Il vostro carrello è vuoto

Sezioni :
Banco di prova

Scansonic HD: Diffusori MB 3.5 B

da Audiophile Sound |

Non fatevi ingannare dalle dimensioni di questi “tower” di 1.20m...

Dalla Danimarca con furore! Ecco che cosa ho pensato quando Massimo La Vigna, il patron della DML Audio, in accordo con Pierre Bolduc, editore di Audiophile Sound, mi ha contattato per informarmi che mi avrebbe inviato una coppia di diffusori tower entrati nel catalogo dei prodotti in distribuzione per l’Italia, ossia gli Scansonic HD MB 3.5 B. In questa serie dell’azienda danese si pongono come middle-level, tra l’entry level rappresentato dai diffusori da supporto MB 1 B e i top level MB 6 B, oltre ai MB 2.5 B e i MB 5 B, che si pongono subito prima e dopo gli MB 3.5 B.

La mia curiosità nasceva dal fatto che gli Scansonic condividono con i più famosi (e blasonati) diffusori Raidho lo stesso progettista, ossia Michael Borresen, un nome che è circondato da una patina leggendaria tra gli audiofili, soprattutto quelli dell’Europa del Nord. E se il marchio Raidho è associato all’Hi-End per eccellenza, quello Scansonic viene visto e considerato come il “fratello povero”, insomma un gradino più sotto, anche per via di prezzi decisamente più abbordabili. Ma di quanto gli Scansonic potevano trovarsi sotto a livello di qualità riproduttiva rispetto ai diffusori Raidho, e non mi riferisco tanto ai top di gamma TD4.8e TD4.2 (chi li ha ascoltati mi avrà capito), quanto a quelli che appartengono alla serie X2 che, guarda caso, a livello di design sono simili proprio ai Scansonic HD serie MB B?

È stata questa la domanda (con relativa curiosità) che mi sono posto in attesa di riceverli...


DIMENSIONI COMPATTE...
Certo, quando ho ricevuto il collo mi è preso un colpo (oltre a rischiare il colpo della strega per via del fatto che ho dovuto portarmelo da solo in casa), considerate le sue generose dimensioni. Ma una volta aperto il robusto cartone, ho capito che i diffusori erano letteralmente imbragati e bloccati con tutti i crismi, perfettamente al riparo da possibili urti e colpi. In effetti, le dimensioni di questi MB 3.5 B non sono da infarto, visto che sono alti 120 centimetri e pesano poco meno di 21 chili l’uno, ma devono essere maneggiati con attenzione, soprattutto nel montare il sistema di punte (le quali sono fortunatamente smussate, evitando di conseguenza litigi o, peggio, scatenando gli effetti nefasti dell’annosa legge del WAF, chiaro no?).

Le istruzioni consigliano di farlo in due, ma se si ha un minimo di manualità e di accortezza si riesce a farlo da soli, avvitando le otto viti fornite nel kit e posizionando con cura i diffusori sul pavimento. Una volta montate le punte e posizionati i diffusori, si resta colpiti in effetti sia dalle loro dimensioni compatte, sia dal tipico design scandinavo, essenziale, pulito, razionale. Il cabinet è in alluminio nero, molto elegante, e ospita sul pannello frontale un tweeter a nastro e due midrange woofer in carbonio da 115 mm, oltre a due altri woofer conici in alluminio da 165 mm posti sul pannello laterale (quindi, posizionando i diffusori, assicuratevi che questi due woofer si trovino esteriormente).

Avere a disposizione cinque trasduttori per canale se da una parte può avere i suoi vantaggi per ciò che riguarda la riproduzione dei medio-bassi e dei medio-acuti, dall’altra può rappresentare non tanto un problema, quanto un fattore di cui tener conto per quanto concerne il loro posizionamento, soprattutto per via dei due woofer laterali. Date le loro peculiarità, come si vedrà più avanti, l’operazione più delicata riguarda proprio il posizionamento, in quanto le loro dimensioni contenute (rispetto ai miei diffusori tower di riferimento AM Audio Supreme occupano meno della metà dello spazio) non devono ingannare. Quindi, sappiate che gli Scansonic HD MB 3.5 B hanno bisogno di aria, di tanta aria intorno a loro (per quanto mi riguarda, per tirare fuori il meglio, ho dovuto posizionarli garantendo loro almeno due metri dalla parete posteriore e non meno di un metro e mezzo da quelle laterali per dare modo ai due woofer posti di lato di esprimere meglio la gamma medio-bassa).

 

 

 

IL CARBURANTE NECESSARIO…
Questi diffusori, come si può leggere nelle specifiche, vantano una sensibilità di 89 dB e ciò impone, sempre che si voglia sfruttarli al meglio, un’amplificazione degna sia a livello di qualità, sia a quello di energia (50 W è il minimo sindacale, ma dovete andare ben oltre per garantire il “carburante” necessario affinché il loro “motore” funzioni a pieno regime).

