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Musica alternativa e indie - Uscito il 18 agosto 2020 | Taylor Swift

Hi-Res Riconoscimenti Grammy Awards
Va ricordato che prima di diventare una pop star, Taylor Swift è cresciuta musicalmente nelle acque country di Nashville, anche se il folklore della Music City sembrava ormai molto lontano per la cantante, ormai trentenne. Eppure, Taylor Swift non ha mai smesso di intingere la sua penna nello stesso calamaio delle sue colleghe più mature, destreggiandosi tra romanticismo, tormenti di cuore, introspezione, temi socio-politici e esperienze personali, come quando parlò del cancro di sua madre su Soon You’ll Get Better... Obbligata dal confinamento, è con mezzi ridotti e un cast stringato che ha concepito questo Folklore, pubblicato nel cuore dell’estate 2020. Tanto meglio. Prima sorpresa: la produzione di Aaron Dessner. Seconda: arruolando il chitarrista dei The National (che considera uno dei suoi idoli), la cantante opta per un musicista dai gusti decisi e aumenta la sua credibilità presso un pubblico più indie. Ulteriore passo in questa direzione, Exile, un duetto (l’unico dell’album) con Justin “Bon Iver” Vernon, che è vicino a Dessner con il quale ha creato Big Red Machine. È con questi sparuti ingredienti che è riuscita a creare un album sorprendente e atipico, che non suona mai come un calcolo mirato solo a flirtare con gli hipster. Una cosa, effettivamente, atipica! Senza hit pop, né l’ennesima strizzata d’occhio rivolta a Kanye West, privo di beat massicci e caratterizzato da una strumentazione molto sobria (pianoforte, chitarra acustica, Mellotron, mandolino, slide...), Folklore è un vero cambio di rotta, che si posiziona tra un suadente neo-folk e un rock sognante. Come se la star fosse stata in ritiro in una capanna sperduta nella foresta, a pensare, come fece Bon Iver agli esordi... Mettendo a nudo sé stessa e la sua arte, e liberandosi dei brani studiati appositamente per le classifiche, Taylor Swift acquista più profondità e spessore. Qualità in evidenza su August, un brano che non sarebbe mai stato così intenso se a produrlo fosse stato, ad esempio, un Max Martin... Sui social network, la musicista americana ha scritto: “Prima di quest’anno, probabilmente avrei pensato troppo al momento perfetto per pubblicare questa musica, ma i tempi in cui viviamo continuano a ricordarmi che nulla è garantito. Il mio istinto mi dice che se fai qualcosa che ami, devi solo metterla al mondo.” Una saggia decisione per l’album della maturità pop. © Marc Zisman/Qobuz
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Musica alternativa e indie - Uscito il 24 luglio 2020 | Taylor Swift

Hi-Res
Va ricordato che prima di diventare una pop star, Taylor Swift è cresciuta musicalmente nelle acque country di Nashville, anche se il folklore della Music City sembrava ormai molto lontano per la cantante, ormai trentenne. Eppure, Taylor Swift non ha mai smesso di intingere la sua penna nello stesso calamaio delle sue colleghe più mature, destreggiandosi tra romanticismo, tormenti di cuore, introspezione, temi socio-politici e esperienze personali, come quando parlò del cancro di sua madre su Soon You’ll Get Better... Obbligata dal confinamento, è con mezzi ridotti e un cast stringato che ha concepito questo Folklore, pubblicato nel cuore dell’estate 2020. Tanto meglio. Prima sorpresa: la produzione di Aaron Dessner. Seconda: arruolando il chitarrista dei The National (che considera uno dei suoi idoli), la cantante opta per un musicista dai gusti decisi e aumenta la sua credibilità presso un pubblico più indie. Ulteriore passo in questa direzione, Exile, un duetto (l’unico dell’album) con Justin “Bon Iver” Vernon, che è vicino a Dessner con il quale ha creato Big Red Machine. È con questi sparuti ingredienti che è riuscita a creare un album sorprendente e atipico, che non suona mai come un calcolo mirato solo a flirtare con gli hipster. Una cosa, effettivamente, atipica! Senza hit pop, né l’ennesima strizzata d’occhio rivolta a Kanye West, privo di beat massicci e caratterizzato da una strumentazione molto sobria (pianoforte, chitarra acustica, Mellotron, mandolino, slide...), Folklore è un vero cambio di rotta, che si posiziona tra un suadente neo-folk e un rock sognante. Come se la star fosse stata in ritiro in una capanna sperduta nella foresta, a pensare, come fece Bon Iver agli esordi... Mettendo a nudo sé stessa e la sua arte, e liberandosi dei brani studiati appositamente per le classifiche, Taylor Swift acquista più profondità e spessore. Qualità in evidenza su August, un brano che non sarebbe mai stato così intenso se a produrlo fosse stato, ad esempio, un Max Martin... Sui social network, la musicista americana ha scritto: “Prima di quest’anno, probabilmente avrei pensato troppo al momento perfetto per pubblicare questa musica, ma i tempi in cui viviamo continuano a ricordarmi che nulla è garantito. Il mio istinto mi dice che se fai qualcosa che ami, devi solo metterla al mondo.” Una saggia decisione per l’album della maturità pop. © Marc Zisman/Qobuz
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Musica alternativa e indie - Uscito il 11 dicembre 2020 | Taylor Swift

