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Roon Nucleus

da Audiophile Sound |

I nuovi media server Roon: Nucleus e Nucleus +

Inizialmente Roon doveva essere installato su un PC dotato di sistema operativo Windows, Linux o MacOS. Il problema è che piuttosto raramente i PC vengono dedicati in modo esclusivo alla funzione di music server, affiancando a essa le quotidiane attività quali web browsing, email ecc. Vi sono poi da considerare i problemi legati agli aggiornamenti del sistema operativo, all’hardware e all’ottimizzazione in genere, nonché la necessità di avere collegati tastiera, monitor e mouse.

Per fare fronte a tali problematiche gli sviluppatori di Roon hanno seguito una duplice strada: dapprima hanno messo a punto ROCK (Roon Optimized Core Kit), una versione personalizzata di Linux, ottimizzata per eseguire solo Roon su sistemi basati sull’hardware Intel NUC, il cui assemblaggio è delegato all’utente finale. Tuttavia, consapevoli del fatto che una ampia schiera di potenziali utilizzatori non è in grado di mettere le mani sull’hardware e software del computer, gli ingegneri di Roon hanno messo a punto due prodotti pronti all’uso: Nucleus e Nucleus +, giunti ora alla seconda versione.

Hanno configurazioni hardware differenti per soddisfare esigenze diverse.

- Nucleus utilizza una scheda NUC7i3BNH basata su processore i3, 4 GB RAM e un SSD da 64 GB M.2. Questo sistema è consigliato per librerie di piccole e medie dimensioni (meno di 12.000 album).

- Nucleus+ utilizza una scheda NUC7i7BNH basata su processore i7, 8 GB di RAM e un SSD da 64 GB M.2. Questo sistema è consigliato per librerie di grandi dimensioni e per quegli utenti che utilizzano le funzionalità avanzate di Roon quali convoluzione, sovracampionamento in DSD, ecc.

- Il numero 7 che compare nella sigla indica la settima generazione di NUC Intel, ma la compatibilità del sistema operativo ROCK è garantita anche con le precedenti generazioni 6 e 5. La limitata dotazione di RAM è dovuta al fatto che il sistema non utilizza mai più di 8 GB.

- L’acquisto di un Nucleus non comprende la licenza di Roon i cui costi sono i seguenti: 1. il download è gratuito e permette un periodo di prova di due settimane, dopodiché 2. è necessario acquistare una licenza con rinnovo mensile a 9.99 USD o una licenza illimitata a 699 USD.

Rispetto alle prime unità introdotte nel 2018, gli attuali Nucleus e Nucleus + sono prodotti in un nuovo stabilimento in California. Roon Labs ha colto l'occasione per rivedere il cabinet, ampliandone le dimensioni interne, ma mantenendo lo stesso sistema di raffreddamento passivo della versione precedente. Il layout è stato modificato per consentire l’impiego di unità SATA fino a di 15 mm di spessore (la versione precedente poteva ospitare solo unità da 9 mm). La presenza di una seconda uscita HDMI sul pannello posteriore denuncia l’impiego di una diversa scheda NUC. Le modifiche apportate non hanno alcun impatto sulle specifiche del prodotto (come dimensioni della libreria o numero di zone gestibili) o esperienza dell’utente (qualità del suono o velocità).

 

Il sistema di Roon

È costituito da tre elementi: 1. Core/Server, 2. Remote, 3. Endpoint. Possono trovarsi tutti su un singolo computer, su due computer o divisi su tre computer o dispositivi audio.

Il Core è il ‘cervello’ di Roon ed è il ruolo svolto dal Nucleus. Il telecomando (Remote) può essere svolto da un PC, o da un dispositivo smart iOS o Android (phone o tablet). L’Endpoint è il ruolo più difficile da comprendere: può essere l’insieme di un DAC USB collegato a un dispositivo che esegue il software Roon (un PC, uno streamer Roon Ready o anche un Raspberry) o un dispositivo connesso alla rete (DAC con porta di rete Ethernet) che esegue il software Roon.

