canzoni. Ma avremmo torto se sottovalutassimo il lato commerciale degli Wailers, macchine produttrici di successi, perché l’album contiene due delle hit più popolari della loro discografia, Is This Love e Satisfy My Soul– e sarà riconosciuto come doppio platino in Francia e disco d’oro negli Stati Uniti. Bob Marley approfittò di queste sessioni per rivisitare il suo periodo Lee Perry, prima di tutto col brano che diede il titolo all’album Kaya, con una versione cesellata senza la delirante chitarra flamenco di Scratch, come un simbolo dell’influenza di Island– a scapito del romanticismo diranno alcuni…–, mentre Sun Is Shining, più eterea dell’originale, assume un certo spessore e una certa vivacità con la chitarra elettrica di Junior Marvin. Sul lato B dell’epoca, c’era anche She’s Gone, una canzone da amante respinto, Crisis, che assomiglia a uno spin-off nato da una ripetizione di Is This Love, o il “rastaman chant” Time Will Tell, ritmato dal tamburo nyabinghi. Il disco si conclude nell’umorismo caustico con Smile Jamaica, brano composto in occasione di un concerto con lo stesso titolo del 5 dicembre 1976, al National Heroes Park di Kingston in Giamaica, al quale Bob Marley aveva partecipato due giorni dopo che gli avevano sparato… © Smaël Bouaici/Qobuz