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Meze Headphone 99 Classics: la semplicità è arte!

da SUONO.it |

La società romena potrebbe rappresentare l’archetipo della moderna azienda che opera nel settore della riproduzione audio. L’origine geografica testimonia di come il potere nel settore si stia ridistribuendo secondo nuovi canoni; la scelta della vendita diretta online, il fatto che la filiera corta (almeno per alcuni prodotti) sia una soluzione che sempre più spesso ci troveremo ad affrontare...

A dispetto del nome, Baia Mare, il capoluogo del distretto di Maramureș, nella regione storica della Transilvania (poco più di 100.000 anime all’anagrafe), è una piccola città circondata dalle montagne. Il toponimo, infatti, significa letteralmente “Grande miniera” e nasce dalla presenza di importanti risorse minerarie nella zona che hanno costituito la principale fonte economica della zona fino alla drastica riduzione dell’attività mineraria avvenuta all’inizio degli anni ‘90. Gli ultimi tempi sono stati caratterizzati da una ripresa determinata in buona parte da altre attività: la regione è conosciuta per le sue caratteristiche chiese lignee (costruite solamente a incastro, senza uso di chiodi!) con torri alte fino a 70 metri, otto delle quali sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Anche se non sembra, tutto questo naturalmente “c’azzecca” in una certa misura con il costruttore rumeno di cuffie Meze, perché rappresenta l’humus in cui è cresciuto Antonio Meze, industrial designer (tra i vari premi anche il prestigioso RED DOT) e, dal 2010, anno in cui ha fondato la Meze headphones, costruttore Hi-Fi. Nomen omen, verrebbe da sé, visto che il termine meze deriva dal greco mezés, che a sua volta deriva dalla parola turca meze, termine importato dall’omofono persiano che ha il significato di “gusto”, “sapore”, “condimento”...



Che sia un predestinato o meno Antonio (il termine meze si usa soprattutto in campo culinario) ha dimostrato nel tempo di saper esercitare un notevole gusto nel campo del design e, più recentemente, nella realizzazione delle cuffie che hanno dato vita alla sua avventura nel campo della riproduzione sonora. Dopo una prima fase inevitabilmente pionieristica la Meze ha dimostrato una insospettabile maturità dovuta verosimilmente alle chiare intenzioni del progettista. Come spiega in un interessantissimo video, Antonio Meze si è ispirato per quanto riguarda il confort (la realizzazione dell’archetto e il sistema di snodo) al ben noto sistema “ad ali” della Audio Technica, anche se mediato qui dal desiderio di realizzare il tutto in un unico pezzo (eccetto naturalmente i padiglioni), elemento che ha determinato l’evoluzione del progetto (durata due anni) dalla fase iniziale a quella definitiva, così come rilasciata a metà del 2015 nel modello che porta il nome di Meze 99, qui in prova. La soluzione finale è ben lontana da quella Audio-Technica, anche se risulta molto efficace e funzionale nonostante la semplificazione del sistema che è comunque utilizzato da molti costruttori e si basa su una fascia elastica che consente alla cuffia di “autoregolarsi” in funzione della morfologia di chi la indossa e che ricorda molto più da vicino le soluzioni adottate da AKG sia per il settore pro che quello consumer. C’è da sottolineare che è proprio la semplificazione a rendere probabilmente molto funzionale il sistema di autoregolazione, non sempre così efficiente anche in seguito all'estrema leggerezza della cuffia che calza molto comodamente. Per quanto riguarda invece i padiglioni, Meze, con un’altra “citazione” colta, si affianca ancora una volta ad Audio-Technica ma anche a Grado e Denon per la scelta del materiale per la realizzazione dei padiglioni, del legno lavorato con macchine automatizzate. Materiale, il legno, che Meze ha deciso di utilizzare tout court: anche i due modelli in ear (11 Classics e 11 Deco) utilizzano questa soluzione e indubbiamente, dal punto di vista estetico, le cuffie ne guadagnano! Ognuno dei prodotti è offerto in due essenze lignee (acero e noce).