Ora, da questo punto di vista, i miei finali di potenza AM Audio B-130 Reference mono in classe A, capaci di erogare 130 W su 8 ohm, erano proprio quello che ci voleva per dare la sferzata giusta. Così, li ho lasciati rodare non meno di 50 ore per garantirmi una sufficiente elasticità e velocità timbriche e, alla fine, sono passato alla prova d’ascolto…


“SI SONO BEVUTI STRAVINSKY!”
Il test ha riguardato sia ascolti da vinile, da CD e da file Hi-Res, proprio per saggiare le varie risposte che questi diffusori potevano offrire (Massimo La Vigna, inviandomeli, aveva decantato la loro qualità e il mio compito era appunto quello di accertarle o meno).

Ho iniziato con un SACD e un CD, il primo riguardante “L’Uccello di fuoco” di Stravinsky con Paavo Järvi dirigere la Cincinnati Symphony Orchestra su Telarc (per provare la dinamica) e il secondo con brani di autori minimalisti contemporanei eseguiti dall’arpa di Floraleda Sacchi della Decca nel disco “Minimal Harp” (per analizzare l’equilibrio tonale).

Ovviamente, per Stravinsky mi sono concentrato su un brano dell’“Uccello di fuoco” conosciutissimo dagli audiofili: la “Danza infernale del Re Katschei”, capace di mettere davvero alla frusta la risposta dinamica da parte dei diffusori, per via di quei fulminanti tutti che investono l’intera compagine orchestrale. Ragazzi, sia ben chiaro, qui i diffusori devono restituire velocità da fulmine ed energia da centrale atomica, con un decadimento degli armonici che dev’essere immediata, tenendo inoltre conto di un altro fattore, ossia che in questa presa del suono Jack Renner ha probabilmente aggiunto delle anfetamine, poiché il picco di climax che riesce a esprimere può veramente causare problemucci non indifferenti a trasduttori non all’altezza. Ebbene, gli Scansonic HD in esame si sono bevuti questo brano, a livello di dinamica, come un salutare bicchiere d’acqua, non facendo nemmeno una piega (sono solo dovuto intervenire durante la riproduzione in corso restringendo legger-mente il fuoco tra i diffusori, permettendo ai woofer laterali di “esplodere” ancora meglio).Velocità, potenza, decadimento subitaneo e, soprattutto, la restituzione dell’immagine delle varie sezioni sollecitate, che nella frustata iniziale del brano sono apparse correttamente alle mie orecchie per poi scomparire un attimo dopo, senza che aleggiasse nulla nell’aria.


“MI HA COLPITO LA CAPACITA’ DI FARE PULIZIA”
A quel punto, mi sono focalizzato sulla prima delle cinque “Metamorphosis” di Philip Glass nella versione per arpa. Un brano ideale per prendere in considerazione la cristallinità del registro medio-alto da quello medio-basso, i quali devono essere assolutamente indipendenti per restituire con efficacia il ritmo ipnotico che questo brano esprime. Anche qui, la risposta dei diffusori danesi non si è fatta attendere: mi ha colpito la capacità di fare pulizia, di circoscrivere chiaramente i registri e le loro emissioni senza apparenti sbavature, con le corde dello strumento fissare con fluidità i timbri, mostrandoli all’interno dei confini dati dal suono espresso. Tra l’altro, ho potuto accertare la chiarezza, il dettaglio della gamma medio-bassa, corposa, ma pienamente controllata, un aspetto che solitamente si può apprezzare in diffusori tower di prezzo superiore.


“VOCI MATERIALIZZATE”
Per cogliere meglio le debite sfumature, ho poi voluto ascoltare la resa delle voci umane con l’ausilio dell’analogico. Per questo ho fatto riferimento a una registrazione della Decca, con il capolavoro operistico di Leos Janácek, “Dalla casa dei morti”, diretta da Sir Charles Mackerras, con Jirí Zahradnícek, Ivo Zídek, Václav Zítek, il coro del Staatsopernchor di Vienna e i Wiener Philharmoniker, risalente al 1980. Al di là della buona presa del suono, tipica della Decca, questa registrazione restituisce un ottimo palcoscenico sonoro, in cui i cantanti possono essere spazialmente “visti” in modo ottimale. La risposta degli Scansonic MB 3.5B, in tal senso, non si è fatta mancare, anzi; il soundstage si è dispiegato e si è concretizzato con un senso della realtà spaziale di indubbia efficacia e le voci si sono materializzate in modo convincente. Questa capacità di convincere può essere resa in questo modo: la fisicità in cui i cantanti prendono possesso dello spazio sonoro come se fossero stati improvvisamente calati in esso, cosa che i diffusori dell’azienda danese sono stati in grado di fare, restituendo una profondità, un’ampiezza e un’altezza del volume timbrico del suono. Ciò si fa apprezzare, come in questo caso, soprattutto quando noi riusciamo a “vedere” gli artisti che si muovono nello spazio attraverso il progressivo spostamento delle loro voci: più ciò avviene in modo naturale, fluido, più riusciamo a vederli muoversi, aumentando il senso di realtà sonora e fisica dell’evento musicale.