L'architettura Roon, nell’implementazione basata su un server Nucleus, può essere configurata in diversi modi; eccone alcuni:

- Nucleus con funzione di Core con i file audio memorizzati sul disco rigido interno da 2.5 pollici (opzionale un'unità USB collegata per il backup), Roon Remote in esecuzione su un iPad e audio inviato a un DAC RoonReady su LAN Ethernet;

- Nucleus con funzione di Core con i file audio memorizzati sul disco rigido interno da 2,5 pollici (opzionale un'unità USB collegata per il backup), Roon Remote in esecuzione su un iPad e audio inviato a un dispositivo audio USB o HDMI direttamente collegato al Nucleus;

- Nucleus in funzione di Core, file audio memorizzati su un NAS, Roon Remote in esecuzione su di un iPad e audio inviato ai dispositivi di rete RoonReady.



Roon non si limita al ruolo di player. Esso svolge una ben più ampia funzione che riguarda l’indicizzazione e l’aggiunta di informazioni provenienti dai database proprietari dell’azienda, al fine da rendere la fruizione della musica più intuitiva e gradevole grazie a quella che gli sviluppatori definiscono “esperienza software unificata”, Questa è tale da affiancare all’ascolto di qualità la possibilità di scoprire le relazioni che intercorrono tra i contenuti della nostra libreria audio e la musica intesa in senso più generale, il tutto mediato da un’interfaccia grafica così curata da rendere la navigazione un’esperienza gratificante sia sul piano dei contenuti che su quello estetico. Nella pratica ciò si traduce nell’integrazione delle informazioni associate alle nostre tracce audio (metadati), nonché nella possibilità di consultare i testi delle canzoni, le biografie degli autori, compositori, esecutori, ecc.

Roon può integrare al suo intero i flussi di dati provenienti da Qobuz e i vari stream Internet Radio, mantenendo fluida e coerente la navigazione all’interno di questo vasto universo musicale. Roon gestisce tutti i formati di file comprese le varianti del DSD sia stereo che multicanale, mette a disposizione una sofisticata sezione DSP, nonché la capacità di eseguire upsampling o downsampling on the fly per adattarsi alle esigenze del DAC al quale è collegato. Infine gestisce sistemi multiroom, il che significa che un unico server può inviare musica a più sistemi audio che possono riprodurla sia contemporaneamente che non (ogni sistema collegato può suonare la traccia che vuole).

 

Tecnica

La filosofia progettuale di Nucleus non privilegia un sistema di archiviazione dati rispetto ad altri, considerando che le preferenze degli utenti variano tra chi preferisce lo storage interno, esterno, e chi, utilizzando solo servizi in streaming, non ha necessità di archiviare dati. Osservando la foto dell’interno si può evincere  come il Nucleus venga venduto privo di un disco rigido interno; se si vuole memorizzare musica su un'unità interna, bisognerà dotarlo di un’ulteriore unità di memoria a stato solido (SSD) da 2,5 pollici o di un normale HDD. L'unità M.2 è utilizzata solo per il sistema operativo (circa 2 GB) e per l’applicazione Roon con il relativo database. Sfruttando le porte USB è possibile utilizzare uno o più dischi USB (I Filesystem supportati sono: FAT32, NTFS, exFAT, HFS+ [“MacOS Extended”]) per la memorizzazione di musica e/o collegare direttamente al Nucleus un DAC esterno. Il Nucleus è assolutamente silenzioso poiché privo di ventola di raffreddamento e ciò, assieme alle ridotte dimensioni, ne rende possibile l’inserimento in sala di ascolto anche con l’eventuale cavo USB per il collegamento al DAC non troppo lungo. Manca la meccanica CD; la considerazione fatta dal team progettuale è che la maggioranza degli utenti di musica liquida ha ormai già effettuato il ripping dei dischi e pertanto non ha più questa necessità. Cionondimeno, se si collega un lettore esterno USB e si inserisce un CD, il Nucleus provvederà in modo automatico al ripping in modalità bit perfect. E ancora, manca una uscita analogica asservita a un DAC interno: in primo luogo perché la politica di Roon è sempre stata quella di supportare il maggior numero di produttori specializzati in quel segmento del mercato, piuttosto che proporsi direttamente come costruttore di DAC; in secondo luogo perché il Nucleus si propone solo come sorgente allo stato dell’arte.

