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Artisti simili

Gli album

CD13,99 €

Pop - Uscito il 01 gennaio 1991 | Virgin EMI

Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz
Dopo ...And Justice for All, i Metallica hanno pensato che forse era giunta l'ora di semplificare e assottigliare il loro suono. Questa scelta non solo aveva senso da un punto di vista musicale, ma presentava anche la opportunità di rendere la loro musica più commerciale, e Metallica ci riesce su entrambi i punti. Le migliori canzoni sono più melodiche e immediate, i ritmi schiaccianti di “Enter Sandman”, “Sad But True” e “Wherever I May Roam” restano conficcati dentro strutture tradizionali, mentre che la produzione frizzante e professionale di Bob Rock aumenta la loro accessibilità. “The Unforgiven” e “Nothing Else Matters” evitano i riff di chitarra laceranti che di solito sfregiavano le ballate del gruppo. In breve, Metallica è un buon, anziché ottimo, album. I suoi migliori momenti hanno meritoriamente assegnato alla banda la corona del heavy metal, ma il suo approccio già preannunciava il declino creativo. © Steve Huey /TiVo
CD139,99 €

Metal - Uscito il 03 marzo 1986 | UMC (Universal Music Catalogue)

Riconoscimenti Best New Reissue
Metallica più forti dei Beatles? In termini di potenza sonora, è indubbio, ma se ci si limita al lavoro delle riedizioni rimasterizzate accompagnate da "alcuni" bonus, la palma verrà aggiudicata anche ai Four Horsemen, se non altro se si paragona questa edizione "deluxe" del terzo album al Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band Anniversary (Edition Super Deluxe) dei Fab Four. Qui, troverete l’equivalente di non meno di dieci CD stracolmi per questo Master Of Puppets che alcuni, a torto o a ragione, considerano precisamente come il Sgt. Pepper's dei Metallica. È vero che sarà molto difficile trovare un difetto nella corazza di questo monumento. E la sua lunga gestazione, valorizzata attraverso gli archivi in diverse fasi dello sviluppo, contribuirà a rafforzare il sentimento che il gruppo fosse stato illuminato in quel preciso momento della sua evoluzione. Ciò che quei rari oppositori criticano essenzialmente a questo album, è il fatto di non essere stato abbastanza sorprendente quanto i due precedenti. Di fatto, la struttura generale di Master... e la maggior parte dei suoi titoli possono essere paragonati a Ride The Lightning, fin dal primo titolo ultra-veloce, Battery, nella vena diFight Fire With Fire, per arrivare al finale epico su Damage Inc. che evoca terribilmente una versione accelerata di Creeping Death, passando dalla ballata fasulla a metà del percorso, Welcome Home (Sanitarium), che riprende sensibilmente gli stessi ingredienti di Fade To Black, senza dimenticare uno strumentale finemente lavorato, Orion, la cui parentela con The Call Of Ktulu è comunque molto vaga... Ma, se possiamo effettivamente considerare questo terzo sforzo come una sintesi dei due precedenti, non potremo negare che Master…. è nettamente più compiuto, nella misura in cui, per la prima volta, i Metallica hanno avuto il tempo e i mezzi per perfezionare le proprie composizioni fino a raggiungere uno stadio che sfiora la perfezione. Perfino paragonato a produzioni recenti, l’album resta tecnicamente inarrestabile e ineguagliabile. Nello specifico, l’interesse di questa edizione rimasterizzata non è tanto il relifting effettuato sull’opera di base, ma piuttosto tutto ciò che l’accompagna. Con i Metallica, siamo stati abituati fin dal loro primo concerto ufficiale dal vivo, Live Shit: Binge & Purge, a non vedere le cose lasciate a metà. Ma questo, supera tutto, perfino se lo si paragona alle riedizioni di Kill 'em All e Ride The Lightning. Il gruppo ha tirato fuori tutto il suo potenziale e selezionato il meglio di sé per arricchire l’album da tutti i punti di vista. Prima di tutto, ci diletteremo con i numerosi abbozzi che non possiamo che consigliare ai musicisti in erba. Stessa cosa per i bozzetti nei diversi stadi d’avanzamento e le versioni strumentali che rivelano più di un dettaglio che non avevamo necessariamente colto finora. È vero, non avremo necessariamente voglia di riascoltare a ripetizione gli estratti delle cassette personali di James (con le sue "wanananana") e Kirk, o perfino le versioni "writing in progress" registrate nel famoso "garage" dei Metallica... Tuttavia i due punti d’organo di questi archivi, The Prince, in un primo approccio riuscitissimo del titolo preso in prestito a Diamond Head, e la ripresa di Fang, The Money Will Roll Right In, abbandonato strada facendo, meritano di essere ascoltati a più riprese. Quest’album non creava discrepanze tra i fan se non per sapere se esso meriti il titolo di migliore dei Metallica o quello del secondo o del terzo, anche se non si spinge mai fino al quarto. La nuova prospettiva che vi proponiamo non potrà che convincere più di uno a raggiungere il primo campo. Ma, aldilà della meritata e più che convincente esaltazione di Master…, non bisogna dimenticare che si tratta anche del compimento incontestabile del periodo con Cliff Burton. Un periodo che si distingue facilmente dagli altri perché il basso godeva di un rilievo importante. È ovvio. Cliff infatti non era un semplice bassista ma anche un elemento trainante in termini di creatività e ispirazione, e aveva inoltre un carattere generoso e posato che equilibrava, o meglio, "armonizzava" le relazioni dei Metallica. Lo ritroveremo più tardi, il suo ruolo di mediatore mancherà più di una volta tra Lars Ulrich e James Hetfield. Alcuni potranno perfino chiedersi se Kirk Hammett non abbia più o meno smesso di progredire dopo questo album, senza i continui stimoli, mentali e strumentali, di Cliff. Il ruolo del bassista è più che evidente nei concerti proposti qui, che per alcuni hanno sonorità eccezionali. Da notare inoltre la presenza dell’ultimissimo concerto con Cliff, al Solnahallen di Stockholm, il 26 settembre del 1986, alcune ore prima dell’incidente del bus ufficiale del tour che gli costò la vita. Quindi nessuno si sognerà di lamentarsi per la qualità "bootleg" della registrazione. Qualsiasi cosa abbia potuto dare al gruppo Jason Newsted, del quale scopriamo le audizioni e il primo concerto con i Metallica, il gruppo ha perso ben più di un semplice musicista alla scomparsa di Cliff Burton. L’argomento principale di coloro che collocano Master… in cima al podio, è che ciò che manca a …And Justice For All o perfino al «black album» (Metallica), è Cliff Burton, punto e basta! Nella cura data alla riedizione di Master…, è chiaro che Lars, James e Kirk hanno voluto rendere un ultimo e degno omaggio a colui che aveva dato loro tanto. © JPS/Qobuz
CD13,99 €

