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CUFFIE SPIRIT SUPERLEGGERA

da Raffaele Cuccu |

La spettacolare ‘Superleggera’ della Spirit Torino, “entry-level” ma definitiva…

Marco Lincetto, collaboratore di Audiphilesound, ascolta le Superleggera…

Dopo più di un anno di convivenza con le cuffie Superleggera della torinese Spirit,  eccomi  qui a valutare questa cuffia da 32ohm aperta, ovvero il cosiddetto ‘entry level’ della raffinata casa italiana. Anche se un oggetto che costa quasi 1,600 euro al pubblico, con certezza non può essere considerato un oggetto ‘economico’, né rivolto a un pubblico generico, a dispetto del concetto di 'entry level' che normalmente questo lascerebbe intendere.
Insomma, tutto è relativo...





In questo anno di convivenza, ho avuto modo di approfondire le eccellenti caratteristiche di questo prodotto. Ma soprattutto la cuffia ha avuto modo di assestarsi perfettamente grazie a un lungo e certosino rodaggio. Diciamo che le membrane hanno cominciato veramente a dare il meglio di sé non prima di 6/7 mesi di ascolti quotidiani nell'ordine di una media di due ore al giorno.
E questo a dispetto dello scetticismo di alcuni verso questa pratica, ovvero il rodaggio dei componenti audio.
Ebbene, ora la Superleggera esibisce un suono assolutamente omogeneo dal punto di vista timbrico, veramente nessuna gamma dello spettro sonoro sovrasta le altre, caratterizzando questa cuffia come un vero e proprio monitor di riferimento.
L'eccezionale qualità della resa della microdinamica e del dettaglio consente poi una valorizzazione spettacolare dei segnali a basso livello, che nel mondo della musica classica significa garantire una ricostruzione dello spazio sonoro semplicemente perfetta, conferendo una tridimensionalità all'ascolto stupefacente per una cuffia.
Con la musica pop più becera, magari registrata pensando agli mp3, sono spietate: non perdonano errori grossolani del fonico di turno o anche, peggio, artatamente voluti per favorire ascolti distratti di musica caciarona e inutile.





In questo momento sto ascoltando una delle più belle riprese di musica classica mai realizzate: il celeberrimo CD Philips del 1993, Handel: Water Music, nell'interpretazione degli English Baroque Soloists diretti da Sir John Elliot Gardiner.
La registrazione è stata effettuata da Otto Scholtze, balance engineer, e da Stan Taal, recording engineer. Per chi non è del settore spiego che il balance engineer è l'ingegnere capo, colui che si occupa di posizionare i microfoni e fissare il bilanciamento di missaggio on stage, mentre il recording engineer è colui che si occupa di gestire le macchine e i registratori nel corso delle sessioni di ripresa.
Questa registrazione è stata realizzata in una grande sala caratterizzata da acustica naturale. Le Spirit riconsegnano all'ascoltatore le proporzioni perfette di uno stage naturale ripreso in modo esemplare. Facilissimo distinguere i differenti piani di profondità, in particolare l'esatto rapporto fra la sezione di archi, più presente, e i fiati e i timpani, giustamente arretrati. Spettacolare la resa timbrica, che mostra tutta la sua efficacia nel riproporre i differenti suoni dei corni naturali: ovattati e morbidi quando suonano in fase di ripieno, squillanti e giustamente aggressivi quando prendono il ruolo di protagonisti.
Gli archi, semplicemente, sono fra i migliori mai ascoltati in cuffia.





E proprio gli archi sono anche protagonisti, insieme alla voce, del mio ultimo CD, Heart Strings (CD Velut Luna CVLD318), in cui Lucia Minetti è accompagnata da un quartetto d'archi (due violini, viola e violoncello), nell'esecuzione di una serie di nuovissime canzoni scritte appositamente per lei da otto differenti autori, tutte musicate da Oscar Del Barba. Come al solito, ho effettuato personalmente la registrazione, occupandomi anche di missaggio e di mastering: quindi diciamo che CONOSCO BENE questo progetto... Ripresa live in studio, nella sala grande di Preganziol. Gli archi si stagliano scolpiti e marmorei nello spazio sonoro, caratterizzati da tutta la presenza che ho voluto loro conferire con la mia ripresa. La voce di Lucia è marmorea al centro della scena leggermente avanzata. Ogni nuance più recondita, ogni colore della raffinatissima voce da contralto, della grandissima interprete milanese viene con naturalezza proposto all'ascoltatore, garantendo puro piacere e piena soddisfazione.





Altrettanto bella la voce, pur differente, di Lara Cavalli Monteiro, nell'altro mio nuovo disco ItaloBaiana (CD Velut Luna CVLD317) - ‘CD del Mese’ ed ‘Eccezionale’ di Audiophile sound, recensito nel numero 176. Qui siamo al cospetto di musica brasiliana, eseguita da pochi strumenti tipici: chitarra, percussioni, un fiato, alternativamente clarinetto basso o trombone o flauto e la voce di Lara. Il disco è stato registrato rigorosamente live in studio, ma è anche stato contemporaneamente mixato e masterizzato su due tracce stereo in dominio analogico, in diretta.
Tutto lo spessore della dimensione analogica del suono, la rotondità e definizione al tempo stesso di questa materia viva viene veicolata dalla Superleggera disegnata da Andrea Ricci: ulteriore conferma che questa cuffia sa perfettamente adattarsi alla personalità della registrazione, senza imporre una sua visione, di parte. E questo è un gran complimento, a mio avviso, per un oggetto dedicato alla riproduzione sonora.





In conlcusione...

Quindi, in conclusione, non solo confermo i giudizi positivi di un anno fa, ma li allargo e li definisco ulteriormente. Non fatevi ingannare dal fatto che è la cuffia più economica di casa Spirit: questa può essere tranquillamente considerata una cuffia definitiva dalla stragrande maggioranza degli utenti più esigenti.

Distribuzione e prezzo

Le cuffie Spirit Superleggera costano 1.590 euro e sono distribuite in Italia dalla Spirit Sound Store.

Marco Lincetto è un collaboratore della rivista Audiophile Sound

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