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Musica concertante - Uscito il 10 novembre 2014 | Warner Classics

Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice - 4 étoiles Classica
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Classica - Uscito il 13 maggio 2016 | Deutsche Grammophon (DG)

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice - Choc de Classica
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Classica - Uscito il 17 febbraio 2014 | Deutsche Grammophon (DG)

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice
Recorded live in Lucerne, Switzerland, in 2013, shortly before the death of conductor Claudio Abbado (who must have been quite ill at the time), this pair of Mozart piano concertos stands as a fitting valediction to his legacy. The liquid playing of star pianist Martha Argerich is a major contributor to the success of the performances, it's true. But really this is a Mozart performance shaped by the conductor, and Abbado's subtlety in his old age is remarkable to hear. In the Piano Concerto No. 20 in D minor, K. 466, he generates a great deal of tension without resorting to the Beethovenian mode of expression that is the norm for this concerto these days. The turn to D major at the end of the finale is utterly delightful in the hands of Abbado and Argerich, not a Romantic conceit like sunlight breaking through storm clouds but a quintessentially ingenious Mozartian ornament. The Piano Concerto No. 25 in C major, K. 503, Mozart's longest concerto, offers a lot to chew on, with the framework of the vast first movement and its almost neutral thematic material developed in large motions. The live sound is impressively clear, and in general this is a marvelous statement from the last months of a great conductor's life. © TiVo
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Classica - Uscito il 13 maggio 2013 | Warner Classics

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Record of the Month - Gramophone Editor's Choice
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Classica - Uscito il 23 febbraio 1995 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz - HD Audio
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Musica concertante - Uscito il 01 settembre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica
L’edizione 2015 del Festival di Lugano era stata estremamente ricca, con numerosi momenti esclusivi particolarmente esaltanti (Trio di Brahms, Sonata per due pianoforti di Poulenc). L’edizione 2016 conoscerà a sua volta un grande momento con la sublime Martha che, per la prima volta dopo più di trent’anni, ha deciso di suonare sul palco Gaspard de la nuit di Ravel. L’artista era stressata all’idea di doversi confrontare con quello che era stato un suo grande successo quarant’anni prima – nel 1974, aveva inciso per Deutsche Grammophon un LP Ravel che riuniva Gaspard, la Sonatine e i Valses nobles et sentimentales, rimasto impresso nella memoria collettiva nonostante la scarsa qualità del suono. Dal vivo, c’è ovviamente tutta la magia di una sonorità che si svela appieno, e la continuità di una visione. Il tono stregato di Le Gibet lascia il segno, lo spirito folletto di Scarbo irrompe letteralmente, mentre Ondine, assolutamente luminosa, urla le sue reminiscenze lisztiane ricordando al tempo stesso Une barque sur l'océan scritta qualche anno prima. La serie delle testimonianze di questo Festival di Lugano 2016 è, come sempre, estremamente variegata. Si parte dalla rarità di repertorio che rappresenta ancora oggi il Concerto per violino di Busoni, in Re maggiore (come quelli di Beethoven, Brahms, Tchaikovsky), recante anch’esso il numero di opus 35 (come quelli di Tchaikovsky, Korngold) sotto l’archetto deciso di Renaud Capuçon. Sul versante pianoforti, un classico del repertorio Argerich, la Sonata per pianoforti K. 448 di Mozart, che da qualche anno a questa parte ella ama regolarmente suonare con i suoi amici, nel caso specifico con Sergey Babayan. Senza dimenticare il sentitissimo Trio per corno di Brahms eseguito dal trio Capuçon, Angelich & Guerrier (indimenticabile una versione del 2015 senza corno), e soprattutto la Sonata di Bach eseguita da Martha Argerich e Tedi Papavrami, che potrebbe farci dimenticare la mancanza, da parte di questo duo, delle altre cinque opere scritte da Bach per la stessa formazione. Impossibile non spendere un’ulteriore parola sul momento, breve ma sempre così entusiasmante, del duo Tiempo & Lechner, che ci regala qui due danze di De Falla. Durante questa edizione 2016, la Argerich ha suonato anche il Concerto in Sol maggiore di Ravel. Non è forse la sua versione più straordinaria, ma ascoltare i suoi fraseggi, i suoi accenti, le sue sfumature così personali nell’Adagio assai rimane pur sempre una fonte di emozione rara. Ci auguriamo che il Festival di Lugano possa resuscitare tra qualche anno con la partecipazione di generosi mecenati nostalgici di tanti momenti di ineguagliabile bellezza. © PYL
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Classica - Uscito il 28 febbraio 2011 | Warner Classics

Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice
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Classica - Uscito il 01 gennaio 1967 | Deutsche Grammophon (DG)

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Musica concertante - Uscito il 13 maggio 2016 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
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Classica - Uscito il 23 marzo 2018 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
Amorevolmente stretta a Sergej Babayan, lo sguardo perduto nel vuoto, come Giulietta con il suo Romeo, Martha Argerich sembra abbia voluto stare al gioco del marketing sulla copertina di quest’album pubblicato da Deutsche Grammophon, il suo editore storico, con il titolo Prokofiev for Two. Opere note e tuttavia inedite in questa forma, poiché tutti i diciannove pezzi sono trascrizioni particolarmente riuscite di Sergej Babayan. Più della metà dell’album è dedicata ad estratti del balletto Romeo e Giulietta, opera quanto mai sinfonica, che però suona dannatamente bene sotto le venti dita di questi due pianisti d’eccezione, che danno fuoco alle polveri. Il resto del disco è tratto da diverse musiche di scena, Amleto, Evgenij Onegin, e dall’opera Guerra e pace. Un album corroborante, con una Martha Argerich presto ottantenne che non ha perso nulla della sua tecnica straordinaria. Quanto al pianista armeno Sergej Babayan, allievo di Michail Pletnëv ed insegnante di Daniil Trifonov, sembra divertirsi nelle sue stesse trascrizioni, con la partner e amica di lunga data. © François Hudry/Qobuz
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Musica da camera - Uscito il 19 maggio 2014 | Warner Classics

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Classica - Uscito il 01 gennaio 1988 | Decca Music Group Ltd.

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Classica - Uscito il 01 gennaio 2010 | Deutsche Grammophon (DG)

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Classica - Uscito il 01 gennaio 1987 | Deutsche Grammophon (DG)

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Musica sinfonica - Uscito il 13 ottobre 2017 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
This live recording is being billed as a kind of youth-in-old-age romp from the 76-year-old Martha Argerich and the 82-year-old Seiji Ozawa. And so it is. In the Piano Concerto No. 1 in C major of Beethoven, Op. 15, Argerich, despite talk that she is slowing down, is fully her playful self, and a bit of sampling anywhere that soloist and orchestra are both active should convince you of the joy that comes from hearing a soloist and conductor who have done this often enough to have a sixth sense of what's coming from the other, and to act on that knowledge on the fly. This is an unusually strong performance of this concerto, actually Beethoven's second, that catches its brashness and its sense of breaking the mold at every turn. But there's an even better aspect to the album: it's one of just a few documents recording the collaboration between Ozawa and Japan's Mito Chamber Orchestra, an organization he helped found, for which he recruited the musicians, and which he has continued to conduct even as his high-flying international career has continued. The group does not have the pristine sound one may associate with Japanese groups, and that may be all to the good: it is brisk, fresh, and, in Ozawa's hands, a bit brusque. It also has a fabulous sense of ensemble in the Beethoven Symphony No. 1 in C major, Op. 21, which you may find even more compelling than the concerto: the tension in the opening movement from the very first unexpected subdominant harmony reflects the implications of that opening better than other recordings out there. A real find, and a little landmark in Japanese music-making. © TiVo
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Classica - Uscito il 27 maggio 2016 | Sony Classical

Libretto Riconoscimenti Diapason d'or
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Classica - Uscito il 01 gennaio 2012 | Deutsche Grammophon (DG)

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Classica - Uscito il 23 febbraio 1995 | Deutsche Grammophon (DG)

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Musica concertante - Uscito il 08 maggio 2015 | Warner Classics

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Classica - Uscito il 01 gennaio 1983 | Decca Music Group Ltd.

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