Metal - Uscito il 01 gennaio 2008 | Virgin EMI

Riconoscimenti 8/10 de Volume
Il piacere di Death Magnetic è di ascoltare i Metallica suonare ancora come i Metallica. Le canzoni individuali hanno una secondaria importanza rispetto al modo in cui la band suona, sputa, ringhia e rimonta, al modo in cui sembra viva. I Metallica non replicano le mosse compiute negli anni 80, essi sono rinvigoriti dallo spirito dei loro primi anni, aggiungendo le sfumature che hanno imparato negli anni 90, che si tratti di tensione sinfonica o dell'introduzione di colpi di blues congelati attraverso il trash. E difficile non emozionarsi davanti al controllo dell'aggressione e dell'escalation dei Metallica. E' innegabile che la band è più matura d'età e sistemata, non più alimentata dalla fame e dal testosterone che resero i suoi album degli anni 80 così avvincenti, tuttavia in Death Magnetic più matura negli anni non significa meno potente. © Stephen Thomas Erlewine /TiVo
CD21,99 €
S&M

Pop - Uscito il 01 gennaio 1999 | Virgin EMI

CD12,49 €

Metal - Uscito il 26 luglio 1984 | Virgin EMI

Libretto
CD13,99 €

Rock - Uscito il 01 febbraio 2019 | Virgin EMI

CD9,99 €

Metal - Uscito il 03 marzo 1986 | UMC (Universal Music Catalogue)

