Gli album

187 album selezionati per Data: Dal più recente al meno recente
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Classica - Uscito il 28 dicembre 2018 | Brilliant Classics

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Musica da camera - Uscito il 23 novembre 2018 | Alpha

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica da camera - Uscito il 01 ottobre 2018 | Aeolus

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Le Choix de France Musique - 5 étoiles de Classica
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 19 ottobre 2018 | Metronome

Hi-Res Riconoscimenti Diapason d'or
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Musica da camera - Uscito il 14 settembre 2018 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica da camera - Uscito il 14 settembre 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto
«Il clavicembalo è perfetto quanto all’estensione, e brillante di per sé; ma, poiché non è possibile gonfiarne né diminuirne i suoni, sarò sempre grato a coloro i quali, con un’arte infinita sostenuta dal gusto, sapranno riuscire a rendere tale strumento suscettibile d’espressione», precisa lo stesso Couperin nella prefazione del Premier livre de pièces de clavecin (Primo libro di pezzi per clavicembalo) del 1713. Se facciamo astrazione dagli abbellimenti, impiegati in abbondanza, la musica di Couperin non è una musica “virtuosa” come può esserlo quella di Scarlatti. Fa talvolta appello allo stile descrittivo, all’imitazione o al ritratto: richiede dunque una sensibilità espressiva particolare – l’«espressione» di cui parla il compositore. Fornendoci, nella sua Art de toucher le clavecin (Arte di suonare il clavicembalo), preziose informazioni sull’interpretazione della propria musica, e più in generale sull’interpretazione della musica francese del proprio tempo, Couperin procura elementi necessari all’interprete attuale che cerchi prima di tutto di rispettare le sue intenzioni. Tuttavia, il timore di non andare oltre le indicazioni date da quest’ultimo e un’attenzione eccessiva per ogni dettaglio possono opprimere l’afflato e allontanare dal messaggio delle opere. «Come vi è grande distanza tra la Grammatica e la Declamazione, ve n’è una infinita tra l’Intavolatura e il buon modo di suonare »: in altri termini, libertà all’interno del limite! È in quest’ottica che Olivier Fortin ci suona un bel ventaglio di opere del grande Couperin tratto dai vari Libri di clavicembalo e dall’Arte di suonare il clavicembalo. Quanto allo strumento impiegato, si tratta di un “vero falso”, realizzato nel 1984 dal costruttore Martin Skowroneck sulla base di uno Hemsch (XVIII secolo francese, quindi), ma firmato con il nome del costruttore di Rouen Nicholas Lefebvre, di cui non ci è pervenuto alcuno strumento, e datato 1755. L’intento di Skowroneck era provare a Gustav Leonhardt che si poteva ancora, ai giorni nostri, fabbricare un clavicembalo esattamente simile ad uno antico, e sembra che Leonhardt si sia fatto ingannare. Eppure l’invecchiamento dei materiali era completamente artificiale! Resta il fatto che è uno splendido strumento, per di più splendidamente registrato, il che non è così frequente nel repertorio di clavicembalo. © SM/Qobuz
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Musica concertante - Uscito il 10 settembre 2018 | Channel Classics Records

