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Il nuovo Beethoven di Nézet-Séguin

da François Hudry |

Il direttore d’orchestra canadese Yannick Nézet-Seguin pubblica un’imponente opera integrale delle sinfonie di Beethoven, basata su una nuova edizione critica. Entusiasmante!

Le partiture delle nove sinfonie di Beethoven sono state a lungo oggetto di attenzione da parte di direttori d’orchestra e musicologi. Congiuntamente, hanno realizzato alcune “edizioni originali” volte alla correzione delle varie edizioni fallaci o incomplete che si erano via via accumulate, a causa della poca attenzione dei primi curatori e dell’errata interpretazione dei manoscritti (va detto, spesso indecifrabili). Per fare questo, sono risaliti alla fonte, con l’ausilio degli spartiti utilizzati all’epoca della loro composizione.

Nel 1982, il direttore d’orchestra Igor Markevitch aveva già pubblicato un’edizione rigorosa e ben documentata, avvalendosi di un’équipe di esperti musicologi; nel 1997 è toccato a Norman Del Mar dirigere una nuova edizione per Bärenreiter. Registrata da David Zinman con l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, quest’opera completa di grande valore musicale passò purtroppo quasi inosservata rispetto alle nuove versioni “storicamente informate” allora in circolazione.

 

 

Ora è il turno di Yannick Nézet-Seguin che, per Deutsche Grammophon, propone una registrazione completa basata su una nuovissima edizione critica, la New Beethoven Complete Edition, in cui si possono trovare dei piccoli nuovi dettagli di articolazione ed espressione. Ciò che conta in questa nuova registrazione, realizzata nel corso di quattro concerti tenuti nel luglio 2021 con l’Orchestre de Chambre d’Europe, è la posizione storica di un giovane direttore di grande talento che ha perfettamente assimilato i modi di suonare e lo stile riscoperti dai suoi predecessori, in particolare Nikolaus Harnoncourt, la cui opera omnia alla testa di questa stessa orchestra suscitò un grande clamore quando fu pubblicata nel 1990 (Teldec).

Meno radicale dei suoi predecessori Harnoncourt, Brüggen o Norrington, il direttore canadese si propone soprattutto di sottolineare “il modo in cui la musica di Beethoven può sorprenderci oggi”. I tempi da lui adottati sono spesso rapidi, le articolazioni salienti, senza enfasi o ego eccessivo. Il suo approccio è al contempo giocoso, umile e vivace, rendendo Beethoven più attuale che mai, con un classicismo da cui è bandita ogni eccentricità. © François Hudry/Qobuz



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