Il cabinet del Nucleus è realizzato in alluminio pressofuso, completamente alettato e verniciato in colore antracite. Esteticamente l’oggetto è ben riuscito, elegante e coerente con la linea grafica dell’applicazione Roon. A detta dei designer i riferimenti formali utilizzati per la progettazione sono stati il Monolite Nero di 2001 Odissea nello spazio (Stanley Kubrick) e la Scatola di Lemarchand del film Hellraiser e, per il pannello posteriore, le entrate degli hangar della Death Star di Star Wars.

 

Utilizzazione e ascolto

Complessivamente le operazioni di setup - da svolgersi con l’ausilio di un PC, tablet o di uno smartphone nel ruolo di Remote control - non durano più di dieci minuti. Grazie all’ottimizzazione del sistema operativo, l’avvio è fulmineo (nell’ordine dei cinque secondi). Quando il Nucleus si presenta sulla LAN è necessario fornirgli il numero di licenza di Roon, e indicargli il percorso per accedere ai dischi USB o ai NAS presenti in rete; con queste informazioni inizia a popolare il proprio database interno.

 

Come suona il Nucleus?

La risposta, a mio avviso, è semplice: benissimo. Per quanto ci si possa sforzare nel tentativo di ottimizzare un server basato su Windows, per non parlare di Mac OSX, siamo ben lungi dal livello di ottimizzazione fornito dal sistema operativo Roon/ROCK che è stato concepito per svolgere una sola funzione. Si può obiettare che in ambito Windows esistono alcuni software - Fidelizer e Audiophile Optimizer in primis - che permettono di gestire al meglio l’allocazione di risorse del calcolatore in modo da privilegiarne le prestazioni audio, ma la complessità di gestione/utilizzazione non è alla portata di tutti, inoltre il costo di un server Windows high end non è trascurabile.

L’altro aspetto da tenere in considerazione, relativamente alla pura prestazione audio, riguarda la modalità di collegamento al DAC: via USB o via rete mediante l’interposizione di un endpoint (leggi un’altro PC sul quale gira Roon). Nel primo caso la prestazione esibita dal Nucleus è stata sicuramente superiore a quella di un Mac mini e di un PC mini ITX usati per il confronto, con una superiore silenziosità e una gamma bassa più estesa e articolata. Nel secondo caso, quello del collegamento via rete locale, non ho dubbi a considerare il Nucleus il miglior sistema di trasporto che mi sia capitato di ascoltare, una sorgente del tutto neutra per inviare musica allo Streamer/DAC.

 

Conclusioni

Utilizzo ormai da anni un server Roon ROCK autocostruito e pertanto non avevo bisogno di essere convinto della qualità della soluzione già assemblata che è sonicamente identica. La differenza di prezzo tra le due soluzioni è innegabile, ma mi rendo anche conto che si tratta di proposte destinate a un pubblico sostanzialmente diverso. Quello che per uno ‘smanettone’ come il sottoscritto può essere motivo di divertimento, può costituire un problema insormontabile per il normale appassionato di musica il quale, acquistando il Nucleus, ha la garanzia di essere supportato da una assistenza post-vendita che altrimenti non avrebbe.

Giulio Salvioni

 

Caratteristiche tecniche:



 

*N.B. Il server non include la licenza al servizio Roon.

 

Roon Nucleus è distribuito in Italia da Audiogamma S.p.A. - Via Nino Bixio 13 - 20900 Monza (MB)

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