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Burna Boy, laureato in mixologia

da Brice Miclet |

Per il suo sesto album, “Love, Damini”, la star nigeriana ha coinvolto una serie eclettica di ospiti prestigiosi, tra cui Ed Sheeran, Ladysmith Black Mambazo, J Hus e Khalid.

Ci sono due cose che hanno contribuito al successo globale di Burna Boy: le sue hit con i suoi celebri feat, che hanno plasmato il pop afro di oggi, e le sue canzoni profonde ricche di accordi minori e produzioni essenziali. In Love, Damini, il suo sesto album, il gigante nigeriano combina brillantemente questi due aspetti. Nella prima categoria, troviamo Different Size, un brano in duetto con la connazionale Victony, la cui voce iper-prodotta contrasta con l’economia di effetti che precede questo brano, ma anche la colossale For My Hand con Ed Sheeran, o Rollercoaster, prodotta dal beatmaker francese Skread e con un feat del boss del reggaeton J Balvin.

 

 

In breve, la volontà di portare Love, Damini in cima alle classifiche è evidente. Ma Burna Boy brilla anche per la sua audacia. Certamente, Science, Jagele o il superbo singolo Kilometre sono gli emblemi più gustosi della sua capacità di creare una potenza sonora mantenendo al contempo un carattere raffinato. Ma è quando si avventura nel territorio RnB, in particolare assieme a Kehlani e Blxst su Solid, che Burna Boy dà il meglio di sé.

 

 

Questo album, più orientato al futuro rispetto al precedente Twice As Tall, non si può certo definire un disco rilassante. È di ampio respiro, si prende qualche rischio ed è sicuramente uno dei suoi migliori lavori. © Brice Miclet/Qobuz

 



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