La 99 Classic presenta delle linee molto pulite e semplici, impreziosite dalla presenza dei gusci in legno che appaiono di buona fattura e ben lavorati. Altrettanto si può dire dell’archetto e della struttura di sostegno, originale (anche se, come detto, si ispira ai classici del genere) ma che risulta particolarmente sensibile al movimento e alle vibrazioni che vengono trasmesse all'intero corpo della cuffia. La struttura metallica dell’archetto è particolarmente risonante mentre anche i piccoli movimenti di aggiustamento della fascia elastica che avvolge il capo vengono amplificati. È un effetto abbastanza strano considerate le soluzioni che Meze ha scelto per gli accoppiamenti che avvengono tramite giunti elastici o metallici con interposti elementi smorzanti. Dal punto di vista del comfort la cuffia utilizza un sistema di regolazione automatica determinata dall’allungamento della fascia elastica mentre un giunto all’altezza dell’attacco della struttura ai padiglioni garantisce un certo grado di movimento a 360 gradi. Il risultato finale ha un peso molto contenuto e una notevole piacevolezza che allontana un’eventuale fatica d’ascolto, con un grado di isolamento dall’ambiente esterno che è in linea con questa tipologia di cuffia. A sua volta il cavo, staccabile, offre performance contraddittorie in termini di isolamento dai fastidi esterni: la parte di collegamento all’elettronica è abbastanza inerte, quella sdoppiata che porta separatamente ai due padiglioni in segnale musicale risulta invece particolarmente sensibile allo sfregamento. Il collegamento al padiglione avviene a pressione tramite due mini-jack che forniscono anche l’indicazione del canale sinistro e destro.

La 99 è stata abbinata e confrontata con tutti gli apparecchi in gioco su SUONO, oltre che con i tradizionali riferimenti della rivista. Il suo carattere sonoro appare leggermente “eufonico” anche se non si sono manifestati elementi di fatica di ascolto neppure nelle lunghe sessioni effettuate. L’impronta sonora loudness tende ad esaltare l’emissione della porzione bassa delle frequenze con beneficio della massa sonora che raggiunge l’utente, con una rappresentazione in questa fascia di frequenze abbastanza “tonda” (anche se non eccessivamente) ma leggermente poco articolata per entrare, al di là dell’appartenenza per gamma di prezzo, a performance da primato. In alto, invece, le prestazioni sono davvero piacevoli sia per quello che riguarda le voci che gli strumenti, con il sax, in particolare, riprodotto senza esitazioni o ruvidezze. Notevole la ricostruzione dell’headstage riproposto, che fornisce alla riproduzione aspetti di naturalezza che, uniti a una bassissima idiosincrasia con qualche genere musicale, ne fanno una cuffia dai più ampi e svariati tipi di utilizzo.



Anche per questa ragione quella interpretata dalla 99 Classic è quasi una nuova categoria all’interno delle cuffie. Apparentemente siamo di fronte a una cuffia da abbinare a sistemi di riproduzione portatile, condizione nella quale la Meze offre delle performance di ottimo livello, in virtù di una buona efficienza del sistema e un facile abbinamento con tutti gli iDevices con cui è stata provata. Proprio con i dispositivi compatti e portatili si sono ottenute le performance più “accattivanti”, soprattutto in considerazione della fascia di prezzo e della portabilità. Quasi nessun concorrente in questa fascia di mercato offre altrettanto, ad eccezione forse della Audio Technica, a cui ci si è ispirati nel design e nelle performance, rendendo la Meze 99 Classic una delle poche cuffie audiofile economiche (e una delle pochissime in questa fascia di prezzo con cavo separato) o l’entry level nel gotha delle cuffie.

La calzabilità è buona, favorita dall’estrema morbidezza dei pad e da una ampia superficie di appoggio della fascia superiore, anche se si avverte la rigidità dell’archetto che tende a “farsi sentire”. L’isolamento dall’esterno appare molto naturale: non esaltato ma sufficiente a godere di ascolti intimi non condizionati dalle perturbazioni circostanti. Tutte caratteristiche che fanno propendere favorevolmente, soprattutto per chi ancora deve formare un suo punto di vista in materia di ascolto in cuffia di qualità ma vuole avviarsi su questa strada... Se invece l’obiettivo è quello dell’ascolto in movimento, le performance sono quasi al top assoluto e l’estetica, pur non nei canoni di massimo glamour è comunque di qualità e originale...

