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Magnepan: Magneplanar LRS

da Audiophile Sound |

L’editore rimane impressionato dalle caratteristiche sonore dei “baby Maggies”...

Gli americani li chiamano “baby Maggies”.  Sì, gli LRS sono dei diffusori entry level con un pedigree audiophile. Con le loro ridotte dimensioni rispetto ai loro fratelli più grandi e anche rispetto al loro prezzo (1,090 euro), gli LRS rientrano sicuramente nella categoria ‘entry level’. Cosa più importante, sono stati progettati per suonare bene non solo con amplificazioni entry level ma, e molto meglio, con quelle top e ultra high end. Solo semplice propaganda?

Invadere fasce di mercato più consumer può essere mortalmente pericoloso. Quanti prodotti entry level di brand blasonati conoscete che sembrano provenire da un altro produttore, a volte pessimo? Dunque, i progettisti audio della Magnepan hanno deciso di progettare i propri diffusori planari a basso costo con la stessa firma sonora dei loro modelli più costosi. È chiaro che non potevano riprodurre la presenza fisica e l'estremo inferiore della risposta in frequenza dei 20.1 o dei 30.7; ma la qualità sonora doveva essere abbastanza buona da convincere nuovi clienti dell'alto livello del brand americano nel momento in cui questi stessi clienti avessero voluto investire in un Magneplanar di fascia più alta. Questo è proprio ciò che Wendell Diller, il direttore dell'azienda, ha sottolineato durante una lunga conversazione che ho avuto con lui un anno fa. Gli LRS, in effetti, dovevano essere in grado di produrre un grande impatto qualora pilotati da sorgenti e amplificazioni top. Così, maggiore è la corrente fornita ai “babies”, migliori sono i risultati sonori.

ROMPERE CON LA TRADIZIONE

Nel 2014 Magneplanar decide di rompere con una tradizione lunga 40 anni, cioè costruire i propri diffusori planari usando driver magnetici per la gamma media inferiore e bassa e optando invece per la cosiddetta tecnologia ‘quasi-ribbon’. Jonathan Valin, editore della rivista americana The Absolute Sound, ha descritto l'altoparlante quasi-ribbon come “una variante del ribbon vero e proprio. Viene usata una pellicola molto sottile per tenere in posizione i delicati nastri. Uno dei vantaggi dell'altoparlante quasi-ribbon è una banda di emissione estremamente ampia e un'elevata tenuta in potenza” (Jonathan Valin, The Absolute Sound, numero 205).

Così, con gli LRS vengono usati una serie di nastri incollati a un pannello in Mylar per ciascuna delle sezioni per gli acuti e i bassi, al contrario di un vero diffusore a nastro che non è incollato al Mylar e che si mantiene invece da solo. A prima vista, le dimensioni degli LRS mi ricordarono il modello MMGi: circa 1,20 di altezza e un po' meno di 40cm in larghezza. Tutti e due i diffusori sono forniti con il pannello degli acuti sul lato esterno e così si può scegliere di ascoltare con il pannello degli acuti girati verso l'interno o verso l'esterno. Ho provato tutte e due le modalità e ho preferito l'ascolto con i pannelli degli acuti rivolti verso l'esterno.



UN PO’ DI MUSCOLI...

La sensibilità dei diffusori è intorno agli 86dB e quindi occorre un amplificatore con un po' di muscoli per pilotare in modo effettivo questi LRS.

Ho ascoltato gli LRS con due amplificazioni diverse: il Galactron MK 2120 che costa 1,090 euro - lo stesso prezzo dei diffusori - e un top di gamma di Bé Yamamura in classe A/B che fornisce circa 40 Watt per canale; quest'ultimo connesso al nuovissimo e migliore preamplificatore che Bé abbia mai realizzato: il Current Transfer Amplifier CTA-E1 (non ancora sul mercato).



LA SALA DI ASCOLTO

Non sono abituato ad ascoltare piccoli diffusori perché trovo che in generale il suono sia troppo colorato per fare le nostre recensioni in modo ottimale. Abbiamo bisogno di diffusori lineari a gamma estesa per poter valutare componenti audio e dischi in modo corretto. I Magneplanar 0.7 che abbiamo recensito sul numero 178 di Audiophile sound sono eccellenti in rapporto al prezzo, ma con 2,150 euro si possono trovare altri diffusori in cassa chiusa che suonano bene, con caratteristiche sonore ovviamente differenti da quelle dei diffusori dipolari. Ma al prezzo di circa 1,000 euro le scelte si restringono: la qualità sonora comincia a essere un problema se si vogliono diffusori che siano trasparenti, veloci e poco colorati.

