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Spirit Torino: Cuffie Twin Pulse

da Audiophile Sound |

“Per chi vuole una cuffia di questo livello, raccomando l’ascolto…”

Ogni tanto penso che Pierre [Pierre Bolduc, l’editore di Audiophile sound] si diverta nel sottopormi a stress per vedere come reagisco. Questa volta con la nonchalance che lo caratterizza mi ‘avverte’ che sta arrivando una cuffia che vuole sottoporre al mio ascolto. La verità è che non ascolto quasi mai in cuffia. Sia perchè preferisco il suono dei diffusori, sia perchè lo facevo quando da ragazzo non potevo ascoltare in casa dei miei genitori a volume adeguato i Led Zeppelin o i Deep Purple ed ero stato costretto a optare per una AKG K-141: la classica cuffia usata dalla RAI... ancora oggi. Da quando sono andato ad abitare da solo, ho praticamente quasi abbandonato l'uso delle cuffie per i miei ascolti personali.
Dunque per l'occasione mi sono ‘dovuto’ procurare altre due cuffie, oltre alla mia Beyer personale, per disporre di un confronto, una AKG e una Stax, elettrostatica col suo amplificatore.

 

L’UNBOXING

Non ho chiesto all'editore il prezzo delle Spirit Twin Pulse, cosa che generalmente non faccio quasi mai per tutti i prodotti che provo, prima del termine delle mie sedute d'ascolto. Il motivo è semplicissimo: non voglio essere influenzato da questo che considero un dato come tanti altri. Poi nelle poche righe dedicate alle mie conclusioni, evidentemente diventa necessario per poter dire ai lettori come personalmente (molto personalmente) valuto il prezzo, rispetto alle prestazioni complessive del prodotto che ho riscontrato. In questo caso però l'imballo, anzi il contenitore in multistrato e fintapelle, la parte di legno con inciso il marchio dell'azienda, il preformato interno di gommapiuma (o simile), il cavo adattatore da bilanciato a sbilanciato e il ‘sollevare’ la cuffia in alluminio pieno, la qualificano subito come un prodotto di alto livello (e costo). Mi stavo già lamentando per la mancanza di manuale quando ho visto una specie di carta di credito in metallo con una piccola parte incernierata che si apre e che presenta i quattro ormai classici contatti USB. Dunque a me è venuto naturale inserirla in un ingresso USB. Dentro trovate non solo il manuale, ma una bel render animato della cuffia in sezione con riportate le caratteristiche tecniche più importanti e quattro brani musicali di genere diverso in formato FLAC definiti “Spirit Binaural Recording”.
Che dire? Complimenti ai signori della Spirit Torino. Un’eccellente insieme per presentare, più che imballare, un prodotto di qualità. Siccome a noi recensori piace sempre dare consigli non richiesti (!), farei serigrafare sulla chiavetta-carta di credito, ‘USB’ sulla parte mobile che và inserita nel computer e ‘owner manual’, in piccolo, sotto di essa (per non disturbare il marchio e il nome dell'azienda)... tanto per rendere il tutto idiot-proof.
Concludo, noi italiani possiamo essere davvero unici, anche nel realizzare un imballo.



 

IMPRESSIONI DI ASCOLTO

 

‘NELL’AUDITORIUM’…

Trattandosi di una cuffia destinata certamente anche a un uso professionale come monitor (controllo) delle riprese e del successivo mixaggio, ho deciso di iniziare scomodando del software alla ripresa del quale ero presente: Cheryl Porter, These Foolish Things (CD Velut Luna SCDS 1019). Mi trovavo lì perchè come distributore degli straordinari prodotti Nagra in Italia avevo chiesto e ottenuto di ‘sponsorizzare’ la registrazione. E non solo, la stessa è stata effettuata con degli splendidi Nagra-D II - il meglio esistente - e ne sono stati usati due sincronizzati per farlo in standard 24/96 su quattro distinti canali. In aggiunta Marco Lincetto (il patron di Velut Luna) oltre che grande professionista è stato così gentile da regalarmi un CD inciso direttamente dall'uscita del mixer che - potete scommetterci - conservo gelosamente. Per una volta posso affermare che le Twin Pulse mi hanno fatto semplicemente ritornare nell'auditorium Pollini dove il tutto ha avuto luogo. Nonostante il tempo, la voce di Cheryl, la tromba di Kyle Gregory, il pianoforte a coda di Paolo Birro, il contrabbasso di Salvatore Maiore e le percussioni di Roberto Dani insieme alla loro posizione sul palco sono tutte al loro posto. La dinamica? Semplicemente quanto lo standard CD consente. Mi sono anche ritrovato ad ascoltare a un volume davvero vicino a quello originale grazie alla disponibilità di potenza (e all'estrema qualità) dell'amplificatore per cuffia della Riviera Audio. Naturalmente mi sono ascoltato tutto il CD fino alla fine, battendo il tempo col piede e muovendomi nella stanza, non seduto.
Ma forse ho sbagliato a cominciare così...

