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Samara Joy, è nata una stella

da Jessica Porter-Langson |

Con “Linger Awhile”, la giovane newyorkese esordisce in maniera straordinaria per la prestigiosa etichetta Verve. Notevole e raffinato!

A nemmeno un quarto di secolo di vita, Samara Joy debutta in grande stile per l’etichetta Verve con Linger Awhile, il suo secondo album. La title track, registrata un secolo prima dai Bailey’s Lucky Seven, si distingue per il fatto che la giovane cantante del Bronx (con la sua band composta dal chitarrista Pasquale Grasso, il pianista Ben Paterson, il bassista David Wong e il batterista Kenny Washington) si lancia con ritmo incalzante su questa melodia dai toni così vivaci.

 

 

La voce sorprendentemente matura di Samara Joy brilla in ogni brano dell'album. Troviamo del cool jazz su classici come Can’t Get Out Of This Mood, Nostalgia e Social Call; un certo tipo di tenerezza in Round Midnight di Monk; persino un approccio del tutto personale in Someone to Watch Over Me di Gershwin. Il suo modo di cantare è corposo, ricco e setoso, mentre la sua voce virtuosa tratta ogni classico con calore e dolcezza.

 

 

Samara Joy riesce a donare a questi classici senza tempo un sottile tocco di modernità, talvolta cantando testi originali, utilizzando le melodie di alcuni celebri assoli strumentali. Il risultato è un album molto elegante che presenta questi classici essenziali della musica jazz al pubblico più giovane, riuscendo allo stesso tempo a soddisfare gli aficionados del jazz più esigenti. © Jessica Porter-Langson/Qobuz

 



ASCOLTA "LINGER AWHILE" DI SAMARA JOY SU QOBUZ


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