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La tavolozza di colori di Sheku Kanneh-Mason

da Lena Germann |

A 23 anni, il violoncellista di Nottingham ha pubblicato “Song”, un album altamente eclettico in cui rivisita Felix Mendelssohn, Burt Bacharach, Hector Villa-Lobos e Olivier Messiaen!

Che cosa hanno in comune il compositore tedesco Felix Mendelssohn e la popstar americana Justin Timberlake? A prima vista non molto, ma i nomi di questi artisti compaiono entrambi nel nuovo album di Sheku Kanneh-Mason, Song. Il giovane violoncellista britannico non teme di mescolare generi insoliti e lo ha già dimostrato in passato: nel suo primo album, Inspiration, ha interpretato No Woman No Cry di Bob Marley con un personale arrangiamento per violoncello; e nell’album successivo, Elgar, ha inserito alcune canzoni tradizionali.

 

 

Rispetto a questo criterio, Song compie un ulteriore passo avanti, abbracciando una gamma estremamente ampia che va dalla musica classica al pop, dal folk al jazz - il tutto in parte arrangiato e adattato personalmente dallo stesso Sheku Kanneh-Mason.

 

 

Anche le collaborazioni sono numerose, con amici e familiari: con il pianista jazz Harry Baker in Lullaby for Kamila; con il soprano Pumeza Matshikiza nell’Elegia di Massenet per soprano, violoncello e pianoforte; con il cantante e cantautore Zak Abel nella hit soul Same Boat o con la sorella del violoncellista, la pianista Isata.

 

 

Il tocco di Sheku Kanneh-Mason, sensibile e impeccabile, dà coerenza a questo singolare connubio di stili, conferendo a ogni brano un’espressività peculiare, che eleva l’intero album allo stesso livello. Da ascoltare immediatamente! © Lena Germann/Qobuz



ASCOLTA "SONG" DI SHEKU KANNEH-MASON SU QOBUZ


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