Il vostro carrello è vuoto

Sezioni :
Attualità

Marlon Williams, that’s my boy

da Stéphane Deschamps |

Con “My Boy”, il cantautore neozelandese, affascinante neo-crooner, abbandona il genere americana per dedicarsi a un pop di classe...

Il ritornello della prima canzone di My Boy è particolarmente facile da ricordare: fa “tududuh tududuh duh huh huh huh”. È dolce, leggero e racconta molto delle intenzioni e della metamorfosi di Marlon Williams. Finora, il neozelandese (che ha debuttato come solista nel 2015) tendeva a suonare una musica country-pop e folk-rock di stampo americano, rievocando la mitologia del crooner solitario che canta con un tramonto incandescente sullo sfondo.

 

 

In questo terzo album, Williams si riavvicina al mondo contemporaneo, alle luci della città, ai bar e ai luoghi in cui la gente ama divertirsi e ballare. Cimentatosi nella carriera di attore oltre a quella di cantautore, in My Boy veste i panni di un cantante pop. Ed è bravo a farlo. La sua voce lieve e suadente da crooner scivola su melodie spesso leggere e sinuose, o alle volte anche drammatiche e sofisticate (Promises).

 

 

Le sue canzoni sono arrangiate con piccole drum machine, chitarre acustiche, cori, synth e tanti piccoli dettagli che contribuiscono a rendere “pop” una canzone, e che a volte ricordano il soul bianco inglese degli anni ‘80. Un cocktail melodico e stimolante, da assaporare in riva al mare. Alcuni di questi brani hanno il potenziale per diventare delle hit, ma sono tutti piacevoli e appaganti. Marlon Williams avrà pur cambiato il suo stile musicale, ma non il suo approccio alla musica: è rimasto un esteta. © Stéphane Deschamps/Qobuz



ASCOLTA "MY BOY" DI MARLON WILLIAMS SU QOBUZ


Per seguire tutto quello che succede su Qobuz, seguiteci su Facebook!


Per saperne di più su questo argomento