 

CHE MERAVIGLIA…

Difficile a questo punto passare ad altro ma - avendo un altro articolo da scrivere negli stessi giorni - mi sono fatto aiutare dalle Twin Pulse per confrontare varie edizioni (diverse per mix, data e stampa) naturalmente su vinile di Dark Side Of The Moon (vedi “La TAS List” nel numero 178 di Audiophile sound). Ne ho approfittato per ascoltare Time e The Great Gig In The Sky a volume simile a quello usato in discoteca all'epoca: mamma mia, che meraviglia! Ho dimenticato subito il confronto tra edizioni! Devo dire che l'estrema raffinatezza della ricostruzione spaziale (anche in riproduzione stereo, naturalmente) dell'edizione quadrifonica SQ, stampa originale UK del 1973, neanche le Twin Pulse riesce a renderla al 100% come ho ascoltato dai diffusori. Ma questo accade anche - in varia misura - con le altre cuffie che ho qui per l'occasione, tra le quali, ricordo, una Stax.

 

SENSAZIONI NUOVE...

Ora classica. Tocca a un SACD ricavato dalla celebre serie Mercury Living Presence: Byron Janis esegue Mussorgsky: Pictures At An Exhibition, con la Minneapolis Symphony Orchestra diretta da Antal Dorati (SACD Mercury 475 6620). Inizio dalla seconda parte di questo SACD, l'orchestrale scritto da Maurice Ravel. Non voglio darvi l'impressione di esagerare, cosa che chi mi conosce sa bene non rientra nelle mie abitudini, ma, credevo di conoscere abbastanza bene l'incredibile dinamica di questo Living Presence... Ebbene mi sbagliavo. Ancora una volta le Twin Pulse mi hanno regalato delle sensazioni nuove. La dinamica è ancora più ampia di quanto pensavo. Mi stavo godendo il pianoforte di Janis nella parte solista precedente all'orchestrale, quando il primo colpo di piatti di quest'ultima mi ha letteralmente fatto saltare dalla mia poltrona. La stessa cosa succede con la grancassa e con gli ottoni quando sono davvero soffiati. E poi i piano dell' orchestra, sono così lontani dai picchi della dinamica, quasi inudibili. Direi come accade quando si ascolta un'orchestra sinfonica dal vivo!



 

QUASI COMMOSSO...

Grazie al tempo per il quale le ho avute a disposizione, con le Twin Pulse ho naturalmente ascoltato tantissima altra musica: il notturno di Radio Montecarlo, l'audio di alcuni film trasmessi in TV (segnalo la sorprendente qualità dell'audio di alcuni film di Harry Potter), e tanto, ma tanto vinile. Ma lo spazio è tiranno e concludo accennando anche ad alcuni brani di musica liquida: vi dico che, come considerazione generale, riconoscere la diversa qualità dei vari standard disponibili è più facile del solito. Ottima la performance delle Twin Pulse con le voci femminili: Ella abraca Jobim (1981), Cassandra Wilson, Live (1991), Eva Cassidy, Live At The Blues Alley (1996). Anche con Oscar Peterson, We Get Requests (1964), sempre dal vivo, che conosco a memoria essendo uno dei miei preferiti,  le Twin Pulse confermano le sue qualità.
Concludo raccontandovi che mi sono quasi commosso ascoltando il White Album (1968) dei Fab Four. Naturalmente, per una persona della mia età è il singolo gruppo - insieme ai Pink Floyd - che conosco e ascolto maggiormente. Mi ripeto, ma qui le voci, ma anche le chitarre e la batteria del tanto bistrattato Ringo offerte dalle Twin Pulse sono davvero di grande livello.
‘Monitor’ con la Spirit vuol dire monitor come raramente accade con altri trasduttori, siano essi cuffie o diffusori.

 

CONCLUSIONI

Volevo prima di tutto ringraziare pubblicamente Andrea Ricci della Spirit Torino per la cortesia e disponibilità nel fornirmi tutte le informazioni che gli ho richiesto, inclusi brani musicali e dettagliate spiegazioni tecniche alle quali ho potuto solo accennare per evidenti motivi di spazio.
C'è una delle affermazioni che potete leggere sul sito della casa che mi sento di condividere al 100%: “ ... la Twin Pulse è veloce come nessun altra...”. Aggiungo che anche la micro-dinamica, molto collegata alla velocità di un trasduttore, è eccellente. Così come la macro dinamica. I passaggi in piano si sentono appena e i picchi vi fanno saltare dalla sedia,  più o meno come accade dal vivo.
Il prezzo richiesto di 2.950 euro è sì, elevato, ma se volete una cuffia di questo livello vi consiglio fortemente di ascoltarla. Attenzione però, se non disponete di un amplificatore per cuffia altrettanto di altissimo livello, non sfrutterete tutte le potenzialità delle Twin Pulse.

Vincenzo Fratello / AUDIOPHILE sound

 

Un’appunto di Pierre Bolduc

In questo’articolo Vincenzo accenna al problema della riproduzione della zona grave dello spettro di tutte le cuffie, e in particolare come cuffie diverse come le STAX affrontano quel problema. A causa di una mancanza di spazio abbiamo deciso di affrontare l'argomento in un articolo futuro più esteso, e realizzato da vari critci, nel quale analizzeremo non solo quel particolare argomento, ma anche le percezioni spesso erronee legate a una corretta riproduzione della zona grave e medio-grave dello spettro sonoro.

Pierre Bolduc / editore di AUDIOPHILE sound

 

Distribuzione e prezzo

Le cuffie SPIRIT TORINO TWIN PULSE sono disponibili al prezzo di 2,900 euro con cavo staccabile e 3,000 euro con cavo fisso. Sono distribuiti in Italia da Spirit Sound Store Italia.

Vincenzo Fratello è un collaboratore della rivista Audiophile Sound

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