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Gli album

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Pop/Rock - Uscito il 22 novembre 1968 | UMC (Universal Music Catalogue)

Hi-Res Riconoscimenti 4F de Télérama
Dopo le esperienze folli e geniali di Revolver e Sergent Pepper's, i Beatles si rituffano nella scrittura pura e dura, cercando più sobrietà e lasciando da parte i recenti deliri psichedelici, per quanto fossero stati geniali. Pubblicato nel novembre 1968, il doppio White Album è un ritorno a un pop e un rock più lineari, all’essenza stessa della loro arte. Sentimento amplificato dal titolo eponimo del disco, The Beatles, che non deve però nascondere il crescente disaccordo tra i quattro musicisti. Quattro musicisti per quattro personalità musicali che lasciano intravvedere le loro differenze nelle varie canzoni e prefigurano l’inizio della fine del gruppo e le future carriere da solisti… Nonostante questo eclettismo totale, i Beatles riescono a firmare un nuovo percorso, assolutamente unico, di cui si gusta ogni tappa come se fosse un vero giro del mondo. L'onirismo di Dear Prudence, la follia triste di Revolution 9, il leggendario assolo di chitarra di While My Guitar Gently Weeps, il labirinto di Happiness Is A Warm Gun e di Sexy Sadie, l’emozione di Julia, che Lennon dedica alla madre morta quando lui aveva 17 anni, la purezza di Blackbird o ancora lo tsunami ultraviolento di Helter Skelter, questo White Album è un impressionante pozzo senza fondo artistico, il nuovo capolavoro di un gruppo sempre meno unito… A cinquant’anni dalla sua prima uscita, questo mitico doppio album riappare in edizione Deluxe, appellativo una volta tanto ben meritato. Oltre all’album remixato in versione stereo dal figlio di George Martin, la versione mono originale (approvata dai puristi poiché concepita in questo formato) e le famose Esher Demos ben note agli amanti di versioni pirata, ovverosia 27 demo delle famose canzoni registrate dai Fab Four nella casa di Harrison e tre CD di sessioni in studio. In pratica, l’oggetto dei desideri (ben 107 tracce in tutto!) per approfondire un’opera-fiume che continua ad affascinare mezzo secolo dopo la sua nascita… © Marc Zisman/Qobuz
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Rock - Uscito il 05 agosto 1966 | EMI Catalogue

Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz
Certo, ognuno ha il suo disco dei Beatles preferito. Ma Revolver resterà per sempre l’album-chiave, uno dei più influenti (il più influente?) della storia del rock. La settima registrazione in studio, che appare nel 1966, manda definitivamente in soffitta l’immagine dei Fab Four come ragazzi di Liverpool gentili e giocherelloni per farne gli architetti di una rivoluzione pop totale. Con Revolver, il gruppo, spalleggiato dall’insostituibile George Martin alla produzione, si lancia nelle esperienze più folli al servizio di canzoni più affascinanti che mai. Rovesciano e manipolano i nastri registrati, carburano grazie a sostanze proibite che, d’altro canto, menzionano nei testi, espongono una quantità impressionante di strumenti (clavicembalo, corno, sitar, organo…) e rinforzano i testi, meno spensierati di prima. Soprattutto, i Fab Four, che hanno deciso di non esibirsi più dal vivo, usano lo studio di registrazione come uno strumento vero e proprio, per non dire un membro supplementare. Per il resto, basta scorrere i titoli dei brani per convincersi di trovarsi in un sogno a occhi aperti: Tomorrow Never Knows, Eleanor Rigby, I'm Only Sleeping, Got To Get You Into My Life, Taxman… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 03 dicembre 1965 | EMI Catalogue

Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz
Con le sue composizioni più ambiziose, Help! aveva fatto capire chiaramente che i Beatles non pensavano di restare per molto tempo i quattro ragazzini di Liverpool. Quattro mesi dopo, con Rubber Soul, pubblicato nel dicembre 1965, i Fab Four dimostrano la loro crescita artistica. Testi più maturi (la penna di Bob Dylan ha davvero una grande influenza, come lo stesso McCartney ammetterà) e armonie più audaci, trascinano la strumentazione verso nuovi territori, come si comprende dal sitar in Norwegian Wood o dal fuzz bass in Think For Yourself. Quanto alle ballate come Girl o Michelle, sono di una bellezza incomparabile. Soprattutto, questo sesto album in studio mescola sempre più stili, che si tratti, ovvio, di pop, ma anche di rhythm’n’blues, folk, soul e musica psichedelica. Rubber Soul segna anche l’inizio dell’affermazione delle personalità di ciascun componente e la crescita della potenza del lavoro del produttore George Martin, che aiuta John, Paul, George e Ringo ad allontanarsi dai loro tic «di gioventù» per affinare la loro mutazione irreversibile. © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 01 giugno 1967 | EMI Catalogue

Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz
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Rock - Uscito il 10 luglio 1964 | EMI Catalogue

Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz
Colonna sonora originale del film omonimo realizzato da Richard Lester (in italiano Tutti per uno), A Hard Day’s Night è un’anteprima per i Beatles: per questo terzo album, che appare all’inizio dell’estate 1964, tutte le canzoni sono firmate da John Lennon e Paul McCartney, senza nessuna cover! E che canzoni! Can’t Buy Me Love, A Hard Day’s Night, I Should Have Known Better, il livello è altissimo e i successi che si susseguono rinforzano un po’ di più l’identità musicale e artistica di una squadra che passa dal livello di icona nazionale a quello internazionale. Ogni piega di questo pop in piena mutazione è affascinante. Le melodie, piuttosto irresistibili, si affidano all’effervescenza delle chitarre, ingenue e gioiose. A Hard Day’s Night costituisce la quintessenza del «Beatles sound» del primo periodo. E anche nelle ballate come And I Love Her i Fab Four fanno già scorgere una certa maturità musicale che si promette affascinante… Un vero piacere. © MZ / Qobuz
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Rock - Uscito il 26 maggio 1967 | UMC (Universal Music Catalogue)

Hi-Res Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz
Come fare per superare l’eccellente Revolver? Firmando il contratto discografico per Sergent Pepper's Lonely Hearts Club Band, considerato da molti, il migliore disco pop e rock di tutti i tempi. Per non dire che si tratta forse di una delle opere d’arte più memorabili della cultura popolare della seconda metà del XXesimo secolo… Dopo aver scoperto le infinite possibilità proposte dagli studi di registrazione, John, Paul, George e Ringo continuano qui le loro folli esperienze. Il produttore George Martin, più che mai quinto membro dei Beatles, rivela una serie di trovate brillanti che influenzeranno la pop a venire. Al momento dell’uscita dell’album studio, a giugno del 1967, la musica psichedelica è il genere dominante e questo concept-album è un vero e proprio trip allucinatorio (non solo per Lucy In The Sky With Diamonds). All’immagine del patchwork della sua mitica copertina, Sergent Pepper's è composto di pop pura, di rock’n’roll virile, di passaggi plananti, di scali quasi world, di canzoni retrò, di filastrocche per bambini, di versi di animali e perfino di musica classica! Infine per quanto riguarda la composizione, il tandem Lennon/McCartney è al sommo della sua arte, e compone nuove canzoni sempre tanto influenti. L’edizione del 50esimo anniversario propone l’album completamente rimixato da Giles Martin, figlio d’arte, e alcune versioni alternative. Quanto basta ovviamente per eccitare i fanatici dei Fab Four ma anche per lasciare un tantino perplessi i puristi perché, è bene ricordarlo, la versione originale di questo monumento è stata concepita e pensata dai Beatles e da George Martin non in stereo ma in mono… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 26 settembre 1969 | EMI Catalogue