Metallica più forti dei Beatles? In termini di potenza sonora, è indubbio, ma se ci si limita al lavoro delle riedizioni rimasterizzate accompagnate da "alcuni" bonus, la palma verrà aggiudicata anche ai Four Horsemen, se non altro se si paragona questa edizione "deluxe" del terzo album al Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band Anniversary (Edition Super Deluxe) dei Fab Four. Qui, troverete l’equivalente di non meno di dieci CD stracolmi per questo Master Of Puppets che alcuni, a torto o a ragione, considerano precisamente come il Sgt. Pepper's dei Metallica. È vero che sarà molto difficile trovare un difetto nella corazza di questo monumento. E la sua lunga gestazione, valorizzata attraverso gli archivi in diverse fasi dello sviluppo, contribuirà a rafforzare il sentimento che il gruppo fosse stato illuminato in quel preciso momento della sua evoluzione. Ciò che quei rari oppositori criticano essenzialmente a questo album, è il fatto di non essere stato abbastanza sorprendente quanto i due precedenti. Di fatto, la struttura generale di Master... e la maggior parte dei suoi titoli possono essere paragonati a Ride The Lightning, fin dal primo titolo ultra-veloce, Battery, nella vena diFight Fire With Fire, per arrivare al finale epico su Damage Inc. che evoca terribilmente una versione accelerata di Creeping Death, passando dalla ballata fasulla a metà del percorso, Welcome Home (Sanitarium), che riprende sensibilmente gli stessi ingredienti di Fade To Black, senza dimenticare uno strumentale finemente lavorato, Orion, la cui parentela con The Call Of Ktulu è comunque molto vaga... Ma, se possiamo effettivamente considerare questo terzo sforzo come una sintesi dei due precedenti, non potremo negare che Master…. è nettamente più compiuto, nella misura in cui, per la prima volta, i Metallica hanno avuto il tempo e i mezzi per perfezionare le proprie composizioni fino a raggiungere uno stadio che sfiora la perfezione. Perfino paragonato a produzioni recenti, l’album resta tecnicamente inarrestabile e ineguagliabile. Nello specifico, l’interesse di questa edizione rimasterizzata non è tanto il relifting effettuato sull’opera di base, ma piuttosto tutto ciò che l’accompagna. Con i Metallica, siamo stati abituati fin dal loro primo concerto ufficiale dal vivo, Live Shit: Binge & Purge, a non vedere le cose lasciate a metà. Ma questo, supera tutto, perfino se lo si paragona alle riedizioni di Kill 'em All e Ride The Lightning. Il gruppo ha tirato fuori tutto il suo potenziale e selezionato il meglio di sé per arricchire l’album da tutti i punti di vista. Prima di tutto, ci diletteremo con i numerosi abbozzi che non possiamo che consigliare ai musicisti in erba. Stessa cosa per i bozzetti nei diversi stadi d’avanzamento e le versioni strumentali che rivelano più di un dettaglio che non avevamo necessariamente colto finora. È vero, non avremo necessariamente voglia di riascoltare a ripetizione gli estratti delle cassette personali di James (con le sue "wanananana") e Kirk, o perfino le versioni "writing in progress" registrate nel famoso "garage" dei Metallica... Tuttavia i due punti d’organo di questi archivi, The Prince, in un primo approccio riuscitissimo del titolo preso in prestito a Diamond Head, e la ripresa di Fang, The Money Will Roll Right In, abbandonato strada facendo, meritano di essere ascoltati a più riprese. Quest’album non creava discrepanze tra i fan se non per sapere se esso meriti il titolo di migliore dei Metallica o quello del secondo o del terzo, anche se non si spinge mai fino al quarto. La nuova prospettiva che vi proponiamo non potrà che convincere più di uno a raggiungere il primo campo. Ma, aldilà della meritata e più che convincente esaltazione di Master…, non bisogna dimenticare che si tratta anche del compimento incontestabile del periodo con Cliff Burton. Un periodo che si distingue facilmente dagli altri perché il basso godeva di un rilievo importante. È ovvio. Cliff infatti non era un semplice bassista ma anche un elemento trainante in termini di creatività e ispirazione, e aveva inoltre un carattere generoso e posato che equilibrava, o meglio, "armonizzava" le relazioni dei Metallica. Lo ritroveremo più tardi, il suo ruolo di mediatore mancherà più di una volta tra Lars Ulrich e James Hetfield. Alcuni potranno perfino chiedersi se Kirk Hammett non abbia più o meno smesso di progredire dopo questo album, senza i continui stimoli, mentali e strumentali, di Cliff. Il ruolo del bassista è più che evidente nei concerti proposti qui, che per alcuni hanno sonorità eccezionali. Da notare inoltre la presenza dell’ultimissimo concerto con Cliff, al Solnahallen di Stockholm, il 26 settembre del 1986, alcune ore prima dell’incidente del bus ufficiale del tour che gli costò la vita. Quindi nessuno si sognerà di lamentarsi per la qualità "bootleg" della registrazione. Qualsiasi cosa abbia potuto dare al gruppo Jason Newsted, del quale scopriamo le audizioni e il primo concerto con i Metallica, il gruppo ha perso ben più di un semplice musicista alla scomparsa di Cliff Burton. L’argomento principale di coloro che collocano Master… in cima al podio, è che ciò che manca a …And Justice For All o perfino al «black album» (Metallica), è Cliff Burton, punto e basta! Nella cura data alla riedizione di Master…, è chiaro che Lars, James e Kirk hanno voluto rendere un ultimo e degno omaggio a colui che aveva dato loro tanto. © JPS/Qobuz
CD21,99 €