 

Connettività




Il box per il trasporto è molto funzionale, con un disegno che circonda la cuffia e non ha spazi interni poco sfruttati. La dotazione di accessori comprende un cavo lungo per ascolti domestici e uno più corto dotato di microfono per jack da 6,3 mm e per aereo, contenuti in un pratico flight case in tessuto.

 



La versione del cavo per l’abbinamento con uno smartphone è dotata di un cilindro in alluminio su cui sono collocati il microfono e il tasto funzione. Il cavo è telato e ha un ottimo effetto anti-aggrovigliamento nella versione lunga per uso home e, ancor meglio, nella versione corta per uso mobile.

 

Banco di misura
Il modulo dell’impedenza si attesta su un valore nominale molto più basso di quello dichiarato dal costruttore, con una significativa deviazione percentuale: dai 32 Ohm nominali dichiarati si raggiungono i 20 Ohm. Un dato che tutto sommato ha poca influenza sui dispositivi progettati per sopportare carichi bassi e che, nel caso delle Classic 99, sono anche facilitati nell’interfacciamento grazie a un carico praticamente resistivo offerto dalle Meze; sarebbe stato comunque opportuno dichiarare 20 Ohm! Non si nota accenno alla risonanza e solo una lievissima perturbazione ad alta frequenza. Le curve dei due altoparlanti sono sovrapponibili.

 

Interno



Colpisce in modo particolare l’eleganza di quasi tutte le soluzioni adottate e il dono della sintesi che ha dato luogo a elementi semplici ma perfettamente dimensionati per lo scopo cui erano destinati. In altri termini il numero di componenti non è elevato e ciò è dovuto a una eccellente ingegnerizzazione anche di produzione che ha semplificato infine l’assemblaggio. I due elementi in legno sono sicuramente molto d’effetto, al pari di quelli metallici di sostegno della cinta dell’archetto; lo sono ancor di più gli innesti, sempre in metallo, di contorno ai connettori di segnale, e i supporti elastici posti fra archetto e padiglione. L’altoparlante è fissato su un supporto in plastica rinforzato che presenta due aperture parzialmente ostruite che mettono in comunicazione la camera posteriore con l’orecchio. L’interno del guscio in legno è riempito con elementi sagomati di materiale fonoassorbente che contribuisce a migliorare l’isolamento con l’esterno e la riduzione di risonanze e riflessioni interne. Da notare che anche la bulloneria è personalizzata e realizzata ad hoc! In definitiva, non sembrano esserci componenti “commerciali”, anche fra le connessioni.



Le parti metalliche sono realizzate ad hoc e finemente lavorate. Anche la bulloneria è realizzata su disegno specifico per il progetto. Il guscio in legno è fissato all’archetto tramite un giunto elastico che agevola il posizionamento sulla testa e isola dalle vibrazioni i padiglioni.



L’altoparlante è incollato alla flangia in plastica e presenta un setto poroso nella parte posteriore e una spugna di protezione, oltre alla lamiera forata nella parte anteriore. Ogni altoparlante è cablato al suo connettore inglobato nel guscio.



I connettori mono sono personalizzati con un corpo molto allungato in metallo che confluisce in un giunto in gomma che termina sul cavo in tela.

 


Scheda Tecnica

Cuffia Meze Headphone 99 Classics
Tipo: chiusa
Trasduttori: dinamici
Impedenza (Ohm): 32
Risp. in freq. (Hz): 15 - 25.000
Sensibilità (dB): 103
Potenza (mW): 30
Cavo: staccabile OFC con jack da 3,5mm
Auricolari: 40 mm
Peso: 260 g
Note: Guscio in legno (noce o acero)

 

Distribuzione e prezzo

Le cuffie Meze Headphone 99 Classics sono distribuite in Italia dalla Tecnofuturo S.r.l. di Brescia (BS). Le cuffie Meze Headphone 99 Classics costano 309,00 euro.

 

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