Il testamento. L’ultimo capitolo. Abbey Road esce nel settembre 1969: sarà l’ultimo vero episodio discografico dei Beatles, visto che Let It Be, pubblicato nel maggio 1970, era stato registrato in precedenza. Un addio che magnifica l’arte della composizione, la padronanza melodica e gli equilibri armonici. Ancora una volta la tavolozza è ben fornita, che si parli di ballate sconvolgenti o di brani nettamente più percussivi (Come Together). Abbey Road ricorda anche che, dietro la coppia di numi tutelari Lennon/McCartney, George (Here Comes The Sun) e Ringo (Octopus's Garden) non sono lì a far presenza… Questo capolavoro, come pure il suo successo, non impediranno ai Fab Four di mettere fine alla loro unione. Un divorzio ufficializzato nell’aprile 1970. Il gruppo più influente della storia avrà passato in studio soltanto sette anni… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 02 aprile 1973 | EMI Catalogue

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Rock - Uscito il 22 novembre 1968 | EMI Catalogue

Dopo le esperienze folli e geniali di Revolver e Sergent Pepper's, i Beatles si rituffano nella scrittura pura e dura, cercando più sobrietà e lasciando da parte i recenti deliri psichedelici, per quanto fossero stati geniali. Pubblicato nel novembre 1968, il doppio White Album è un ritorno a un pop e un rock più lineari, all’essenza stessa della loro arte. Sentimento amplificato dal titolo eponimo del disco, The Beatles, che non deve però nascondere il crescente disaccordo tra i quattro musicisti. Quattro musicisti per quattro personalità musicali che lasciano intravvedere le loro differenze nelle varie canzoni e prefigurano l’inizio della fine del gruppo e le future carriere da solisti… Nonostante questo eclettismo totale, i Beatles riescono a firmare un nuovo percorso, assolutamente unico, di cui si gusta ogni tappa come se fosse un vero giro del mondo. L'onirismo di Dear Prudence, la follia triste di Revolution 9, il leggendario assolo di chitarra di While My Guitar Gently Weeps, il labirinto di Happiness Is A Warm Gun e di Sexy Sadie, l’emozione di Julia, che Lennon dedica alla madre morta quando lui aveva 17 anni, la purezza di Blackbird o ancora lo tsunami ultraviolento di Helter Skelter, questo White Album è un impressionante pozzo senza fondo artistico, il nuovo capolavoro di un gruppo sempre meno unito… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 01 giugno 1967 | UMC (Universal Music Catalogue)

Hi-Res Libretto
Come fare per superare l’eccellente Revolver? Firmando il contratto discografico per Sergent Pepper's Lonely Hearts Club Band, considerato da molti, il migliore disco pop e rock di tutti i tempi. Per non dire che si tratta forse di una delle opere d’arte più memorabili della cultura popolare della seconda metà del XXesimo secolo… Dopo aver scoperto le infinite possibilità proposte dagli studi di registrazione, John, Paul, George e Ringo continuano qui le loro folli esperienze. Il produttore George Martin, più che mai quinto membro dei Beatles, rivela una serie di trovate brillanti che influenzeranno la pop a venire. Al momento dell’uscita dell’album studio, a giugno del 1967, la musica psichedelica è il genere dominante e questo concept-album è un vero e proprio trip allucinatorio (non solo per Lucy In The Sky With Diamonds). All’immagine del patchwork della sua mitica copertina, Sergent Pepper's è composto di pop pura, di rock’n’roll virile, di passaggi plananti, di scali quasi world, di canzoni retrò, di filastrocche per bambini, di versi di animali e perfino di musica classica! Infine per quanto riguarda la composizione, il tandem Lennon/McCartney è al sommo della sua arte, e compone nuove canzoni sempre tanto influenti. L’edizione del 50esimo anniversario propone l’album completamente rimixato da Giles Martin, figlio d’arte, e alcune versioni alternative. Quanto basta ovviamente per eccitare i fanatici dei Fab Four ma anche per lasciare un tantino perplessi i puristi perché, è bene ricordarlo, la versione originale di questo monumento è stata concepita e pensata dai Beatles e da George Martin non in stereo ma in mono… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 13 novembre 2000 | UMC (Universal Music Catalogue)

