Il vostro carrello è vuoto

Sezioni :
Banco di prova

Isoacoustics: Disaccoppiatore Delos

da Audiophile Sound |

“La prestazione della Delos è di un livello ben tangibile

Isoacoustics Inc. è una giovane azienda canadese che opera in questo settore dal 2012. Creata da Dave Morrison, un professionista che progetta studi di registrazione da un ventennio e che nel corso del tempo si è reso conto dell'importanza della ‘collocazione statica’ dei vari componenti di un sistema di riproduzione; provando e riprovando vari sistemi di disaccoppiamento è giunto a creare una linea di disaccoppiatori per rendere flottanti i vari componenti appoggiati al di sopra dei suoi sistemi.



‘TAGLIERE DA MACELLAIO’

Ci è stata inviata dall'importatore (Hi-Fight di Rubano, Padova) la base Delos nella sua nuova finitura in noce. Disponibile in due materiali, due spessori e due dimensioni, la Delos (la mitologica isola galleggiante) si propone di disaccoppiare l'elettronica (o la meccanica) posta sopra di essa.

Il sistema di disaccoppiamento è operato mediante quattro supporti Gaia (naturalmente della Isoacoustics) che sono incassati all'interno della base in legno, base che sia sul sito dell'importatore che del costruttore è chiamata, forse in modo poco rispettoso, ma cordiale, “tagliere da macellaio”...

Il principio di funzionamento è quindi concentrato in una massa (il ‘tagliere’) che è disaccoppiato dalla base di appoggio mediante dei piedini smorzatori che rendono galleggiante e isolata la base stessa e, naturalmente, il componente appoggiato sopra: è da tenere sempre in grande considerazione che una stanza di ascolto è sempre ben satura di vibrazioni (musicali) che, in qualche caso, possono interferire con i componenti ospitati nella sala.

Il problema diviene maggiormente sensibile nel caso del giradischi che potrebbe essere soggetto al famigerato ‘acoustic feedback’, ovvero il ‘rientro’ nella catena di riproduzione del segnale appena emesso dagli altoparlanti. Un giradischi rappresenta il componente più vulnerabile da questo punto di vista, data la sensibilità a fungere da ‘antenna’ da parte della base e dalla delicatezza del lavoro svolto dalla testina che deve andare a scovare i più minuti particolari entro il solco, trasformando poi le micro vibrazioni in segnale elettrico.

È parere del tutto personale di chi scrive che un giradischi con una superficie ampia riesca suo malgrado a captare un ampio numero di perturbazioni; ecco perchè mi piacciono molto i sistemi di riproduzione analogici dotati di una superficie esposta la più ridotta possibile, proprio come quello che da tempo è ospitato nella mia saletta, ovvero uno Scheu Analog Premier MkIII.



INSTALLAZIONE

L'installazione della tavola Delos è decisamente semplice e richiede solamente un poco di pazienza per una collocazione equilibrata del giradischi da ospitare. In effetti, la Delos potrebbe ospitare anche delle elettroniche e, soprattutto, delle meccaniche di lettura digitale, ma è proprio la sorgente analogica quella che sembrerebbe la più bisognosa di cure da questo punto di vista.

 

IMPRESSIONI DI ASCOLTO

UN SUONO PIU’ PULITO...

L'esperienza oramai lunghetta ci ha insegnato che tutti i sistemi di stabilizzazione e/o disaccoppiamento hanno un'influenza più o meno marcata nei confronti di alcuni parametri della riproduzione, migliorandone alcuni, ma compromettendone, seppur parzialmente, altri. È stato il caso della ‘tavoletta’ Ginko Audio, modello Cloud, che, a fronte di una maggior risoluzione dei dettagli riproposti rallentava un poco il segnale musicale.

Nel caso della tavola Isoacoustics i lati negativi sembrano davvero non percepibili, o quanto meno sono ben sovrastati dai miglioramenti che la Delos offre. Innanzitutto il segnale musicale si presenta un poco più pulito… Ma cosa vuol dire esattamente questo?

Bene, sarà autosuggestione, ma il fatto di isolare un poco dalle vibrazioni spurie e indesiderate la testina, come noto, destinata a un lavoro davvero difficile e facilmente perturbabile, rende il segnale un poco più intellegibile: i dettagli vengono proposti in modo un poco più ricco di sfumature, la qual cosa sembra togliere un piccolo velo di opacità che non sembrava percepibile prima della installazione della Delos. Non credo che questa aumentata risoluzione comporti anche un aumento della larghezza della scena sonora, ma fatto sta che non possiamo che prendere atto che effettivamente il soundstage sembra un poco ampliato.



PRESTAZIONI TANGIBILI

Nell'ascolto di Moving Out di Sonny Rollins (Prestige 7433, edizione originale) tale evidenza è maggiormante palpabile, proprio a causa della ridotta larghezza originaria dell'incisione. La Delos sembra riuscire a schiodare un poco la tromba di Kenny Dorham dalla posizione centrale e i musicisti non suonano più in fila indiana, ma trovano una loro collocazione (sempre strettina, in verità) nel palcoscenico.

Con Portrait di Bill Evans (anche questa non una incisione spettacolare, seppur un’ottima ristampa OCJ066 dell’originale Riverside RLP1162) l'aumentata pulizia della riproposizione scenica consente una ancora aumentata piacevolezza di ascolto, con il basso di Scott La Faro più articolato e incisivo del solito.

Ma è con Paris Texas di Ry Cooder  (finalmente un'incisione di ottimo livello: Warner 925 270-1) che la Isoacoustics Delos mostra tutte le proprie potenzialità: gli strumenti sono proposti con una messa a fuoco di ottimo livello e circondati da un volume di aria che non è silenzioso (come avviene in buona parte delle registrazioni digitali), ma che contiene delle sonorità che man mano decadono con l'aumentare della distanza della sorgente.

Tutto questo sproloquio per ribadire la prestazione di livello ben tangibile offerta dalla Delos che effettivamente isola in modo efficace la nostra amatissima sorgente analogica dalle perturbazioni presenti nella sala di ascolto A riprova dell'efficacia basta percuotere il tavolino che ospita il giradischi e notare la differenza tra l'utilizzo di questo supporto o meno.

C'è anche un lato negativo: le registrazioni ‘piatte’ (per quanto concerne la dinamica e la profondità del palcoscenico) risultano ancora peggiori, visto che se ne migliora la risoluzione del dettaglio che evidenzia ancora di più la cattiva incisione.



CONCLUSIONI

Cominciamo dal listino: 449 euro nella versione ‘piccola’ e ‘noce’ a noi proposta, sono una cifra relativamente ridotta per le ottime prestazioni offerte, decisamente più tangibili rispetto al cambio di un cavo. Non suggerirei l'utilizzo della Delos su un giradischi entry-level (seppure i miglioramenti prestazionali probabimente sarebbero ancora superiori), ma mi sento di consigliare caldamente questo prodotto nel caso di sorgenti di buon livello che non potranno che giovarsi dall'impiego di questo ‘tagliere’.

 

Riccardo Mozzi / AUDIOPHILE sound

 

Distribuzione e prezzo

Il disaccoppiatore ISOACOUSTICS DELOS è disponibile al prezzo di 449,00 euro, ed è distribuito in Italia da HIFIGHT.

Riccardo Mozzi è un collaboratore della rivista Audiophile Sound

Per informazioni sulla rivista Audiophile Sound visitate questa pagina