Il vostro carrello è vuoto

Sezioni :
Banco di prova

Marten: Diffusori Parker Duo

da Audiophile Sound |

“Pochi rivali dal punto di vista della naturalezza…”

Avevo ascoltato in altre occasioni alcuni diffusori della casa svedese e il risultato è sempre stato di un piacevole interesse: finalmente ho avuto modo di eseguire un ascolto in condizioni controllate, ovvero nella mia saletta di ascolto.

Marten nasce una ventina di anni fà da un'idea del suo omonimo presidente e progettista svedese avendo come fine quello di ridurre il divario tra musica ‘reale’ e musica riprodotta (non troppo fantasioso, in verità...) utilizzando una tecnologia esclusiva e i migliori componenti sul mercato.

E in effetti nel corso del tempo ci siamo imbattuti in svariati modelli della Casa (tutti aventi il nome di un musicista jazz...), modelli che in buona parte utilizzavano componenti Accuton. E giusto all'epoca della nascita della Marten nascevano anche le mie amatissime Avalon Eidolon, se non ricordo male tra le primissime a impiegare i pregiati driver di ceramica tedeschi. A quel tempo ricevetti in prova anche le Opus Ceramique, diffusori raffinati e validi, ma che soffrivano di una certa qual debolezza intrinseca del woofer ceramico… Non la pensavano così in Marten, visto il largo impiego di altoparlanti ceramici (utilizzati in più unità nello stesso diffusore) che costellavano il frontale di questi diffusori scandinavi. E anche oggi la scelta della Casa verte sull'impiego di tale tipo di driver, disponibile anche nella recente versione in alluminio per la realizzazione dei woofer; nei modelli più evoluti e costosi viene inoltre impiegato il tweeter in diamante, disponibile con sovrapprezzo non trascurabile su alcuni modelli, tra i quali la nostra attualmente in prova.

 

NATURALI COME LE ‘COSE GENUINI’

Le Marten mi sono arrivate ‘nuove di pacca’, per cui, conoscendo la famigerata necessità di rodaggio degli Accuton, sono state collegate al resto della catena in fretta e furia, dando loro in pasto alcuni tra i brani più ‘energici’ della discoteca Qobuz. Spinti dalla curiosità, non nascondo di aver effettuato qualche ascolto da subito, nonostante il piazzamento un poco posticcio al di sopra di una coppia di DAAD. La gamma medio-alta risultava già ascoltabile con piacere, mentre il medio-basso tradiva la necessità di un adeguato ‘scioglimento’ delle sospensioni nonchè, probabilmente, di un'adeguata ‘carica’ delle parti elettriche...

Per gli ascolti critici ho utilizzato degli stand di legno dotati di punte sul pavimento e connessi alle Parker Duo mediante altre tre punte. La scelta è stata un poco ‘obbligata’ dopo i primi ascolti critici che denotavano la presenza di un basso non troppo articolato e un poco monocorde, tutto da rodare in altre parole...

Le amplificazioni utilizzate per le Parker erano Spectral (un DMC30 SL G2 con il suo finale DMA260). La inusitata trasparenza e risoluzione delle Marten hanno sconsigliato l'ascolto con amplificazioni meno che eccellenti (Audio Research, Proceed) presenti in saletta, ottime, ma non all'altezza della straordinaria risoluzione degli Spectral.

Ed emerge così la dote più appariscente delle Parker Duo, ovvero la capacità di estrarre e definire il dettaglio in modo preciso ed esatto, ma senza strafare, come sembra vogliano fare alcune catene che tentano di trasmettere un messaggio musicale ‘iperrealistico’ che alla lunga si dimostra artefatto. No, queste Marten forniscono una ricostruzione credibile, ariosa e trasparentissima, rimanendo sempre naturali e accattivanti, come le ‘cose genuine’...



COME SON FATTE…

La serie Parker è la terza dall'alto ed è composta da due diffusori da pavimento e uno da stand. Rispetto alle due serie superiori (Coltrane e Mingus) che utilizzano woofer di alluminio, le Parker impiegano invece gli Accuton ceramici, presenti in ben quattro esemplari nel modello Parker Quintet. Le Parker Duo vedono montati un tweeter da 1”, un midwoofer da 7.5” e un passivo posteriore in alluminio da 9”: una scelta, quella del passivo sul retro, che abbiamo già visto su parecchi diffusori del recente passato, tra cui le Ensemble Reference e le italiane Sonus Faber Extrema, sistemi tutt'ora ben apprezzati dai loro utilizzatori.

Gli altoparlanti sono tutti protetti da una griglia metallica traforata le cui maglie sono assai più ampie rispetto a quanto visto finora sui medi e tweeter installati, ad esempio, sulle citate Avalon.

I morsetti WBT sono ben dimensionati e permettono un agevole serraggio anche a mano: sono collegati al cross-over mediante dei cavi Jorma Design; il cabinet è molto sordo e robusto (35 mm di spessore), la qual cosa contribuisce a raggiungere un peso di ben 18 Kg.

Il pannello frontale è leggermente inclinato e smussato alle sue estremità, mentre i piani laterali non sono paralleli, ma divergono verso il posteriore; la finitura opaca è molto bella, ma probabilmente quella lucida potrebbe risultare ancora più accattivante e apprezzata dalla nostra ‘metà lunare’...



L’ASCOLTO: QUALCHE CONFRONTO...

