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Le mille facce di Moby

da Smaël Bouaici |

Con “Reprise”, il discendente di Herman Melville rivisita i suoi più grandi successi, accompagnato dalla Budapest Art Orchestra e da grandi nomi come Gregory Porter e Mark Lanegan...

Passare dal punk alla musica sinfonica, anche se in trent'anni, non è roba da tutti. Soprattutto quando hai zigzagato per tutto il tempo tra techno, house, rock, ambient e persino punk (con l'album Animal Rights nel 1997). Nel 2021, Moby continua a eludere e a sottrarsi a tutte le etichette che la gente cerca di appiccicargli addosso, e colui che era considerato lo stereotipo del “bedroom producer” coglie tutti di sorpresa con Reprise, un album collaborativo di cover, dove troviamo alcuni grandi nomi come Gregory Porter, Jim James dei My Morning Jacket, Mark Lanegan, Víkingur Ólafsson e la Budapest Art Orchestra. Un album pubblicato per la più prestigiosa etichetta di musica classica, la Deutsche Grammophon.

Tutto è iniziato nel 2018, quando il direttore d'orchestra venezuelano Gustavo Dudamel ha invitato Moby a vedere l'Orchestra Filarmonica di Los Angeles. Il concerto lo ha riportato alla sua infanzia immersa nella musica classica e gli ha ricordato la capacità delle orchestre di esprimere sfumature, conforto ed emozioni, molto più profondamente di una canzone pop preconfezionata. E non possiamo che ammirare il talento della Budapest Art Orchestra, che offre una nuova cornice alle hit di Moby. Natural Blues assume un'ampiezza insospettabile con i cori dell'ensemble e soprattutto la voce soul di Gregory Porter, e Porcelain è più struggente che mai, con il contributo di Jim James.

 

 

Su Go, gli archi ungheresi fanno la parte del leone, dando alla canzone un tocco ancora più epico. Su Heroes, un omaggio al suo eroe personale David Bowie, Moby invita la sua partner di canto preferita, Mindy Jones, con cui ha lavorato negli album Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt e Innocents, per una versione celestiale con archi che sembrano volteggiare leggeri sopra il Pacifico.

 

 

Degna di nota è anche The Lonely Night, con il tono profondo e confortante della voce di Kris Kristofferson, per una perfetta canzone da ascoltare al caldo del focolare e una nuova divagazione stilistica in un disco che ne è costellato, tanto quanto lo è di emozioni. Nonostante la straordinarietà del cast, Moby ama i piaceri semplici. © Smaël Bouaici/Qobuz



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