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CYRUS: STREAMER STREAM X SIGNATURE

da Audiophile Sound |

“...altamente consigliato per i possessori di una catena Cyrus...”

QUALCHE PAROLA SULL’EVOLUZIONE DELLA MUSICA LIQUIDA

La continua progressione evolutiva della musica digitale costringe l'appassionato a dotarsi di macchinari nuovi e tipologicamente diversi rispetto a quanto già posseduto. Rammento qui di seguito la compulsiva evoluzione da me sofferta riguardo l'inizio della musica liquida… Sono partito con un piccolo netbook su piattaforma Windows e player Foobar per poi passare alla piattaforma Apple: prima con un Macbook Pro per poi approdare a un Mac Mini, naturalmente scelto nella ‘vecchia’ versione con l'alimentatore separato (perchè ‘suona meglio’). Ma ‘ancora meglio’ suona l'Hackintosh, un PC speciale su cui viene forzato il sistema operativo OS-X.

Non è finita ancora. Mi sono accorto che evitando le connessioni USB e quindi installando il mio archivio (due hard disk da 3 TB) all'interno della macchina la qualità sonora faceva un piccolo passo in avanti. Poi da un player qualsiasi finalmente sono approdato ad Audirvana che, specialmente nell'ultima versione 3.5, suona davvero bene. Peccato però che questa release non giri con il sistema operativo Yosemite e sia necessario El Capitan che però non è supportato dal firmware del Playback Designs... Insomma, una sequenza di buone e cattive notizie che tengono costantemente in ansia il povero audiofilo sempre alla ricerca del meglio, specialmente quando offerto a buon mercato come i prodotti informatici, al contrario di quanto accade nel nostro dorato mondo.

Da pochissimi anni sono tuttavia disponibili i lettori di rete, ovvero delle interfacce che consentono di collegare il nostro adorato sistema hi-fi alla rete, rintracciando i numerosi fornitori di musica...

La fruizione della musica cambia quindi radicalmente: da una ricerca nello scaffale del supporto fisico da mettere nel lettore, si passa a un elenco digitale degli album contenuti nell'archivio personale che ho provveduto a dividere in generi (o autori o altro) e di cui in qualche modo mi ricorda i dati fondamentali perchè acquistati (o scaricati) a suo tempo.

Ma con lo streaming abbiamo a disposizione una quantità di materiale che potrebbe risultare anche di difficile consultazione...

Si rende allora necessaria la creazione di una serie di playlist nella quale inserire non più interi album, ma dei brani: forse un po' limitativo e anche poco ‘riguardoso’ nei confronti dell'artista...

A proposito di playlist vorrei riferire della creazione da parte di chi scrive di alcune compilation pubbliche che possono essere ascoltate da chi abbia un account Spotify o Qobuz. Nel primo caso le trovate al nome ‘vecchiosordo’  e nel secondo caso sono nell'account ‘idiofilo’: mi permetto di suggerire (soprattutto a chi ha passato gli anta) le raccolte ‘Disco’ e ‘Italiana Vintage’ che racchiude un po' di musica che ci ha tenuto compagnia e fatto ballare una quarantina di anni fa...



IL CYRUS STREAM X SIGNATURE

Il Cyrus Stream X Signature appartiene alla categoria dei transport - altrove chiamata ‘bridge’ (vedi anche la mia recensione sul numero 177 di Audiophile sound, sul Lindemann Limetree Bridge), ovvero si tratta di un ‘ponte’ tra la rete e il nostro sistema di riproduzione, quest'ultimo necessariamente dotato di un DAC che il sistema di trasporto non possiede.

Come già detto, un'altra possibilità risiede nell'acquisto di uno streamer vero e proprio che al suo interno possiede quindi un convertitore da collegare a un ingresso del preamplificatore. Poiché preferivo un sistema ‘meccanica + convertitore’ separato, parimenti ritengo che il sistema a componenti separati possa offrire, oltre a una maggiore possibilità di scelta e di versatilità, prestazioni sonore superiori, a patto di utilizzare naturalmente un cavo digitale di buon livello. Sono stato fortunato avendo a disposizione un ‘vecchio’ (ed economico) MIT Digital Reference (sbilanciato) e un eccellente Revelational Iper Cleaner Elite (bilanciato), un componente che ogni appassionato dovrebbe provare per rendersi conto di quanto importante possa essere il cavo digitale...

Lo Stream X si presenta con la classica conformazione geometrica di tutti gi apparecchi Cyrus, ovvero un volume che si estende soprattutto in profondità, tutto sommato elegante e di poco ingombro. Il pannello frontale esibisce al centro un display un poco sottotono rispetto alla classe di prezzo dell'apparecchio. Avrei preferito un bel display a colori, magari touchscreen, disponibile su prodotti similari dal costo assai inferiore; e non solo per motivi di visibilità, ma anche di fruibilità, visto che per inserire le password (ma questo si fa una volta per tutte....) e per la ricerca di qualche artista o album desiderato, bisogna darsi da fare con la manopola multifunzione; non un sistema immediato...

Naturalmente, a questa carenza di facilità di utilizzo compensa abbondantemente la inevitabile applicazione disponibile per i vari sistemi operativi più comuni: da segnalare al riguardo l'impossibilità di ascolto dei brani Tidal MQA, probabilmente una mancanza temporanea.

