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Gaspar Claus, un’inesauribile immaginazione

da Pierre Lamy |

Acustico o elettronico, il violoncello del geniale, poetico musicista fa nuovi miracoli nel suo EP “2359”, supportato da un video con l’attore Denis Lavant...

Sempre sulla linea del suo primo album da solista, Tancade, pubblicato per InFiné nel 2021 e al quale abbiamo assegnato un Qobuzissime, Gaspar Claus continua le sue peregrinazioni minimaliste e ipnotiche. Le tessiture sonore così struggenti degli archi e gli inebrianti loop melodici rappresentano un’impronta riconoscibile tra migliaia. Con il suo violoncello, ha mantenuto lo stesso livello di maestria per costruire le quattro tracce di 2359, un nuovo EP in cui il suo strumento suona alla stregua di un intero gruppo orchestrale.

 

 

A volte melodioso, percussivo e talvolta ultraterreno, questo violoncello non smette mai di sorprenderci. Claus ne è consapevole e si diverte persino a inserire due diverse versioni del brano 2359, la prima piuttosto raffinata, la seconda adornata da svariati effetti elettronici che fanno perdere la testa. Ci viene persino offerto un finale noise post-rock con Recycled Future, che inonda l’ascoltatore di cromatismi saturi e quasi allucinanti. L’immaginazione di Gaspar Claus è decisamente inesauribile. Per la nostra massima felicità. © Pierre Lamy/Qobuz



ASCOLTA "2359" DI GASPAR CLAUS SU QOBUZ


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