Pop - Uscito il 01 gennaio 1998 | Virgin EMI

CD13,99 €

Metal - Uscito il 25 agosto 1988 | Virgin EMI

CD12,49 €

Metal - Uscito il 24 luglio 1983 | Virgin EMI

Libretto
CD139,99 €

Metal - Uscito il 25 agosto 1988 | UMC (Universal Music Catalogue)

Come se dare un degno seguito all’incomparabile monumento costituito Masters Of Puppets non fosse un ostacolo abbastanza arduo, i Metallica dovevano anche superare la scomparsa di Cliff Burton, che, oltre a un bassista, era una specie di guida spirituale e un musicista essenziale. È vero che più tardi hanno fatto ricorso a uno psicologo (vedere il film Some Kind Of Monster), ma era senza dubbio al momento di lanciarsi nella preparazione di questo quarto album che Lars Ulrich, James Hetfield e Kirk Hammett ne avrebbero avuto più bisogno. E probabilmente anche quel povero Jason Newsted, per capire meglio il percorso che lo portò a diventare il capro espiatorio del gruppo, soprattutto in questo album in cui venne semplicemente "eliminato" durante il mixaggio. Anche se Lars e James avevano dichiarato di non remixare …AJFA per reintegrare il basso, questo strumento è presente in modo molto più netto in questa nuova versione. Esattamente come nei parecchi brani dal vivo contenuti in questa riedizione.Coscientemente o meno, i tre sopravvissuti a quell’incidente d’autobus durante il tour, che fu invece fatale per Cliff il 27 settembre 1986, hanno cercato di registrare l’album che sarebbe piaciuto a quest’ultimo. Sapendo che proprio lui aveva contribuito ad ampliare in modo decisivo l'universo musicale del gruppo, lui che aveva avuto un’educazione musicale di ottimo livello, che apprezzava sia Bach sia il rock progressivo di alto respiro di Rush, King Crimson e Yes, passando per il punk dei Misfits, l’hard rock tinto di blues di Thin Lizzy e il rock dal sapore meridionale di Lynyrd Skynyrd e degli Allman Brothers… È chiaro che Lars e James avevano preso il controllo dei Metallica in quel periodo, ma hanno anche spinto al limite le composizioni lambiccate, visto che il contenuto di …AJFA si trasforma in un armadio enorme di cui è impossibile contare i cassetti. Si sente che per tutto il tempo della gestazione dei nove brani di questo doppio album (con la consapevolezza di star vivendo gli ultimi giorni di gloria del vinile) la fatica non è stata poca per Kirk e soprattutto per Jason, come dimostrato dai numerosi abbozzi e campioni proposti con questa riedizione (dalle prime cassette audio di James del 1986 alle sedute a gruppo completo tra l’ottobre 1987 e il gennaio 1988).Per quanto l’ombra di Cliff plani sull’album più "progressivo" dei Metallica, che non tutti hanno amato alla sua uscita, in seguito il gruppo prenderà tutt’altra direzione. D’altra parte, era difficile andare ancora più lontano nel delirio sperimentale. Paradossalmente, è proprio in …AJFA che troviamo il primo successo “urbi et orbi” del quartetto: One, o almeno la sua versione abbreviata che ha potuto essere trasmessa da tutte le radio, o su MTV grazie al primo videoclip in assoluto dei Metallica. © Jean-Pierre Sabouret/Qobuz
CD23,49 €