E così, con un po' di apprensione ho installato i “baby Maggies” nella nostra grande sala di 94 mq. Sento già i vostri commenti: ‘È pazzo! Come si fa ad ascoltare piccoli diffusori in una stanza così grande? Beh, l'ho fatto volutamente e per due motivi. Prima di tutto, la grandezza della sala influisce quando si vuole riprodurre lo spettro inferiore. Mi volevo assicurare che, se ci fosse stata una qualunque risonanza in gamma bassa, questa non fosse causata dalle dimensioni ridotte della stanza. Spesso pensiamo che un diffusore sia rimbombante quando in effetti l'effetto è dovuto alla grandezza della stanza che crea forti colorazioni nella gamma inferiore dello spettro. È possibile mitigare questo effetto usando dei tube trap e tutta una serie di congegni acustici… ma alla fine non si possono cambiare le leggi della fisica. E così ho deciso di effettuare l'ascolto in una sala grande. In secondo luogo, ho pensato che se la Magnepan si vanta che i loro LRS sono stati progettati per permettere l'uso di amplificazione di top di gamma, per produrre il tipo di risultati che promuovono, dovevo per forza ascoltarli nel contesto di una sala che non gonfiasse la risposta dei medio bassi e bassi inferiori.



1. IL SUONO CON AMPLIFICAZIONE BE’ YAMAMURA

Tra le nuove amplificazioni progettate da Bé prima che morisse, ci sono due amplificatori in corrente (trans impedence current amplification) che non possiamo usare con diffusori che usano un crossover. E così ho usato il suo finale entry level in tensione di 40 Watt per canale. Ma siccome non ha un controllo di volume, ho provato connetterlo a un pre passivo sempre fatto da Bé. Purtroppo la bassa efficienza degli LRS non ha fornito un guadagno abbastanza elevato per ascoltarli a volumi decenti. Così, non mi è rimasta altra scelta che usare il suo nuovissimo pre linea/phono CTA-E1 e il problema del controllo di volume è sparito immediatamente.

TIMBRO SCONVOLGENTE…

La prima cosa che ho notato è stata l'incredibile velocità dei transitori per dei diffusori da 1,000 euro: ne risulta un suono molto trasparente e privato di tante colorazioni normalmente associati a diffusori in questa gamma di prezzo. L'immagine era assolutamente precisa ma, cosa più importante ancora, erano le qualità timbriche che erano davvero sconvolgenti per diffusori di queste dimensioni e prezzo. Ho suonato varie tracce del nostro CD Jazzy Christmas With Telarc (allegato al n.23 di Audiophile sound), un disco che uso spesso nelle mie demo alle fiere. La prima traccia è Sleigh Ride con Mel Tormé e la Cincinnati Sinfonietta: la voce del cantante era limpida, la dizione chiara, gli strati orchestrali finemente riprodotti. Infatti, le sezioni orchestrali sono un po' retrocesse su quella traccia perché la voce di Tormé è stata bilanciata un po' in avanti nel soundstage; comunque, queste sezioni erano molto ben riprodotte e gli ottoni non erano né nasali né colorati come capita spesso con diffusori in questa fascia di prezzo.

La più grande sorpresa, però, è stata quando ho sentito fino a che punto questi diffusori suonassero in modo neutro. La traccia 6 è The Twelve Days Of Christmas, basato su un tema che molti conoscono, ma qui eseguito con tantissimi strumenti a percussione e ottoni. È una traccia micidiale per qualsiasi componente hi-fi (vi raccomando di portare con voi il CD - o i file - la prossima volta che andate in un negozio per comprare un nuovo componente o accessorio: qualsiasi squilibrio timbrico vi stordirà subito le orecchie). Ma non in questo caso. I timbri erano caldi, le tessiture lucide ma mai esagerate, gli acuti brillavano ma senza enfasi. Sono rimasto impressionato. Il timbro degli archi inoltre era caldo, mai grossolano. L'articolazione dei violini era ottima e non ho notato nessuna confusione nel suono nei passaggi in forte quando suonati a volumi più elevati (ma non a livelli folli…).

E adesso parliamo dei bassi… appunto, i bassi. Direi che l'estensione alle frequenze inferiori scende a circa 50-55 Hertz, approssimativamente 10 Hertz più basso di una nota bassa prodotta da un violoncello grande. Siccome l'articolazione sui bassi era veramente buona, non mi è mancata la parte inferiore della gamma di frequenze. Chiaramente, ero consapevole del fatto che mancava, ma la trasparenza del suono era tale che la mancanza di corpo che normalmente associamo a piccoli diffusori non era affaticante.



NEMMENO UN GRAMMO DI RISONANZA…

In termini di risoluzione delle macro dinamiche, gli LRS sono riusciti a reggere il confronto rispetto alla concorrenza, ma non riescono a competere con i modelli più grandi della Magnepan: in due parole, i pannelli di ciascun diffusore sono troppo piccoli. Però, nei passaggi più dinamici il suono rimane strutturato in modo corretto. E con l'amplificazione Yamamura, credetemi, non c'era un grammo di risonanza nella gamma più bassa; un risultato rimarchevole per diffusori da 1,000 euro. Se andate ad ascoltarli, pensate che quello che sentirete - se il negozio ha un'amplificazione top hi end per pilotarli - sarà un suono dei bassi diverso da quello che esce da diffusori convenzionali. Gli LRS riproducono i bassi correttamente fino alla gamma di frequenze già menzionata. Più basso non vanno e, secondo me, grazie a Dio. Credetemi, con diffusori di piccola dimensione potete scendere più in basso soltanto se fate qualche intervento sul crossover: ripeto, è impossibile cambiare le leggi della fisica.

