Artisti simili

Gli album

12,49 €22,49 €

Jazz - Uscito il 21 febbraio 2011 | Nonesuch

Libretto Riconoscimenti 4F de Télérama - La discoteca ideale Qobuz - Indispensable JAZZ NEWS - The Qobuz Standard
12,49 €16,99 €

Jazz - Uscito il 26 settembre 1995 | Warner Jazz

Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz - Discografia insolita Qobuz - The Qobuz Standard
14,49 €17,49 €
12,49 €14,99 €

Jazz - Uscito il 03 giugno 2016 | Nonesuch

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4F de Télérama - Indispensable JAZZ NEWS
13,49 €20,49 €

Jazz contemporaneo - Uscito il 14 settembre 2012 | Nonesuch

Libretto Riconoscimenti 4F de Télérama - Sélection JAZZ NEWS
8,91 €

Jazz - Uscito il 17 marzo 2005 | Fresh Sound Records

Riconoscimenti 4F de Télérama - Choc Jazz Magazine
14,49 €22,49 €
12,49 €19,49 €

Jazz - Uscito il 09 marzo 2018 | Nonesuch

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 Sterne Fono Forum Jazz
Senza essere la prova del fuoco obbligata, la montagna Johann Sebastian Bach è sempre stata un’attraente calamita per tanti jazzisti. Al punto che nomi come Jacques Loussier, Keith Jarrett, il Modern Jazz Quartet, Dan Tepfer o Edouard Ferlet ‒ solo per citarne alcuni ‒ hanno affrontato di petto e una buona volta per tutte l’opera del Kantor di Lipsia. Brad Mehldau ha fatto una scelta ibrida. Difatti, il pianista americano non pubblica un album jazz in senso stretto – fan di «Bach in versione jazz» astenersi – ma mescola Bach (quattro preludi e una fuga) a brani personali e contemporanei, stabilendo una specie di dialogo con le opere originali. A rendere ancora più interessante l’esercizio è il fatto che parte dell’opera di Bach prende la forma dell’improvvisazione. Quanto allo stile e alle composizioni personali di Mehldau, entrambi hanno sempre racchiuso elementi che rimandano al compositore tedesco. Che i jazzisti apprezzino la forza ritmica della scrittura di Bach è cosa nota. Qui, però, il pianista ha concepito il disco nella sua globalità, senza mai cercare di separare le proprie opere da quelle dell’altro. Di conseguenza, il risultato può disorientare sulle prime (soprattutto per chi conosce i preludi e le fughe di origine) ma affascinare alla lunga. Perché After Bach non è mai una messa in mostra (Mehldau non ne ha bisogno, essendo il suo virtuosismo e la sua levatura dei dati di fatto ormai) quanto più un’affascinante riflessione sull’evoluzione di uno spartito attraverso i secoli. © Marc Zisman/Qobuz
14,49 €17,49 €
12,49 €14,99 €

Jazz - Uscito il 18 maggio 2018 | Nonesuch

Hi-Res Riconoscimenti Indispensable JAZZ NEWS
Brad Mehldau e la sua affezionata sezione ritmica composta dal batterista Jeff Ballard e dal contrabbassista Larry Grenadier accostano in questo nuovo disco tre composizioni originali e cover di classici del pop (Paul McCartney, Brian Wilson), del jazz (Elmo Hope, Sam Rivers) e del Great American Songbook (Almost Like Being In Love). Senza sconvolgere i codici di quest’incredibile formazione, Seymour Reads The Constitution! è un disco che ribadisce la forte intesa esistente tra i suoi membri, sempre molto ispirati nelle loro improvvisazioni come nelle loro interazioni. L’album Blues And Ballads pubblicato nel 2016 era già una sorta di vertice, ma questa release 2018 risulta ancora più inebriante data l’incredibile versatilità e la pluralità di suoni sprigionate dal pianoforte di Mehldau. Che questo virtuoso americano potesse suonare di tutto non è una novità. Ma con Seymour Reads The Constitution!, il nostro ci sorprende ogni minuto che passa, moltiplica i rimandi, vaga nella storia del jazz piano e trova sempre la giusta nota, l’accordo perfetto per rendere la sua musica intrigante, toccante e sconvolgente. Nella sua già vasta discografia (certo non ancora copiosa quanto quella di Keith Jarrett, uno dei suoi principali modelli), quest’album occuperà senz’altro un posto d’onore… © Max Dembo/Qobuz
48,99 €
41,99 €

Jazz - Uscito il 16 ottobre 2015 | Nonesuch

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 Sterne Fono Forum Jazz
12,49 €16,99 €

