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Nel 2017 con How Did I Find Myself Here?, Steve Wynn faceva risuscitare il disco dei suoi Dream Syndicate il cui ultimo album, Ghost Stories, risaliva addirittura al 1988… Elemento di punta della scena Paisley Underground, il gruppo formatosi a Los Angeles nel 1981 univa le influenze dei Velvet Underground e di Neil Young… Come se il tempo si fosse fermato, ritroviamo, nel secolo successivo, ancora intatto, il DNA della formazione californiana. Le chitarre sono abbastanza violente ma non esuberanti e la ritmica è ipnotica appena quanto basta. Sulla scia di How Did I Find Myself Here?, These Times sfodera tutti i tratti dei Dream Syndicate. Rock feroce (The Way In), chitarre anni ‘60 alla Byrds (Bullet Holes), tastiere vintage e tutta una serie di strumenti ben definiti che si adatta perfettamente alle composizioni di Wynn che ha trovato l’ispirazione in un album piuttosto inaspettato. «Quando scrivevo le canzoni di These Times, ero ossessionato dall’album Donuts di J-Dilla. Adoro il modo in cui affrontava la creazione di un disco come DJ, digger e fan di musica attento a usare tutti i suoi pezzi preferiti, a piegare e trasformare il risultato fino a farne la sua musica. Mi sono divertito con sequenziatori, drum-machine e loop, tutto ciò che poteva farmi evadere dal mio solito modo di scrivere. Un po’ come se lavorassi su una compilation. Non viene automatico mettere insieme nella stessa frase i nomi dei Dream Syndicate e di J-Dilla, ma è esattamente ciò che sento quando ascolto il nostro album». © Marc Zisman/Qobuz
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Musica alternativa e indie - Uscito il 22 giugno 2018 | Anti - Epitaph

Hi-Res
Soltanto nove mesi dopo la loro resurrezione col potente disco How Did I Find Myself Here?, i Dream Syndicate partono con un live della tournée che ne è seguita. Anche se è nata più di 35 anni fa, la band di Steve Wynn conta solo cinque album in studio e tre dal vivo, quattro con quest’ultimo. Un po’ troppo dunque... Soprattutto perché conosciamo, non certo il poco interesse, quanto i limiti di questo formato. E How We Found Ourselves... Everywhere! non fa eccezione alla regola. Parliamo di limiti perché il repertorio è conosciuto e arci-conosciuto, pur restando comunque appassionante perché il gruppo composto ormai da quarantenni offre in questo album delle versioni rinnovate. Riletture piuttosto animate e graziosamente nervose dei loro classici When You Smile, John Coltrane Stereo Blues e The Medicine Show. Giusto per non avere soltanto il fior fiore dei brani, Wynn ha scelto di realizzare un live originale, selezionando sei brani che provengono tutti da un concerto diverso… I Dream Syndicate, gruppo fondamentale della scena Paisley Underground degli anni ʽ80, accostava in origine influenze dei Velvet Underground, dei Television e del Neil Young di Crazy Horse. Un DNA che resta intatto anche se consigliamo ai novellini di non dimenticare di rifarsi sui loro due primi album, The Days Of Wine And Roses (1982) e Medicine Show (1984). © Marc Zisman/Qobuz
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Musica alternativa e indie - Uscito il 08 settembre 2017 | Anti - Epitaph

Hi-Res
Nella serie degli eterni ritorni, questo farà contenti i fan dell’indie rock americano anni ’80. Steve Wynn riesuma il suo Dream Syndicate, il cui ultimo album in ordine di tempo, Ghost Stories, risaliva addirittura al 1988! Punta di diamante della scena Paisley Underground, il gruppo nato a Los Angeles nel 1981, che mescolava influenze dei Velvet Underground e di Neil Young, incise altri tre dischi: il fondamentale The Days Of Wine And Roses nel 1982, Medicine Show nel 1984 e Out Of The Grey nel 1986. In realtà, la band si era riformata nel 2012 per una serie di concerti. Poi, dopo aver firmato per l’ottima etichetta ANTI, Wynn e compagni sono tornati in studio sul serio per confezionare questo How Did I Find Myself Here?. La sezione ritmica è quella originale (Dennis Duck alla batteria e Mark Walton al basso), con la prima chitarra imbracciata da Jason Victor, vigoroso complice dei recenti esperimenti da solista di Steve Wynn. Come se il tempo si fosse fermato, ritroviamo intatto il DNA della band californiana. Le chitarre sono belle violente ma non esuberanti, e la ritmica è ipnotizzante: non c’è dubbio, Wynn e i suoi sanno scatenare dei potenti tsunami elettrici e bruitisti (Out Of My Head), ma anche tempeste più mitigate (80 West) con la stessa efficacia… In fondo, How Did I Find Myself Here suona come i Dream Syndicate rispolverati con un audio 100% 2017. Un aggiornamento sonoro per la gioia dei fan storici, che permetterà ai più giovani di assaporare senza remore un rock’n’roll velenoso e inflessibile come pochi. © MZ/Qobuz
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