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Hercules & Love Affair, dancefloor cupa

da Smaël Bouaici |

Con “In Amber”, Andy Butler traghetta i codici edonistici della dancefloor in un viaggio catartico, intenso e affascinante...

Nel 2016, Marie Davidson ha dato il suo “addio alla dancefloor” con un album molto acclamato. Sei anni dopo, con In Amber, Andy Butler sembra seguire lo stesso percorso con il suo progetto Hercules & Love Affair, entrato nel 2007 nel roster della DFA di James Murphy, che è stato affascinato dalla proposta, un tributo al lato queer della club culture.

 

 

Un album che sembra animato dal desiderio di scuotere le regole del songwriting nella musica dance. “L’attenzione è sempre rivolta alla celebrazione, alla gioia, al desiderio, alle sofferenze del cuore... Ma la rabbia? Le contemplazioni esistenziali? È come se alcune emozioni fossero vietate”, spiega. “Creare un semplice album techno, house o di brani dance anni ‘80 non era quello di cui avevo bisogno. Avevo bisogno di esprimere il mio disagio”. L’inquietudine di Butler è palpabile nei dodici brani del disco, metà dei quali sono stati scritti con Anohni, tornata al microfono dopo Blind, il successo del primo album degli Hercules del 2008, mentre la cantante islandese Elin Ey conferisce a Grace e Dissociation un’atmosfera pop fin de siècle.

 

 

Con Budgie dei Siouxsie And The Banshees alla batteria, Andy Butler realizza la sua catarsi in chiave dark (You’ve Won This War), tra post-punk (Christian Prayers) e Nick Cave (Gates of Separation), svelando una nuova sfaccettatura di un progetto poliedrico, schietto e sincero. © Smaël Bouaici/Qobuz



ASCOLTA "IN AMBER" DI HERCULES & LOVE AFFAIR SU QOBUZ


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