Jazz - Uscito il 05 settembre 2000 | Warner Jazz

Riconoscimenti La discoteca ideale Qobuz
12,49 €16,99 €

Jazz - Uscito il 24 febbraio 2004 | Nonesuch

Riconoscimenti 4F de Télérama
14,99 €

Jazz - Uscito il 03 giugno 2016 | Nonesuch

Libretto Riconoscimenti Indispensable JAZZ NEWS
13,49 €19,49 €
Ode

Jazz contemporaneo - Uscito il 09 marzo 2012 | Nonesuch

Libretto Riconoscimenti Sélection JAZZ NEWS
15,99 €
13,49 €

Jazz contemporaneo - Uscito il 17 maggio 2019 | Nonesuch

Hi-Res Libretto
Non si può rimproverare a Brad Mehldau di riposare sugli allori o di restare inoperoso. Con Finding Gabriel, il pianista americano firma un album ambizioso e proteiforme che manda in frantumi le frontiere classiche del jazz. Già nel 2014, aveva firmato con il batterista Mark Guiliana un disco originale, Mehliana: Taming the Dragon, di cui l’annata 2019 è una sorta di seguito. Finding Gabriel è nato dopo la sua lettura intensiva della Bibbia; è da qui che deriva il riferimento all’arcangelo Gabriele del titolo… «Ho composto molti pezzi a partire dai sintetizzatori, con Mark Guiliana alla batteria, in base a un processo simile a quello di Taming the Dragon. Sono stati aggiunti alcuni strati e la voce umana è diventata un elemento importante, pur in assenza di parole, in quanto espressione pura d’armonia e emozione». Sconcertante all’inizio, il risultato, ovviamente mistico, è affascinante e soprattutto pieno di idee. Dietro il pianoforte, i sintetizzatori (tra cui il Dave Smith / Tom Oberheim OB-6), il suo Fender Rhodes, e le percussioni ma anche– novità assoluta!– il microfono, Mehldau sprigiona una sinfonia di fiati, strumenti a corda e elettronici affiancandoli al jazz fusion (in alcuni passaggi fa pensare al Pat Metheny Group o ai Weather Report) nei quali la voce umana occupa un posto essenziale. Il pianista americano non è tra l’altro l’unico a cantare perché ha invitato perfino Kurt Elling, Becca Stevens et Gabriel Kahane. Inoltre, sempre per quanto riguarda gli invitati, troviamo la violinista Sara Caswell, il trombettista Ambrose Akinmusire, i sassofonisti Joel Frahm, Charles Pillow e Chris Cheek e il flautista Michael Thomas. Alla fine, Brad Mehldau firma un’odissea spirituale abbastanza originale, molto diversa dai suoi precedenti lavori in trio. © Max Dembo/Qobuz
12,49 €16,99 €

Jazz contemporaneo - Uscito il 15 settembre 1998 | Warner Jazz

12,49 €20,49 €

Jazz contemporaneo - Uscito il 22 febbraio 2010 | Nonesuch

12,49 €16,99 €

Jazz contemporaneo - Uscito il 01 gennaio 1970 | Warner Jazz

12,49 €16,99 €

Jazz - Uscito il 13 agosto 2002 | Nonesuch

14,99 €

Jazz - Uscito il 18 maggio 2018 | Nonesuch

Brad Mehldau e la sua affezionata sezione ritmica composta dal batterista Jeff Ballard e dal contrabbassista Larry Grenadier accostano in questo nuovo disco tre composizioni originali e cover di classici del pop (Paul McCartney, Brian Wilson), del jazz (Elmo Hope, Sam Rivers) e del Great American Songbook (Almost Like Being In Love). Senza sconvolgere i codici di quest’incredibile formazione, Seymour Reads The Constitution! è un disco che ribadisce la forte intesa esistente tra i suoi membri, sempre molto ispirati nelle loro improvvisazioni come nelle loro interazioni. L’album Blues And Ballads pubblicato nel 2016 era già una sorta di vertice, ma questa release 2018 risulta ancora più inebriante data l’incredibile versatilità e la pluralità di suoni sprigionate dal pianoforte di Mehldau. Che questo virtuoso americano potesse suonare di tutto non è una novità. Ma con Seymour Reads The Constitution!, il nostro ci sorprende ogni minuto che passa, moltiplica i rimandi, vaga nella storia del jazz piano e trova sempre la giusta nota, l’accordo perfetto per rendere la sua musica intrigante, toccante e sconvolgente. Nella sua già vasta discografia (certo non ancora copiosa quanto quella di Keith Jarrett, uno dei suoi principali modelli), quest’album occuperà senz’altro un posto d’onore… © Max Dembo/Qobuz
16,99 €

Jazz - Uscito il 09 marzo 2018 | Nonesuch

Libretto
Senza essere la prova del fuoco obbligata, la montagna Johann Sebastian Bach è sempre stata un’attraente calamita per tanti jazzisti. Al punto che nomi come Jacques Loussier, Keith Jarrett, il Modern Jazz Quartet, Dan Tepfer o Edouard Ferlet ‒ solo per citarne alcuni ‒ hanno affrontato di petto e una buona volta per tutte l’opera del Kantor di Lipsia. Brad Mehldau ha fatto una scelta ibrida. Difatti, il pianista americano non pubblica un album jazz in senso stretto – fan di «Bach in versione jazz» astenersi – ma mescola Bach (quattro preludi e una fuga) a brani personali e contemporanei, stabilendo una specie di dialogo con le opere originali. A rendere ancora più interessante l’esercizio è il fatto che parte dell’opera di Bach prende la forma dell’improvvisazione. Quanto allo stile e alle composizioni personali di Mehldau, entrambi hanno sempre racchiuso elementi che rimandano al compositore tedesco. Che i jazzisti apprezzino la forza ritmica della scrittura di Bach è cosa nota. Qui, però, il pianista ha concepito il disco nella sua globalità, senza mai cercare di separare le proprie opere da quelle dell’altro. Di conseguenza, il risultato può disorientare sulle prime (soprattutto per chi conosce i preludi e le fughe di origine) ma affascinare alla lunga. Perché After Bach non è mai una messa in mostra (Mehldau non ne ha bisogno, essendo il suo virtuosismo e la sua levatura dei dati di fatto ormai) quanto più un’affascinante riflessione sull’evoluzione di uno spartito attraverso i secoli. © Marc Zisman/Qobuz
12,49 €19,49 €

Jazz - Uscito il 21 marzo 2008 | Nonesuch