Hi-Res Libretto
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Musica da camera - Uscito il 31 agosto 2018 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Choc de Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik
In senso stretto, non esistono suite predefinite di Louis Couperin (1626-1661), di cui ricordiamo che fu lo zio di François Couperin “il Grande”. Il nostro Louis, nella sua breve esistenza, scrisse circa centotrenta pezzi per clavicembalo in tonalità diverse, ma pur sempre appartenenti ognuno ad un genere di danza di corte o di preludio, che per consuetudine raccogliamo in suite. Ciascuno è libero, poi, di fare il proprio assemblaggio. Da cui il titolo «Nuove suite» dell’album, che potrebbe far pensare che ne esistano di antiche, ben definite: e invece no. Qui è Christophe Rousset ad aver elaborato l’assemblaggio, come un Maestro di cantina, in qualche modo; le Suite seguono, nel loro insieme, l’architettura dell’ “ordine” alla francese, rispettando naturalmente in ciascuna l’unità di tonalità. Rousset suona uno strumento storico di grande bellezza, lo Joannes Couchet del 1652 – strumento fiammingo, quindi, in origine – di cui sappiamo che è stato “restaurato” in Francia verso il 1701 da un fabbricante che non ha lasciato la propria firma. Il restauro, per i clavicembali, consisteva nel conservare la cassa ma sostituire o modificare molti aspetti: numero di manuali, estensione, aggiunta di corde, accoppiamento di tastiere, file di corde e registri. La pratica fu molto diffusa nel XVIII secolo a Parigi, dove ci s’impadroniva di strumenti fiamminghi (apprezzati per la loro sonorità e la loro architettura) per adeguarli al gusto parigino dell’epoca. I risultati erano vari e diversificati, ma nel caso di questo Couchet, ora conservato presso il Museo della Musica a Parigi, è un magnifico successo. © SM/Qobuz
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Musica da camera - Uscito il 06 giugno 2018 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Attenzione, non lasciatevelo sfuggire! Da dieci anni in qua il mercato è invaso da talmente tante incisioni delle Variazioni Goldberg, sia al pianoforte che al clavicembalo, che non speravamo più di provare una tale sorpresa, di essere così sbalorditi. Dopo alcuni progetti decisamente appassionanti, innanzitutto per Pan Classics (Scarlatti, Soler), ed un primo album per Harmonia mundi dedicato a Sonate rare del Padre Soler (Qobuzissime), riecco il clavicembalista spagnolo Diego Ares – nato a Vigo nel 1983 – con Johann Sebastian Bach, in una delle opere probabilmente più complesse del Kantor; Diego Ares è qui di un rigore, di un’immaginazione e di una libertà stupefacenti, sia nei fraseggi che nelle registrazioni, negli abbellimenti, nel senso della sorpresa (Variazione 25). Qualcosa di profondamente iberico si rivela forse in quest’orientamento, le sonate più virtuosistiche e polifoniche di Scarlatti non sembrano mai troppo lontane. Le armonie suonano implacabili, spesso dure, eppure risplendono in maniera suprema (Variazione 28); è la mano sinistra, piena e incline al canto, ma soprattutto incredibilmente duttile, capace anche di impennarsi, di creare sospensioni del tempo talvolta stupefacenti, sempre fluide e coerenti: apre così dei veri e propri spazi d’espressione, e distingue il senso narrativo incredibile dispiegato da Diego Ares per tutta la durata di quest’interpretazione. © Pierre-Yves Lascar/Qobuz
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Musica da camera - Uscito il 25 maggio 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama - 5 étoiles de Classica
Ascoltando un clavicembalista venuto a suonare per gli studenti dell’università di Angers, sua città natale, Justin Taylor scopre questo strumento, la cui sonorità lo intriga. Divide il suo tempo fra il pianoforte e il clavicembalo, che studia con Olivier Beaumont e Blandine Rannou, seguendo inoltre i master class di Skip Sempé e Pierre Hantaï. Il resto è una fiaba moderna. Il giovane fa progressi folgoranti, fino al punto di divenire velocemente uno dei beniamini del clavicembalo in Francia, vincere in modo netto il concorso di Bruges ed essere nominato «rivelazione» della musica nel 2017, all’età di ventitré anni. Un primo album dedicato alla famiglia Forqueray (Alpha, Qobuzissime) viene coperto di elogi, e presto seguito da numerosi concerti in festival prestigiosi che non danno alla testa (così ben fatta) del giovane franco-americano. Per il suo secondo progetto per Alpha Classics, Justin Taylor mescola abilmente Scarlatti e Ligeti, un compositore che conosce bene per aver suonato il suo temibile Continuum al concorso di ammissione del Conservatorio di Parigi (CNSMD). In questo nuovo album, le audacie armoniche di Scarlatti si uniscono a quelle di un György Ligeti affascinato dall’arte del suo lontano collega napoletano. Il risultato sono veri e propri fuochi d’artificio, lanciati dalle dieci dita, tanto intelligenti quanto maliziose, di questo giovane musicista decisamente da seguire. © François Hudry/Qobuz