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Qobuz X Transatlantica

da Damir Ivic |

A fine luglio Genova viene attraversata da un festival particolarissimo, pronto a “scuotere” una città preziosissima per la musica italiana e che non sempre si è presa (o ha avuto) il credito che merita: tra funk e bossa nova, tra dub e techno, tra folk turco e disco mediterranea. Ecco l’avventura Transatlantica.

Genova è un posto strano e meraviglioso, meraviglioso e strano. È assolutamente centrale come ruolo nella storia della miglior musica italiana autoriale e popolare dell’ultimo secolo; ma in qualche maniera è sempre più rifugiata in un ruolo (volutamente?) defilato rispetto alle traiettorie dell’industria musicale e dell’hype mediatico. Altera, sfuggente, ma anche di classe e sofisticata; e non è che le manchino le energie, perché come ogni grande città di mare è un crogiuolo di incroci (anche pericolosi), come del resto si è visto in musica anche nella magnifica stagione dell’esplosione dell’underground negli anni ’90, con artisti e band seminali come Mr. Puma e i Blindosbarra. Non solo cantautorato, insomma. Non solo De André, Paoli, Lauzi.

Ma anche questi ultimi, a modo loro, sono stati troppo spesso inscatolati in una prospettiva da venerati maestri ma comunque bidimensionale, quando invece la loro musica e la loro arte è profondamente sfaccettata, com’è sfaccettata Genova col suo intrico di caruggi e storie a scontrarsi con gli ampi orizzonti del mare. A giugno 2022 l’incontro tra Ma Nu! (all’anagrafe Manuele Roberto), uno dei migliori (e più sottovalutati) dj italiani, protagonista da praticamente vent’anni del miglior clubbing della zona, e Denis Longhi ovvero il direttore artistico del festival (non genovese!) Jazz:Re:Found ha figliato una compilation e, soprattutto, ha attivato una serie di spettacolari energie.

 

 

La compilation, a titolo “Bossa Figgeu” (da un omonimo brano di Natalino Otto), chiama a raccolta una specie di All Star della musica genovese (Gino Paoli, Bruno Lauzi, Gino Paolillo, Augusto Martelli, Roberto Arnaldi, Nino Ferrer, ovviamente Natalino Otto) e ne scopre i profondi – e per molti inaspettati – legami con la musica brasiliana più sofisticata. (Ri)portare alla luce questi legami stilistici, culturali, emotivi è una delle attività più nobili che la musica possa fare. Ed anche una delle più coinvolgenti. Infatti questo incontro non solo ha portato alla release discografica in questione, ma fin da subito è stato “aumentato” fino a diventare un vero e proprio festival, con inizio venerdì 29 luglio.

Un festival che porta Genova – spesso appunto negli ultimi anni evitata come luogo d’approdo per concerti “non pop”, vuoi per mancanze strutturali, vuoi appunto per il fatto che viene “dimenticata” nelle cartografie sonore più recenti, vuoi per chissà cosa – a confrontarsi con un meticciato sonoro intriso di blackness, ed al tempo stesso intriso di mare, di oceani, di italianità universale. Ecco che quindi i campioni italiani del funk Calibro 35 presentano il loro concerto interamente dedicato al maestro Ennio Morricone, e Murubutu presenta il suo rap “evoluto”, articolato, iper-letterario (venerdì 29 luglio); i Nu Genea regalano il loro caravanserraglio funk-mediterraneo che li ha resi un gruppo di culto in tutta Europa, mentre le Los Bitchos sono quattro guerriere del meticciato culturale londinese iper-contemporaneo, dalla cumbia al folk turco passando per rock e funk (sabato 30 luglio); infine, duello in console tra uno dei santoni mondiali del dub, Mad Professor, e una leggenda italiana del clubbing in chiave techno e house e non solo, Dj Ralf (domenica 31 luglio).

Riportiamo Genova al centro della contemporaneità, dei nostri ascolti, dei nostri balli: lo merita per il passato, lo merita per lo spirito, lo merita quanto può rendere migliore il nostro presente e il nostro futuro musicale. @ Damir Ivic/Qobuz