Hi-Res Libretto
Dopo essere stata la principessa di Nashville e poi la regina del pop mondiale, Taylor Swift è forse diventata la dea dell’indie folk? Obbligata dal confinamento, con mezzi ridotti e un cast stringato, nell’estate 2020 ha pubblicato Folklore. Un album prodotto da Aaron Dessner dei The National su cui ha duettato con Justin Vernon dei Bon Iver. Privo hit pop, beat massicci e caratterizzato da una strumentazione molto sobria (che mescola pianoforte, chitarra acustica, mellotron, mandolino e slide), è un vero e proprio album folk. Appena cinque mesi dopo, Evermore ha tutti gli aspetti del sequel del sopracitato Folklore, o del suo album gemello. Tanto più che sono nuovamente presenti sia Bon Iver che The National. Mentre le Haim e Marcus Mumford dei Mumford & Sons vanno ad aggiungersi alla lista di ospiti di classe. Taylor Swift mantiene indosso l’abito da cantastorie folk-pop, ed è più introspettiva che mai. Le sue canzoni sono una precisa fusione di fatti reali e fantasiosi sogni ad occhi aperti. Ovviamente, questo album non ha avuto lo stesso effetto sorpresa del precedente. Ma questo non ha impedito alla star di scrivere testi impegnati e forti, con argomenti che spaziano dalla vita come celebrità (Gold Rush e Dorothea), a temi come la separazione (Happiness) o come il tramonto di un amore (Tollerate It). Dice di aver trascorso il 2020 scrivendo, scrivendo, scrivendo, e la sua penna si è chiaramente rafforzata. Non tutte le sue canzoni sono dello stesso calibro e Folklore rimane generalmente superiore. Ma nel complesso, tutte queste registrazioni del 2020 l’hanno catapultata in un altro universo. L’affascinante business artigianale che Taylor Swift gestisce è riuscito a scuotere i canoni del pop, rendendoli ancora più personali ed universali. Staremo a vedere come diventerà il (suo) mondo d’ora in avanti... © Marc Zisman/Qobuz
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Musica alternativa e indie - Uscito il 07 gennaio 2021 | Taylor Swift

Hi-Res Libretto
Dopo essere stata la principessa di Nashville e poi la regina del pop mondiale, Taylor Swift è forse diventata la dea dell’indie folk? Obbligata dal confinamento, con mezzi ridotti e un cast stringato, nell’estate 2020 ha pubblicato Folklore. Un album prodotto da Aaron Dessner dei The National su cui ha duettato con Justin Vernon dei Bon Iver. Privo hit pop, beat massicci e caratterizzato da una strumentazione molto sobria (che mescola pianoforte, chitarra acustica, mellotron, mandolino e slide), è un vero e proprio album folk. Appena cinque mesi dopo, Evermore ha tutti gli aspetti del sequel del sopracitato Folklore, o del suo album gemello. Tanto più che sono nuovamente presenti sia Bon Iver che The National. Mentre le Haim e Marcus Mumford dei Mumford & Sons vanno ad aggiungersi alla lista di ospiti di classe. Taylor Swift mantiene indosso l’abito da cantastorie folk-pop, ed è più introspettiva che mai. Le sue canzoni sono una precisa fusione di fatti reali e fantasiosi sogni ad occhi aperti. Ovviamente, questo album non ha avuto lo stesso effetto sorpresa del precedente. Ma questo non ha impedito alla star di scrivere testi impegnati e forti, con argomenti che spaziano dalla vita come celebrità (Gold Rush e Dorothea), a temi come la separazione (Happiness) o come il tramonto di un amore (Tollerate It). Dice di aver trascorso il 2020 scrivendo, scrivendo, scrivendo, e la sua penna si è chiaramente rafforzata. Non tutte le sue canzoni sono dello stesso calibro e Folklore rimane generalmente superiore. Ma nel complesso, tutte queste registrazioni del 2020 l’hanno catapultata in un altro universo. L’affascinante business artigianale che Taylor Swift gestisce è riuscito a scuotere i canoni del pop, rendendoli ancora più personali ed universali. Staremo a vedere come diventerà il (suo) mondo d’ora in avanti... © Marc Zisman/Qobuz

Musica alternativa e indie - Uscito il 21 gennaio 2021 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 24 luglio 2020 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 25 novembre 2020 | Taylor Swift