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Rock - Uscito il 02 aprile 1973 | EMI Catalogue

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Rock - Uscito il 08 maggio 1970 | EMI Catalogue

Soltanto un mese dopo questo requiem, i Beatles pubblicano Let It Be, l’8 maggio 1970, dodicesimo e ultimo lavoro di cui la parte essenziale è stata registrata, in realtà, nel gennaio 1969, prima di Abbey Road. Senza chiedere il consenso dei suoi clienti, Allen Klein, manager dei Fab Four, manda i nastri delle sedute di registrazione al produttore Phil Spector. L’inventore del wall of sound, tecnica di produzione che consiste nell’impilare, come una torta millefoglie, varie piste di registrazione per ottenere un suono esagerato, mette il suo sigillo sonoro su tutte le canzoni, evidentemente senza la benedizione dei loro autori. Tuttavia, Spector aggiunge questo famoso tocco personale solo su certi brani del disco, lasciando alla maggior parte delle altre canzoni un lato grezzo e live. Malgrado il visibile caos tra i Beatles stessi e a causa della scelta discutibile del suo produttore, Let It Be rimane un disco essenziale, dove si incontrano capolavori come la canzone che dà il titolo all’album, Let It Be, vetta del gospel pop, ma anche la nervosa e sferzante Get Back oppure il simpatico folk di Two Of Us. In conclusione, siamo certo lontani dal livello di un Revolver o di un Sergent Pepper's, ma anche un disco solo discreto per i Beatles sarà sempre superiore al 90% della produzione rock… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 07 marzo 1988 | EMI Catalogue

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Rock - Uscito il 27 novembre 1967 | EMI Catalogue

Magical Mystery Tour è un album tanto strano nella costruzione che nell’improbabile copertina. Ma siccome stiamo parlando dei Beatles, la stranezza è per forza di cose geniale… Uscito nel 1967, in Inghilterra come doppio LP e negli Stati Uniti come album vero e proprio, Magical Mystery Tour è la colonna sonora originale del telefilm omonimo realizzato da Bernard Knowles per la BBC. Vi ritroviamo una buona parte dello psichedelismo del capolavoro Sgt. Pepper's, pubblicato qualche mese prima. Se il disco non è stato concepito in tutto e per tutto come un vero album, bisogna ammettere che racchiude alcune delle più grandi canzoni dei Fab Four, come Penny Lane, Strawberry Fields Forever, All You Need Is Love, Hello Goodbye, I Am The Walrus e The Fool On The Hill. Persino le composizioni inclassificabili, come la strumentale Flying e la sua linea di basso, sono dei veri tesori… Con Magical Mystery Tour i Beatles firmano i loro ultimi pezzi arricchiti da sperimentazione strumentale e tecniche di registrazione particolari, prima di dedicarli, nell’ultimo periodo, a una scrittura molto più lineare. © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 06 agosto 1965 | EMI Catalogue

Mostra i Fab Four in piena evoluzione artistica. Lungo tutto il quinto album, uscito nell’agosto 1965, l’arte dei Beatles diventa sempre più varia, i testi si allontanano dall’ingenuità degli inizi e la dotazione musicale si arricchisce. E accanto alle eterne canzoni innocente ed esaltate alla Help! troviamo ballate sublimi come Yesterday o You've Got To Hide Your Love Away. Persino Ticket To Ride propone una ritmica tosta e inedita, unita a un suono di chitarra decisamente penetrante. Un disco importante, che pone le basi dei grandi capolavori in arrivo, come Rubber Soul e Revolver…  © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 22 marzo 1963 | EMI Catalogue

