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Banco di prova

NETWORK ADAPTOR LINDEMANN LIMETREE BRIDGE

da Raffaele Cuccu |

L'equilibrio tedesco in questo bridge accessibile e di ottime prestazioni

Confesso di non conoscere i prodotti Lindemann, una casa costruttrice tedesca che opera nel nostro settore oramai da qualche anno (1993) e che attualmente sembra essersi specializzata nella musica digitale sotto varia forma. Ci è stata quindi recapitata da Audioplus, suo distributore per l'Italia, questa ‘macchinetta’ che rappresenta uno dei primissimi ‘bridge’ da noi provati; ma vediamo di fare un po’ di chiarezza per i pochi audiofili che probabilmente non sono ancora entrati nel magico mondo dello streaming: cos'è uno streamer e cosa è un bridge?

 

STREAMER & BRIDGE: QUALCHE DEFINIZIONE…

Beh, in parole più che povere c'è la stessa differenza che corre tra un CD player e una meccanica CD, ovvero il primo ha un'uscita analogica da collegare al nostro preamplificatore (come lo streamer) mentre la seconda deve essere collegata a un convertitore digitale-analogico - DAC - (come il bridge).

Lindemann ha in catalogo entrambe gli apparecchi offerti rispettivamente a 940 e 780 euro e che fanno parte di una linea di prodotti di piccole dimensioni che comprende anche un pre-phono, un DAC e un amplificatore per cuffia.

 

A CHI PUO SERVIRE?

A chi può servire un apparecchio del genere?

Bene, proviamo a immaginare un amante della musica che voglia avvicinarsi alla rete, con la sua straordinaria offerta di album. Se il Nostro non ha un impianto troppo sofisticato e se non è troppo amante dei computer, ecco che uno streamer può costituire la risposta ai suoi desideri; mentre se l'impianto a disposizione prevede già un DAC di buon livello, allora la soluzione più consona potrebbe proprio risiedere nel ‘bridge’ che, grazie all'assenza di un convertitore interno - inevitabilmente soggetto a qualche compromesso - fungerebbe da solo ‘ponte’ (vuoi il caso che si chiami proprio così...) tra la musica presente in rete e il proprio impianto, con conseguente miglioramento del risultato finale.



Vediamo ora il caso dell'audiofilo che già possieda un sistema informatico dotato di dischi esterni sui quali ha riversato la sua discografia. In questo caso il computer presumibilmente è connesso alla rete per cui è lo stesso PC (o, meglio, MAC...) che funge da ‘bridge’: ci sono tuttavia delle differenze perchè in quest'ultimo caso ci sarà da passare attraverso una porta USB, con tutte le sue ‘limitazioni audiophile’, mentre nel caso di un ‘bridge’ si entra direttamente nel DAC attraverso un cavo (ottico o coassiale).

Un unico appunto: credo che il ‘sistema tradizionale’, che sia LP, CD o file HD non verrà completamente superato: ricordiamoci che se fossimo senza linea internet e avessimo solamente questo Lindemann non ci resterebbe altro che fischiettare la nostra canzone preferita per avere un po' di musica...

 

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO

Esaminiamo ora questa simpatica scatoletta. Il retro comprende la citata coppia di uscite digitali (SPDIF e TosLink), un ingresso USB per la lettura di chiavette, un ingresso LAN, un'antenna per WLAN e l'indispensabile connettore per l'alimentazione; il pannello frontale comprende solo un interruttore e tre spie dai colori variabili in funzione del funzionamento.

La connessione necessita di un minimo di smaliziatura da parte dell'utente: naturalmente la ‘scatoletta’ dovrà essere connessa a un sistema di controllo costituito da uno smartphone o da un tablet che, altrettanto naturalmente, dovranno essere collegati alla stessa rete domestica.

Per prima cosa ci sarà quindi da scaricare l'apposita applicazione presente sia per i sistemi Android che Apple. Una volta scaricata l'applicazione sarà necessario il settaggio e, soprattutto, il collegamento a un sito che offra una libreria musicale: nel mio caso ho usufruito di Qobuz, utilizzato in modo pressoché continuativo nei miei impianti.

I settaggi si limitano a scegliere la massima frequenza di campionamento desiderata: in questo modo tutti i file ascoltati verranno automaticamente sovracampionati, ma per un fattore 2 o multiplo di 2.

Le spie sul pannello frontale (oltre all'indispensabile accensione) sono quella ‘SR’ che indica il Sampling Rate di ingresso e quella ‘Mode’ che indica la frequenza di campionamento in uscita e che il DAC provvederà a indicare numericamente. Il Lindemann Bridge è in grado di accettare segnali in ingresso fino a 384 kHz e DSD fino a 4x, ma confesso che non avevo a disposizione tali tipi di file, per cui mi sono ‘limitato’, per così dire, a un ascolto in PCM.

 

 

IMPRESSIONI DI ASCOLTO

La semplicità di installazione e la ‘trasportabilità’ di questo complemento hi-fi mi ha permesso di ‘giocarci’ con gli impianti a disposizione, compreso quello quasi vintage presente nello studio e utilizzato per parecchie ore al giorno.

L'ascolto critico si è concentrato soprattutto cercando di afferrare con compiutezza le varie differenze tra l'ascolto direttamente in rete (con il Lindemann) e quello attraverso il computer che, per quanto sofisticato possa essere, NON è nato per il precipuo ascolto hi-fi...

Ho utilizzato sia file a risoluzione CD (che il Lindemann provvedeva a sovracampionare) che file in alta risoluzione; per completezza ed equità del confronto ho utilizzato la possibilità del player Audirvana di sovracampionare di un fattore 2x (o multiplo) il file in ingresso, in modo da rendere il confronto quanto più possibile congruente.





Bene, dopo numerosi confronti, non troppo semplici nella deduzione dei risultati, ma semplicissimi da effettuare (basta selezionare l'ingresso del DAC...), sono riuscito a evincere le diversità tra i due sistemi. Il Lindemann sembra avere un equilibrio timbrico più spostato verso tonalità chiare e aperte, seppur tale sensazione possa dipendere anche dal file riprodotto; il ‘bridge’ parrebbe inoltre guadagnare una manciata di herz verso la gamma bassa, seppur questa impressione risulti più marcata con le JBL dotate di una estensione in tal senso che ha pochi rivali in questa fascia di prezzo.

La maggior ariosità in alto sembrerebbe anche leggermente accentuata da una sensazione di una risoluzione leggermente superiore rispetto a quanto offerto dall'ascolto mediante computer, seppur in questo caso ci si debba davvero sforzare per tentare di acquisire e confermare tale tipo di sensazione di maggior completezza del dettaglio che sembra donare anche un po’ di naturalezza in più alla riproduzione.

 

Conclusioni

Un nuovo prodotto, o meglio una nuova tipologia di prodotto dedicato a una nicchia neppure troppo ristretta di audiofili che vogliono avvicinarsi alla musica in rete con poca spesa, riuscendo poi ad ascoltare una discografia che pochi, molto pochi possono vantare all'interno dei loro scaffali discografici.

Il costo ridotto e le ottime prestazioni dovrebbero garantire al Lindemann Bridge la strada aperta per un primo approccio a quanto presente in rete.

 

Distribuzione e prezzo

Il network adaptor Lindemann Limetree Bridge costa 780 euro ed è distribuito in Italia dalla Audio Plus Hi End di San Benedetto del Tronto (AP).

Riccardo Mozzi è un collaboratore della rivista Audiophile Sound

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