Rock - Uscito il 18 novembre 2016 | Virgin EMI

Hardwired… To Self-Destruct: due dischi e circa settanta minuti di musica che firmano grande il ritorno dei Metallica, dopo otto anni di silenzio. Per il loro decimo album in studio la band californiana propone dodici brani inediti, fra cui i singoli: “Hardwired”, “Moth Into Flame” e “Atlas, Rise!”. In più “Murder One”, un intero pezzo dedicato a Lemmy Kilmister, celebre leader dei Motörhead scomparso nel 2015. Il disco è prodotto da James Hetfield insieme a Lars Ulrich e Greg Fidelman. © TiVo
CD19,49 €

Rock - Uscito il 18 novembre 2016 | Virgin EMI

Hardwired… To Self-Destruct: due dischi e circa settanta minuti di musica che firmano grande il ritorno dei Metallica, dopo otto anni di silenzio. Per il loro decimo album in studio la band californiana propone dodici brani inediti, fra cui i singoli: “Hardwired”, “Moth Into Flame” e “Atlas, Rise!”. In più “Murder One”, un intero pezzo dedicato a Lemmy Kilmister, celebre leader dei Motörhead scomparso nel 2015. Il disco è prodotto da James Hetfield insieme a Lars Ulrich e Greg Fidelman. © TiVo
CD13,99 €

Pop - Uscito il 01 gennaio 1996 | Virgin EMI

CD13,99 €

Pop - Uscito il 01 gennaio 1997 | Virgin EMI

HI-RES19,49 €
CD13,99 €

Metal - Uscito il 03 marzo 1986 | UMC (Universal Music Catalogue)