Le sorgenti utilizzate sono state principalmente lo streamer Auralic Aries (connesso a Qobuz) con il convertitore Playback Designs MPD3 e il giradischi Scheu Premier MkIII con testina Allnic Silver Arrow amplificata da un Krell KPE Reference. Cavetteria NBS, Revelational, De Antoni e Meleos e stanza di ascolto necessariamente ben trattata con DAAD, pannelli Oudimmo e Astri, tutti necessari e bisognosi di una ricalibrazione al fine di massimizzare la straordinaria capacità di ricostruzione del soundstage.

La citata curiosità era dettata anche dal voler confrontare la gamma medio-alta delle Marten con quella non troppo dissimile delle Eidolon (almeno sulla carta), dotate di un tweeter da 1” come quello delle Parker, seppur probabilmente in una versione non così evoluta (il progetto Eidolon risale al 1998).

Per questo confronto ho utilizzato molti album da Qobuz (grazie al mio abbonamento).

La ricostruzione scenica è ovviamente da primato e largamente più credibile in larghezza e messa a fuoco rispetto alle mie amatissime Avalon, seppur questa superiorità probabilmente risieda anche nella caratteristica intrinseca che possiede un diffusore da stand, comunemente in grado di fornire una prestazione maggiormente veritiera da questo punto di vista rispetto a un diffusore da pavimento, peraltro ben corpulento come l'Eidolon.

L'equilibrio timbrico non mostra carenze eccessive nella gamma bassa che risulta abbastanza profonda e, curiosamente, similare a quella di un pannello isodinamico: il woofer scende in basso, ma sembra mancare quel punch, quella grinta che un altoparlante tradizionale possiede rispetto a un driver in ceramica. Da rilevare che il passivo posteriore riesce a regalare quella manciata di efficienza e di profondità timbrica che altrimenti il solo mid-woofer frontale (lo ricordiamo, da 7.5”) non potrebbe offrire.

La velocità di risposta ai transienti è impressionante, grazie alla leggerezza delle membrane e presumibilmente dovuta anche a una progettazione intelligente del cross-over, coadiuvata dalle elettroniche Spectral, notoriamente dei campioni da questo punto di vista...

Ribadisco anche un lato negativo: la citata capacità di risoluzione è tale da sconsigliare l'utilizzo con amplificazioni meno che eccellenti; e non solo, anche le registrazioni non troppo buone vengono restituite senza sconti, rendendo così necessario un salto di traccia repentino. Ma questo potrebbe anche non essere interpretato come una limitazione.

 

ASCOLTO CON BRANI CONOSCIUTI

Esaminiamo ora certe peculiarità di questi diffusori emersa dall'ascolto di brani ben conosciuti ascoltati su Qobuz, e cominciamo da Billie Holiday in One For My Baby. Quando Billie inizia a cantare si sentono i rumori di apertura e chiusura della bocca, particolari ben minuti, ma che, colpevolmente, ci erano sfuggiti durante l'ascolto di altri diffusori.

La ricostruzione spaziale in Even So degli Everything But The Girl è davvero eccellente, potendo offrire tutti i musicisti con un dettaglio e una ariosità che ben pochi sistemi potrebbero proporre: se fossi un bravo recensore aggiungerei ‘come raramente ci era capitato di ascoltare’...

La casa in riva al mare del mai troppo rimpianto Lucio Dalla offre una voce palpabile e scultorea che trascende la registrazione non proprio in altissima risoluzione, ma credibile e naturale.

L'ascolto di Annie Lennox di Thin Line Between Love And Hate offre una gamma bassa profonda e pulsante che, se si esagera con il volume, tende a mandare a fine corsa il povero woofer, rendendo così immaginabile l'installazione di un sub che possa alleggerirgli il lavoro. Ma queste eventualità sinceramente si sono presentate solamente un paio di volte durante le settimane in cui le Marten sono state con me, e sono principalmente dovute alla mia insana passione da ‘giostrai’ che, con certi brani, voglio raggiungere livelli di ascolto da ‘intervento della Benemerita’.



CONCLUSIONI

Prestazioni di ascolto superlative. Non sono diffusori universali perchè manca loro quella manciata di Hertz per renderli completissimi; ma dal punto di vista della ricostruzione scenica, della capacità di risoluzione del dettaglio, della trasparenza, della ariosità e, in una parola, della ‘naturalezza’ dimostrano di aver davvero pochi rivali.

Un diffusore moderno, che si lascia pilotar anche da amplificatori non potentissimi e che dimostra sul campo il suo innegabile valore. A questo punto la cifra richiesta diviene congrua con le prestazioni offerte: se non avete bisogno di livelli sonori parossistici durante l'ascolto dei generi più violenti questi potrebbero davvero essere i vostri diffusori per qualche lustro...

Le nostre Parker Duo, appena presentate sul mercato, sono inserite a listino a 9,360 euro, ma sono disponibili, come detto, anche con tweeter al diamante (9,000 euro in più...). A listino anche gli stand dedicati (2,700 euro) e una speciale colorazione piano walnut (550 euro), oltre a quella piano black. Cifre certamente non esigue, ma che tradiscono l'origine dei nobili Accuton che non sono certamente offerti a prezzi di realizzo.

 

Riccardo Mozzi / AUDIOPHILE sound

 

Distribuzione e prezzo

I diffusori MARTEN PARKER DUO sono disponibili al prezzo di 9.360,00 euro. Con tweeter al diamante il prezzo è di 18.360,00 euro. Colorazione speciale: 550,00 euro. Prezzo dello stand: 2,700 euro. Sono distribuiti in Italia da AUDIO PLUS HI END.

Riccardo Mozzi è un collaboratore della rivista Audiophile Sound

Per informazioni sulla rivista Audiophile Sound visitate questa pagina