 

Stream & Download Qobuz

 

 

DUE TEST CON DOWNLOAD QOBUZ


BRUCKNER: “IL DOVUTO ELOQUIO TIMBRICO”
La validità di questi diffusori, della loro risposta, del loro modo di soddisfare le esigenze imposte dai vari parametri audiofili è venuta, infine, con l’ascolto di due album in Hi Res.

Ho cominciato con una nuovissima registrazione messa a disposizione dalla piattaforma Qobuz, l’incisione della Sony in 24/96 della Terza Sinfonia di Bruckner, con Christian Thielemann alla testa dei Wiener Philharmoniker. La coppia di Scansonic è riuscita a fare solitamente ciò che è possibile ai diffusori tower di una certa dimensione, vale a dire restituire il respiro timbrico di grandi masse sonore, soprattutto quando il timbro entra nei territori del registro acuto. E questo con Bruckner capita spesso, poiché il suo modo di impiegare soprattutto la sezione degli archi in modo “ascensionale”, porta progressivamente l’altezza del suono a salire sempre più, sollecitando e mettendo sotto pressione i tweeter nel corso dei climax. Ebbene, nel primo tempo di questa Sinfonia il tweeter a nastro non solo ha saputo reggere la forza d’urto del registro acuto (gli archi dei Wiener Philharmoniker non scherzano in fatto di energia!), ma ha saputo di spiegarlo, manifestarlo con il dovuto eloquio timbrico, riproducendo la naturalezza del muro sonoro che andava progressivamente ad alzarsi come una marea.

 

Stream & Download Qobuz

 

 

MODERN JAZZ QUARTET: “HO AVUTO I BRIVIDI...”
Infine, l’ascolto dello xilofono di Milt Jackson e del pianoforte di John Lewis all’inizio di “Versailles”, primo brano della raccolta “The Complete Atlantic Recordings 1956-1960”  del Modern Jazz Quartet, sempre da Qobuz (16/44.1) mi ha fatto venire letteralmente i brividi... L’immagine ricreata dalla coppia di diffusori è stata capace di evidenziare un notevolissimo decadimento armonico, con il timbro del registro acuto dello strumento a percussione che correttamente aleggiava nell’aria prima di dissolversi come una nuvola di zucchero filato, a differenza del pianoforte in cui il registro medio-grave smorzava repentinamente verso i territori del silenzio.


CONCLUSIONI
Riassumendo, ripeto che non bisogna farsi ingannare dalle dimensioni contenute di questi Scansonic MB 3.5 B, il cui prezzo di euro 4.500 rappresenta un motivo in più per vagliare il loro acquisto. Certo, se è vero che questa coppia di diffusori scandinavi è in grado di dare tanto, è anche vero che devono ottenere altrettanto. Questo significa che bisogna dare loro modo di rodarsi a dovere (me ne sono reso conto con l’andare avanti della prova d’ascolto, con il suono che usciva sempre più pulito, rotondo, smussato ed energico), così come il loro posizionamento all’interno della sala d’ascolto (se il vostro impianto si trova in un ambiente vasto non dovete preoccuparvi, poiché questi Scansonic non temono le praterie… ), che dev’essere focalizzato in modo certosino, lavorando sui centimetri e con un adeguato distanziamento dalle pareti, soprattutto quelle laterali. Infine, hanno bisogno di tanta, tanta, tanta energia da parte della sezione dell’amplificazione, e questo vuol dire, a meno che i vostri amplificatori non appartengano all’empireo Hi-End, che è meglio fare affidamento sui mosfet che sulle valvole. Se concederete tutto ciò, allora gli Scansonic MB 3.5 B frutteranno ben oltre ogni centesimo di quello che costano.


Andrea Bedetti / Collaboratore Audiophile sound

 


Scheda Tecnica

Dimensioni: (LxAxP) 178 x 1138 x 286 m
Peso: 20,8 kg
Risposta di frequenza: 27 Hz - 40.000 Hz
Impedenza: > 5 ohm
Sensibilità: 89 dB
Frequenza di taglio: 150 Hz - 2600 Hz / Fase minima
Mobile: design curvo, molto rinforzato, bass reflex con porta caricata anteriormente, piedi in alluminio regolabili
Altoparlanti: 1 x tweeter a nastro, 2 x Mid/Woofer da 115 mm, 2 xWoofer da 165 mm (laterali)
Finitura: seta nera o seta bianca
Amplificazione: Si consigliano amplificatori di alta qualità > 50W

 

Distribuzione e prezzo

I Diffusori MB 3.5 B sono distribuito in Italia dalla DML AUDIO di Santarcangelo di Romagna (RN). I Diffusori MB 3.5 B costano 4500 euro.

 

Andrea Bedetti è un collaboratore della rivista AUDIOPHILE SOUND

Per informazioni sulla rivista Audiophile Sound visitate questa pagina