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Abbiamo provato gli auricolari Bluetooth Google Pixel Buds

da Raffaele Cuccu |

Nel novembre scorso avevamo realizzato nel nostro edizione #17 di Qobuz & You una presentazione con il confronto di due sistemi di cuffie intra-auricolari destinate ai dispositivi mobili Apple, il modello ultra high-tech con Bluetooth AirPods di questo costruttore, e il modello con cavo Pioneer Rayz Plus dotato di un connettore Lightning.

Oggi toccherà ad Android far concorrere il proprio prodotto perché vi presenteremo le cuffie parzialmente intra-auricolari, se così si può dire, Pixel Buds create da Google e pensate per essere utilizzate al massimo delle loro capacità con gli smarphone Pixel del colosso di Internet, garantendo al contempo un servizio ridotto essenzialmente di tipo musicale con tutti gli altri smartphone Android.

Bisogna dire che questi auricolari Pixel Buds possono essere utilizzati con l’applicazione Google Assistant, versione Android dell’assistente vocale Siri di Apple, che permette anch’esso la traduzione in tempo reale in più di 40 lingue!

Gli auricolari Pixel Buds sono presentati in una piccola custodia morbida rivestita da un tessuto grigio-chiaro (con rifiniture nere) che funge anche da caricabatteria tramite un connettore USB C e bisognerà lasciare la custodia aperta perché avvenga l’accoppiamento con uno smartphone. Tale accoppiamento sarà automatico se si tratta di un modello Google Pixel, e manuale per gli altri.


Sono disponibili in tre colori e, come abbiamo detto precedentemente, sono parzialmente semi auricolari nel senso che non si inseriscono nel condotto uditivo ma restano posizionati nell’imboccatura di quest’ultimo grazie ad un anello che va fatto e regolato per mezzo del cavo e che viene incastrato in uno degli archi del padiglione auricolare, sistema che non abbiamo trovato specialmente pratico ma che garantisce comunque una tenuta corretta delle cuffie. La ragione fornita da Google riguarda la sicurezza poiché l’utente non è isolato dall’ambiente sonoro nel quale si trova, in particolare in strada e nei trasporti pubblici.


L’auricolare di sinistra possiede una zona tattile che permette il controllo di diverse funzioni, come l’avvio, il volume, play/pause, passaggio al brano successivo, e di scegliere di parlare a Google Assistant semplicemente poggiando e tenendo il dito sull’auricolare o ancora di cercare degli aggiornamenti se necessario.

Per quanto riguarda la qualità audio, e malgrado l’assenza della codifica di tipo aptX, quest’ultima ci è sembrata corretta (e decisamente superiore a quella degli AirPods di Apple ma non al livello delle cuffie con cavo Pioneer Rayz Plus), perché rispetta discretamente le diverse musiche che abbiamo ascoltato, senza tuttavia avere dei bassi stupefacenti, mentre il livello audio massimo è abbastanza elevato (a seconda del genere musicale), e la resa è generalmente abbastanza chiara con un medio-basso pulito e il livello degli acuti apprezzabile. In sintesi, è possibile ascoltare musica in modo piacevole.

I Pixel Buds non sono ancora disponibili in Francia ma si trovano in Gran Bretagna au prix de £159, e in Germania pour 179€.

Support Google pour Pixel Buds

Traduzione - Flora Botta

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