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Parcels, il giorno e la notte

da Smaël Bouaici |

Con “Day/Night”, gli australiani pubblicano un secondo album di pop/funk più solare che mai. Un disco voluminoso che si ispira tanto ai Beatles quanto alla dancefloor del leggendario Studio 54...

Tre anni dopo un brillante ingresso sulla scena pop mondiale, il quintetto australiano-berlinese si dà da fare per il suo secondo album, diviso in due parti di nove brani, Day e Night, registrato negli studi di La Frette-sur-Seine, un maniero del XIX secolo che ha ospitato anche Marianne Faithfull, Nick Cave e gli Arctic Monkeys.

La prima metà di Day/Night è quindi luminosa, seguendo la falsariga del primo LP omonimo dei Parcels, con quella ottica pop/funk che ha funzionato così bene per loro. Troviamo alcuni singoli che piaceranno alle radio e ai festival, Free, Comingback, Theworstthing e l'irresistibile Somethinggreater (già un inno), mentre Daywalk mostra il gusto inestinguibile dei Parcels per le jam session, sempre eleganti negli arrangiamenti (vedi Outside, in puro stile Beatles).

 

 

La parte Night non è così oscura come il titolo potrebbe far pensare: veniamo catapultati rapidamente sulla pista da ballo (praticamente quella dello Studio 54, con Famous e LordHenry), prima di un viaggio sensuale in un rilassato jazz club (Nightwalk) e infine il ritorno a casa (Inside). Un emozionante viaggio di un giorno intero, assieme ai Parcels. © Smaël Bouaici/Qobuz

 

 

Nel 2018, Qobuz ha incontrato i Parcels in occasione dell'uscita del loro album di debutto omonimo, un disco premiato con un Qobuzissime! Da recuperare:

 



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