Presenti sul frontale alcuni tasti funzione, tra cui gli indispensabili ‘avanti e indietro’, oltre al selettore delle sorgenti. Oltre alla rete è possibile l'ascolto della radio digitale e di altre cinque sorgenti digitali, oltre alla gestione di un ingresso USB per la lettura di un archivio esterno. Sul retro solamente quanto necessario per il collegamento dei citati ingressi, oltre alla presa LAN e all'antenna per il wi-fi.



IMPRESSIONI DI ASCOLTO

Gli impianti utilizzati per l'ascolto sono stati quelli ‘casalinghi’ dello studio e della saletta di ascolto, due sistemi ben diversi tra di loro e, soprattutto, dotati di ambienti alquanto diversi, seppure l'elevata categoria cui appartiene il Cyrus abbia fatto concentrare le prove critiche nell'impianto grosso.

Il Cyrus Stream X è stato quindi prevalentemente utilizzato con il Playback MPD3 e messo a confronto con quanto contenuto nel nostro archivio locale gestito dal computer (Hackintosh con sistema operativo Yosemite e player Audirvana). Come già avuto modo di evidenziare nelle recensioni di altri lettori di rete, la qualità di ascolto rispetto ai file locali (a parità di risoluzione, naturalmente) è decisamente a favore dei lettori di rete. Rispetto al Matrix Element X, avuto anche questo in prova (vedi la mia recensione in questo stesso numero della rivista), e utilizzato come streamer, probabilmente il Cyrus deve lui qualcosa in termini di pulizia sonora e dinamica, ma le differenze risultano essere marginali e decisamente minori delle differenze tra l'ascolto del file locale e del brano scaricato dalla rete.

A proposito di queste ultime differenze vorrei ricordare la sensazione di maggior fluidità del file scaricato rispetto a quello residente che, seppur ‘trattato’ nel migliore dei modi (hard disk interno, Audirvana ecc.) sembra essere sempre un po' più ‘rigido’: eppure mi sembrava già un ottimo risultato...

Ho esteso l'indagine a un confronto interessante, ovvero lo streaming effettuato dal computer e quello dalla macchina dedicata, ovvero nel nostro caso dal Cyrus Stream X. Ebbene, in questo caso i risultati si prestano a più letture perchè a parità di cosa ci fosse a monte e a valle (un cavo LAN Cat6 prima e il Playback MPD3 dopo), risultavano diverse le interfacce. Il computer utilizzava un player superlativo come Audirvana e l'uscita interessava inevitabilmente una connessione USB con un cavo Meleos, mentre il Cyrus utilizzava la propria applicazione (che, per quanto interessante, non poteva rivaleggiare con Audirvana) e il cavo digitale MIT Reference.

Credo che la migliore pulizia offerta dallo streamer sia forse bilanciata dal player del computer: ovvero, in altri termini, non si è potuto definire un vincitore assoluto, seppur nella maggior parte dei casi il Cyrus sia risultato preferibile per la maggior parte dei confronti per merito di una sensibile maggior pulizia sonora e silenziosità offerta. È probabile che il computer, con tutti i componenti di pertinenza, possa ‘iniettare’ in uscita una certa quantità di rumore digitale che, in qualche maniera, inficia il segnale, seppur, come detto, fino a oggi mi sembra essere il non plus ultra nel campo digitale.

La dinamica è di eccellente livello, seppur il Matrix Element X sembri offrire un qualcosina di più da questo punto di vista. L'aumentata  sensazione di ariosità e di definizione della gamma alta consente di riuscire a sentire qualche dettaglio in più rispetto a quanto offerto dall'ascolto mediante computer. Il tutto, ovviamente, a parità di sorgente, ovvero di file utilizzato per l'ascolto che, in questo caso, si è concentrato in alcuni album di musica jazz ben conosciuti, tra i quali rammento solamente il solito Kind Of Blue  e alcuni album di Sonny Rollins (Tenor Madness, Moving Out, quest'ultimo a 192 kHz) disponibili anche in formato Hi Res su Qobuz.

Curiosando in rete ho cercato le Andrew Sisters, un gruppo vocale ascoltato nella colonna sonora Radio Days di Woody Allen; e il bello dello streaming è che il fornitore (Qobuz in questo caso) ci suggerisce anche artisti similari di cui non conoscevo l'esistenza.

Così, nel caso specifico, ho fatto la conoscenza (virtuale, ahimè...) di tre belle donne, ovvero le Puppini Sisters, che si esibiscono in un genere similare (lo swing degli anni Cinquanta) con risultati davvero degni di nota; anche la registrazione risulta essere interessante, con una bella riproposizione del palcoscenico che la silenziosità tipica degli streamer esalta ancora di più.



CONLCUSIONI

Anche se sarebbe stato benvenuto una semplice interfaccia video da rendere più fruibile l'utilizzo di questo streamer, lo Stream X Signature è un prodotto molto interessante, dotato di buone qualità sonore. La sua versatilità è più che sufficiente per l'uso cui è destinato: a questo riguardo risulta essere altamente consigliato per i possessori di una catena Cyrus nella quale si inserirà in modo congruente e senza aggravi di ingombri.

Il listino di 2.399,00 euro risulta commisurato con le prestazioni offerte.

 

Riccardo Mozzi / AUDIOPHILE sound

 

Distribuzione e prezzo

Lo streamer CYRUS STREAM X SIGNATURE è disponibile al prezzo di 2.399,00 euro, ed è distribuito in Italia da HIFIGHT.

Riccardo Mozzi è un collaboratore della rivista Audiophile Sound

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