Please Please Me, prima pietra dell’edificio discografico dei Beatles – in formato lungo – viene posata il 22 marzo 1963. Qualche singolo pubblicato nei mesi precedenti ha segnato il debutto della Beatlemania, di cui nessuno immagina lo sviluppo degli anni a venire… Per quest’entrata in pista, il tandem Lennon/McCartney ferma otto canzoni originali, completate da sei cover soprattutto rhythm’n’blues e del soul, che stimano così tanto. Un repertorio sciorinato dai Fab Four nei piccoli club di Amburgo e Liverpool e che conoscono a menadito. Basterebbe citare I Saw Her Standing There, Please Please Me, P.S. I Love You e soprattutto Love Me Do per capire che i Beatles, con questo lavoro, danno vita a un pop unico e innovatore. Una musica che ha origine nel rhythm’n’blues, nei girl group e nel rock’n’roll d’oltre Atlantico. E poi c’è quella fragorosa rilettura di Twist & Shout di Phil Medley e Bert Berns, resa celebre un anno prima dagli Isley Brothers: sarà la versione dei quattro giovani britannici a passare alla storia. Fresco, autentico, intenso e già precursore del futuro, ecco un primo album da antologia che rimarrà più di sette mesi al primo posto delle classifiche britanniche… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 01 giugno 1967 | UMC (Universal Music Catalogue)

Libretto
Come fare per superare l’eccellente Revolver? Firmando il contratto discografico per Sergent Pepper's Lonely Hearts Club Band, considerato da molti, il migliore disco pop e rock di tutti i tempi. Per non dire che si tratta forse di una delle opere d’arte più memorabili della cultura popolare della seconda metà del XXesimo secolo… Dopo aver scoperto le infinite possibilità proposte dagli studi di registrazione, John, Paul, George e Ringo continuano qui le loro folli esperienze. Il produttore George Martin, più che mai quinto membro dei Beatles, rivela una serie di trovate brillanti che influenzeranno la pop a venire. Al momento dell’uscita dell’album studio, a giugno del 1967, la musica psichedelica è il genere dominante e questo concept-album è un vero e proprio trip allucinatorio (non solo per Lucy In The Sky With Diamonds). All’immagine del patchwork della sua mitica copertina, Sergent Pepper's è composto di pop pura, di rock’n’roll virile, di passaggi plananti, di scali quasi world, di canzoni retrò, di filastrocche per bambini, di versi di animali e perfino di musica classica! Infine per quanto riguarda la composizione, il tandem Lennon/McCartney è al sommo della sua arte, e compone nuove canzoni sempre tanto influenti. L’edizione del 50esimo anniversario propone l’album completamente rimixato da Giles Martin, figlio d’arte, e alcune versioni alternative. Quanto basta ovviamente per eccitare i fanatici dei Fab Four ma anche per lasciare un tantino perplessi i puristi perché, è bene ricordarlo, la versione originale di questo monumento è stata concepita e pensata dai Beatles e da George Martin non in stereo ma in mono… © MZ/Qobuz
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Rock - Uscito il 17 novembre 2006 | EMI Catalogue

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Rock - Uscito il 22 novembre 1963 | EMI Catalogue

Che copertina! La superba foto in bianco e nero firmata da Robert Freeman è già un must… Registrato dopo soli quattro mesi dopo il primo album Please Please Me, With The Beatles, pubblicato nel novembre 1963, ne costituisce in un certo senso un prolungamento. Un secondo lavoro in studio che riunisce sette brani del tandem Lennon/McCartney (e non di scarsa qualità, come dimostrato da All My Loving), uno di George Harrison (Don’t Bother Me) e sei cover, soprattutto di rock’n’roll vintage, soul e rhythm’n’blues cari alla casa Motown. Nuovi strumenti, voci doppiate ed eclettismo sonoro: With The Beatles mostra una combinazione giovane che si stacca a poco a poco dall’influenza degli antenati per creare il proprio universo musicale. E da questo punto di vista le canzoni originali di questo disco, pur senza raggiungere il livello di quelle degli anni successivi, dimostrano che i Beatles erano già in anticipo sui loro tempi. © MZ / Qobuz