Molto meglio ascoltare l'articolazione dei contrabbassi in modo chiaro che ascoltare un grugnito che è essenzialmente una distorsione e che - purtroppo - molti audiofili pensano sia il vero basso. Non è così. Quindi non confondete la pressione del suono nella zona dei bassi dello spettro con una corretta riproduzione di una nota bassa. Basta ascoltare un violoncello per capire cosa voglio dire. Alcuni potranno pensare che io sia pazzo… ma andate a comprare un violoncello cinese per 300 euro. Fatelo accordare dal negoziante, poi usando l'archetto suonate separatamente ognuna delle corde: quello a sinistra è la corda del Do che è intorno ai 60 Hertz e così avrete in casa un vero riferimento di come dovrebbe suonare un medio-basso. Rimarrete sorpresi dal suono: vibrazioni, vibrazioni e ancora vibrazioni. Ben chiaro, non potrete riprodurle perfettamente sul vostro sistema, ma questo non importa: questo suono dovrebbe rimanere l'obbiettivo da raggiungere... tutto qua.



2. IL SUONO CON AMPLIFICAZIONE GALACTRON

Il distributore, DML Audio, mi ha inviato un amplificatore integrato, il Galactron MK2120 che sviluppa 60 Watt per canale su 8 Ohm e arriva fino a 172 Watt a 2 Ohm. Il suo costo è lo stesso degli LRS e si è rivelato un buon partner per questi diffusori. Inoltre, è un componente entry level di qualità con cui ascoltare gli LRS, ma ovviamente non in grado di competere con componenti top hi-end di qualsiasi prezzo.

LA VOCE DI TORME’: SEMPRE CON UN TIMBRO CORRETTO…

Riascoltando gli stessi brani, la prima cosa che ho notato era che la struttura del suono effettivamente non era cambiata. Complessivamente, direi che la fotografia sonora era più pallida, meno dettagliata con colori timbrici autunnali piuttosto che di un calore estivo. Ma in nessun momento ho avuto l'impressione che la musica fosse riprodotta in modo scadente. Sì, gli strumenti a percussione e gli ottoni avevano meno brillantezza, i transitori erano più lenti, ma la musica non è mai sembrata poco viva. E anche se i bassi erano meno controllati, non erano mai confusi. Non ci dimentichiamo che stiamo comparando un prodotto entry level con l'amplificatore e il pre esoterici di Yamamura! La voce di Mel Tormé ha sempre mantenuto un timbro corretto, gli ottoni non hanno mai strillato, le sezioni orchestrali erano riprodotte finemente, anche se non con la magia e la finezza riprodotte in modo magico dall'amplificazione Yamamura. Devo dire che sono rimasto sorpreso e certamente non mi aspettavo questo tipo di risultato!



CONCLUSIONI

Non ho alcun dubbio: ci troviamo davanti a un diffusore eccezionale - davvero notevole se consideriamo il suo prezzo. In più, riescono a raccogliere la sfida che viene loro lanciata: con amplificazione top di gamma la qualità di riproduzione si eleva in maniera proporzionale. Non vantano la gamma dinamica dei più grandi Magneplanar e di altri diffusori convenzionali, ma le qualità che mettono in mostra, la trasparenza, la resa del dettaglio, la velocità dei transitori, il corretto bilanciamento timbrico: tutte queste caratteristiche sono assenti in tale quantità in altri diffusori di questa fascia di prezzo. Non il mi entusiasmo però: non sto ripetendo le solite sciocchezze che leggiamo spesso in riviste hi-fi, e cioè che sono i migliori in assoluto nella loro categoria o i migliori nel mondo. Questo non lo scrivo perché non ho ascoltato tutti i diffusori che esistono in questa fascia di prezzo: affermarlo sarebbe una totale banalità. Gli LRS sono, comunque, i diffusori più musicali e corretti in quella fascia di prezzo che io abbia ascoltato. E, se li pilotate con Watt di classe, raccolgono la sfida come pochi altri.

Pierre Bolduc / Audiophile Sound

 

Distribuzione e prezzo

I diffusori Magneplanar LRS costano 1.090,00 euro.

L’amplificatore integrato Galactron MK2120 costa 1.090,00 euro.

Le LRS e l’MK2120 sono distribuiti in Italia dalla DML Audio.

Pierre Bolduc è l’editore della rivista AUDIOPHILE SOUND

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