Gli album

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Musica da camera - Uscito il 06 luglio 2018 | BIS

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Ecco un florilegio di opere per liuto di compositori elisabettiani e giacobini, sotto le dita esperte di Jakob Lindberg; le più celebri (Dowland, Byrd ed Holborne), le più rare (John Johnson, Daniel Bacheler ed Eward Collard), senza dimenticare il più prolifico di tutti i tempi, l’«Anonimo». Così com’è, il programma già non manca di originalità; ma la grande idea di Lindberg è quella di offrire, a mo’ di cardine centrale dell’album, il Nocturnal di Benjamin Britten, scritto nel 1963 per il chitarrista Julian Bream, ma al liuto. Con l’autorizzazione della Fondazione Britten, naturalmente, e soprattutto valorizzando manoscritti preparatori del compositore; e dato che sappiamo che Britten amava molto il liuto, immaginiamo volentieri che avrebbe applaudito questa traduzione dalla chitarra a questo strumento. E in effetti la sonorità più vellutata, meno brillante, del liuto regala una nuova lettura dell’opera, il cui carattere insieme moderno e deliberatamente arcaico ne risulta accentuato. Fantastica idea, quindi, quella di giustapporre il XVI e il XVII secolo al XX, tanto più che Britten aveva già creato un ponte di grande bellezza. © SM/Qobuz
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Musica da camera - Uscito il 13 aprile 2018 | ATMA Classique

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Contrariamente a quanto si è legittimati a pensare, l’ensemble Les Voix Humaines è… un consort di viole da gamba, senz’ombra di voce umana. Anche se il discorso delle viole da gamba, spesso un filo lamentoso, ricorda in effetti le melopee dell’epoca (Rinascimento e primo barocco). E chi più di Dowland ha saputo, con le sue cupe Lachrymæ, rievocare in suoni puramente strumentali gli affetti più umani e vocali che ci siano? Con la raccolta Lachrimæ, or seaven teares figured in seaven passionate pavans, with divers other pavans, galliards and allemands, set forth for the lute, viols, or violons, in five parts (Lachrymæ, o Sette lacrime figurate in sette pavane appassionate, con diverse altre pavane, gagliarde e allemande, scritte per il liuto, le viole da gamba o i violini, a cinque voci; le «voci» sono naturalmente parti strumentali), pubblicata nel 1604, Dowland apre tutto un mondo musicale, destinato forse agli aristocratici molto appassionati, ma di cui si approprieranno tutti i suoi discendenti musicali fino a Britten e oltre… Le cinque viole da gamba delle Voix Humaines e il liuto di Nigel North hanno scelto di circondare le «sette lacrime» non solo di pezzi della pubblicazione in questione, ma anche di opere tratte da raccolte apparse fra il 1600 e il 1612, con in più un pezzo rimasto manoscritto, una grande rarità. © SM/Qobuz