Hi-Res
Metallica più forti dei Beatles? In termini di potenza sonora, è indubbio, ma se ci si limita al lavoro delle riedizioni rimasterizzate accompagnate da "alcuni" bonus, la palma verrà aggiudicata anche ai Four Horsemen, se non altro se si paragona questa edizione "deluxe" del terzo album al Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band Anniversary (Edition Super Deluxe) dei Fab Four. Qui, troverete l’equivalente di non meno di dieci CD stracolmi per questo Master Of Puppets che alcuni, a torto o a ragione, considerano precisamente come il Sgt. Pepper's dei Metallica. È vero che sarà molto difficile trovare un difetto nella corazza di questo monumento. E la sua lunga gestazione, valorizzata attraverso gli archivi in diverse fasi dello sviluppo, contribuirà a rafforzare il sentimento che il gruppo fosse stato illuminato in quel preciso momento della sua evoluzione. Ciò che quei rari oppositori criticano essenzialmente a questo album, è il fatto di non essere stato abbastanza sorprendente quanto i due precedenti. Di fatto, la struttura generale di Master... e la maggior parte dei suoi titoli possono essere paragonati a Ride The Lightning, fin dal primo titolo ultra-veloce, Battery, nella vena diFight Fire With Fire, per arrivare al finale epico su Damage Inc. che evoca terribilmente una versione accelerata di Creeping Death, passando dalla ballata fasulla a metà del percorso, Welcome Home (Sanitarium), che riprende sensibilmente gli stessi ingredienti di Fade To Black, senza dimenticare uno strumentale finemente lavorato, Orion, la cui parentela con The Call Of Ktulu è comunque molto vaga... Ma, se possiamo effettivamente considerare questo terzo sforzo come una sintesi dei due precedenti, non potremo negare che Master…. è nettamente più compiuto, nella misura in cui, per la prima volta, i Metallica hanno avuto il tempo e i mezzi per perfezionare le proprie composizioni fino a raggiungere uno stadio che sfiora la perfezione. Perfino paragonato a produzioni recenti, l’album resta tecnicamente inarrestabile e ineguagliabile. Nello specifico, l’interesse di questa edizione rimasterizzata non è tanto il relifting effettuato sull’opera di base, ma piuttosto tutto ciò che l’accompagna. Con i Metallica, siamo stati abituati fin dal loro primo concerto ufficiale dal vivo, Live Shit: Binge & Purge, a non vedere le cose lasciate a metà. Ma questo, supera tutto, perfino se lo si paragona alle riedizioni di Kill 'em All e Ride The Lightning. Il gruppo ha tirato fuori tutto il suo potenziale e selezionato il meglio di sé per arricchire l’album da tutti i punti di vista. Prima di tutto, ci diletteremo con i numerosi abbozzi che non possiamo che consigliare ai musicisti in erba. Stessa cosa per i bozzetti nei diversi stadi d’avanzamento e le versioni strumentali che rivelano più di un dettaglio che non avevamo necessariamente colto finora. È vero, non avremo necessariamente voglia di riascoltare a ripetizione gli estratti delle cassette personali di James (con le sue "wanananana") e Kirk, o perfino le versioni "writing in progress" registrate nel famoso "garage" dei Metallica... Tuttavia i due punti d’organo di questi archivi, The Prince, in un primo approccio riuscitissimo del titolo preso in prestito a Diamond Head, e la ripresa di Fang, The Money Will Roll Right In, abbandonato strada facendo, meritano di essere ascoltati a più riprese. Quest’album non creava discrepanze tra i fan se non per sapere se esso meriti il titolo di migliore dei Metallica o quello del secondo o del terzo, anche se non si spinge mai fino al quarto. La nuova prospettiva che vi proponiamo non potrà che convincere più di uno a raggiungere il primo campo. Ma, aldilà della meritata e più che convincente esaltazione di Master…, non bisogna dimenticare che si tratta anche del compimento incontestabile del periodo con Cliff Burton. Un periodo che si distingue facilmente dagli altri perché il basso godeva di un rilievo importante. È ovvio. Cliff infatti non era un semplice bassista ma anche un elemento trainante in termini di creatività e ispirazione, e aveva inoltre un carattere generoso e posato che equilibrava, o meglio, "armonizzava" le relazioni dei Metallica. Lo ritroveremo più tardi, il suo ruolo di mediatore mancherà più di una volta tra Lars Ulrich e James Hetfield. Alcuni potranno perfino chiedersi se Kirk Hammett non abbia più o meno smesso di progredire dopo questo album, senza i continui stimoli, mentali e strumentali, di Cliff. Il ruolo del bassista è più che evidente nei concerti proposti qui, che per alcuni hanno sonorità eccezionali. Da notare inoltre la presenza dell’ultimissimo concerto con Cliff, al Solnahallen di Stockholm, il 26 settembre del 1986, alcune ore prima dell’incidente del bus ufficiale del tour che gli costò la vita. Quindi nessuno si sognerà di lamentarsi per la qualità "bootleg" della registrazione. Qualsiasi cosa abbia potuto dare al gruppo Jason Newsted, del quale scopriamo le audizioni e il primo concerto con i Metallica, il gruppo ha perso ben più di un semplice musicista alla scomparsa di Cliff Burton. L’argomento principale di coloro che collocano Master… in cima al podio, è che ciò che manca a …And Justice For All o perfino al «black album» (Metallica), è Cliff Burton, punto e basta! Nella cura data alla riedizione di Master…, è chiaro che Lars, James e Kirk hanno voluto rendere un ultimo e degno omaggio a colui che aveva dato loro tanto. © JPS/Qobuz
HI-RES19,49 €
CD13,99 €

Rock - Uscito il 25 agosto 1991 | Virgin EMI

Hi-Res
CD21,99 €

Rock - Uscito il 01 gennaio 1993 | Virgin EMI

CD97,99 €

Metal - Uscito il 24 luglio 1983 | Virgin EMI

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Pop - Uscito il 01 gennaio 2003 | Virgin EMI