Hi-Res

Musica alternativa e indie - Uscito il 21 settembre 2020 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 11 dicembre 2020 | Taylor Swift

Hi-Res Libretto

Musica alternativa e indie - Uscito il 04 febbraio 2021 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 21 agosto 2020 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 24 agosto 2020 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 07 gennaio 2021 | Taylor Swift

Hi-Res Libretto
Dopo essere stata la principessa di Nashville e poi la regina del pop mondiale, Taylor Swift è forse diventata la dea dell’indie folk? Obbligata dal confinamento, con mezzi ridotti e un cast stringato, nell’estate 2020 ha pubblicato Folklore. Un album prodotto da Aaron Dessner dei The National su cui ha duettato con Justin Vernon dei Bon Iver. Privo hit pop, beat massicci e caratterizzato da una strumentazione molto sobria (che mescola pianoforte, chitarra acustica, mellotron, mandolino e slide), è un vero e proprio album folk. Appena cinque mesi dopo, Evermore ha tutti gli aspetti del sequel del sopracitato Folklore, o del suo album gemello. Tanto più che sono nuovamente presenti sia Bon Iver che The National. Mentre le Haim e Marcus Mumford dei Mumford & Sons vanno ad aggiungersi alla lista di ospiti di classe. Taylor Swift mantiene indosso l’abito da cantastorie folk-pop, ed è più introspettiva che mai. Le sue canzoni sono una precisa fusione di fatti reali e fantasiosi sogni ad occhi aperti. Ovviamente, questo album non ha avuto lo stesso effetto sorpresa del precedente. Ma questo non ha impedito alla star di scrivere testi impegnati e forti, con argomenti che spaziano dalla vita come celebrità (Gold Rush e Dorothea), a temi come la separazione (Happiness) o come il tramonto di un amore (Tollerate It). Dice di aver trascorso il 2020 scrivendo, scrivendo, scrivendo, e la sua penna si è chiaramente rafforzata. Non tutte le sue canzoni sono dello stesso calibro e Folklore rimane generalmente superiore. Ma nel complesso, tutte queste registrazioni del 2020 l’hanno catapultata in un altro universo. L’affascinante business artigianale che Taylor Swift gestisce è riuscito a scuotere i canoni del pop, rendendoli ancora più personali ed universali. Staremo a vedere come diventerà il (suo) mondo d’ora in avanti... © Marc Zisman/Qobuz

Musica alternativa e indie - Uscito il 28 gennaio 2021 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 18 agosto 2020 | Taylor Swift

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Country - Uscito il 12 febbraio 2021 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 24 luglio 2020 | Taylor Swift

Musica alternativa e indie - Uscito il 27 agosto 2020 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 25 novembre 2020 | Taylor Swift

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Musica alternativa e indie - Uscito il 11 dicembre 2020 | Taylor Swift

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Dopo essere stata la principessa di Nashville e poi la regina del pop mondiale, Taylor Swift è forse diventata la dea dell’indie folk? Obbligata dal confinamento, con mezzi ridotti e un cast stringato, nell’estate 2020 ha pubblicato Folklore. Un album prodotto da Aaron Dessner dei The National su cui ha duettato con Justin Vernon dei Bon Iver. Privo hit pop, beat massicci e caratterizzato da una strumentazione molto sobria (che mescola pianoforte, chitarra acustica, mellotron, mandolino e slide), è un vero e proprio album folk. Appena cinque mesi dopo, Evermore ha tutti gli aspetti del sequel del sopracitato Folklore, o del suo album gemello. Tanto più che sono nuovamente presenti sia Bon Iver che The National. Mentre le Haim e Marcus Mumford dei Mumford & Sons vanno ad aggiungersi alla lista di ospiti di classe. Taylor Swift mantiene indosso l’abito da cantastorie folk-pop, ed è più introspettiva che mai. Le sue canzoni sono una precisa fusione di fatti reali e fantasiosi sogni ad occhi aperti. Ovviamente, questo album non ha avuto lo stesso effetto sorpresa del precedente. Ma questo non ha impedito alla star di scrivere testi impegnati e forti, con argomenti che spaziano dalla vita come celebrità (Gold Rush e Dorothea), a temi come la separazione (Happiness) o come il tramonto di un amore (Tollerate It). Dice di aver trascorso il 2020 scrivendo, scrivendo, scrivendo, e la sua penna si è chiaramente rafforzata. Non tutte le sue canzoni sono dello stesso calibro e Folklore rimane generalmente superiore. Ma nel complesso, tutte queste registrazioni del 2020 l’hanno catapultata in un altro universo. L’affascinante business artigianale che Taylor Swift gestisce è riuscito a scuotere i canoni del pop, rendendoli ancora più personali ed universali. Staremo a vedere come diventerà il (suo) mondo d’ora in avanti... © Marc Zisman/Qobuz

L'interprete

Taylor Swift nella rivista