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Charles Lloyd, la regola dei tre

da Stéphane Ollivier |

Per l’etichetta Blue Note, il grande sassofonista ottuagenario lancia una serie di registrazioni in trio, la prima delle quali in compagnia del chitarrista Bill Frisell e del contrabbassista Thomas Morgan...

A 84 anni, Charles Lloyd potrebbe accontentarsi di godersi il suo status di autentica leggenda vivente del jazz afroamericano, giocando la carta nostalgica del jazz-folk mistico che lo ha reso famoso alla fine degli anni ‘60. Non solo ha deciso di non fare così, ma dall’inizio degli anni ‘90 il sassofonista ha intrapreso una seconda parte della sua carriera assolutamente affascinante, che lo ha visto creare un capolavoro dopo l’altro ed evolvere costantemente il suo universo, con una miriade di formazioni dalle orchestrazioni molto varie. Non è mai sembrato così libero e creativo come oggi. La prova è nel suo nuovo album, Trios: Chapel, appena uscito per l'etichetta Blue Note, che lo vede accompagnato dal chitarrista Bill Frisell (con il quale suona già da diversi anni nel suo quintetto The Marvels) e dal contrabbassista Thomas Morgan.

 

 

Registrato nell’intimità e nell’acustica della Coates Chapel di San Antonio, Texas, nel dicembre 2018, questo concerto ci permette di ascoltare i tre musicisti in un vero stato di grazia (forse alimentata dallo spirito del luogo?) che si cimentano in una musica funambolica senza rete di sicurezza, una musica fatta di leggeri intrecci, squisite ellissi, frasi all’inizio appena abbozzate che si sviluppano miracolosamente in modo collettivo. Trascinati dalle preziose armonie e dal particolare senso dello spazio della chitarra di Frisell, i vocalizzi puri e sereni del sassofono si appropriano, con una fragilità quasi commovente, di una serie di sontuose melodie di origine molto varia (da Blood Count di Billy Strayhorn a Ay Amor della cantante cubana Bola de Nieve, senza dimenticare tre composizioni originali di Lloyd che toccano tutti i periodi e i registri della sua carriera).

 

 

Con questa musica, profondamente radicata nel jazz (la sua storia, la sua grammatica) ma attraversata da tutti quei generi e stili che hanno sempre alimentato il suo modo di suonare e il suo immaginario (dal folk americano alle tante tradizioni extra-occidentali), Charles Lloyd mette la sua firma in un nuovo capolavoro. Trios: Chapel è stato presentato come il primo volume di una “trilogia di terzetti”, in cui il sassofonista in seguito si cimenterà con Anthony Wilson e Gerald Clayton da un lato, e Julian Lage e Zakir Hussain dall’altro. Dire che siamo impazienti è un eufemismo. © Stéphane Ollivier/Qobuz



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