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CAVI DIGITALI USB WIREWORLD: CHROMA 8 & STARLIGHT 8

da Audiophile Sound |

I nuovi cavi digitali USB Wireworld: l'entry level Chroma 8 e il top level Starlight 8

L'azienda statunitense Wireworld, di base in Florida, è diventata nel giro di pochi anni un preciso punto di riferimento nel settore del cablaggio, spaziando dai cavi digitali a quelli di potenza, passando per quelli di alimentazione e di segnale, con prezzi per tutte le tasche. Qui recensiamo due cavi digitali USB, nella versione 2.0: l'entry level Chroma 8 e il top level Starlight 8 (ricordo che la Wireworld ha in catalogo in questa versione anche il modello Untraviolet 8 e il modello Platinum Starlight 7).

Negli ultimi anni di cavi digitali di buona qualità, vista l'espansione dell'ascolto della musica liquida, ne sono stati assemblati e prodotti a decine e non è facile districarsi tra di essi; per ciò che riguarda i due cavi Wireworld in questione ciò che colpisce, e lo faccio subito presente, è il loro prezzo, visto che il Chroma 8 nella versione di 1 metro di lunghezza viene a costare 32 euro, mentre lo Starlight 8, sempre con la stessa lunghezza, ha un costo di 114 euro. Naturalmente, sono disponibili altri metraggi, visto che la casa statunitense mette a disposizione degli appassionati anche modelli lunghi 60 cm, 2 e 3 metri. Se ho voluto mettere subito sul tavolo l'entità del loro costo è per confrontarlo con quello delle loro specifiche tecniche.



Il prodotto

La prima cosa che salta all'occhio è che questi cavi sono piatti; una soluzione, questa, che permette loro di essere meno invasivi, più flessibili e più facilmente occultabili, anche se a livello estetico risultano essere molto gradevoli (il Chroma 8 è contrassegnato da un giallo limone, mentre lo Starlight 8 ha un'elegante livrea rossa). I connettori sono rigorosamente placcati in oro e, come ricorda lo stesso distributore italiano, la DML Audio, questi cavi utilizzano l'esclusiva geometria del conduttore Uni-Path di Wireworld, l'isolamento Composilex 3 e i conduttori di alimentazione fonoassorbenti per migliorare la fedeltà audio e video

Vista più in profondità, la geometria dei conduttori Uni-Path si avvale di densi schermi multistrato su ogni coppia di segnali per garantire un isolamento estremo al rumore esterno e alle indebite interferenze. Inoltre, questo particolare design piatto ha il merito di minimizzare la perdita di segnale e la diafonia (ossia il rumore o l'interferenza elettromagnetica che si possono generare tra due cavi vicini di un circuito o di un apparato elettronico) all'interno del cavo, in modo da garantire una migliore conservazione delle forme d'onda digitali.

Un altro dato interessante, come hanno potuto accertare i tecnici della Wireworld, è quello che riguarda il cosiddetto rumore triboelettrico, generato da cariche elettrostatiche ed effetti di scarica in cui i conduttori toccano l'isolamento, un problema che riduce la qualità delle informazioni sonore che attraversano il cavo. Questo rumore viene creato dal movimento, dalle vibrazioni e dall'energia dello stesso segnale. Attraverso i test di ascolto, effettuati presso l'azienda della Florida, si è potuto identificare il rumore triboelettrico come fonte primaria della colorazione e del mascheramento causato dai cavi; da qui la consapevolezza del perché i vari materiali isolanti utilizzati nei cavi possono suonare diversi, anche se le loro perdite dielettriche risultano minime. Così, per minimizzare questo problema, Wireworld ha sviluppato materiali compositi isolanti chiamati Composilex (che vien spiegato in AS NEWSmagazine n.1), che adesso nella loro terza generazione, definita per l'appunto Composilex 3, riducono al minimo il rumore triboelettrico in modo da restituire la struttura armonica e la profondità del suono originale.

Infine, non bisogna dimenticare che la qualità del suono può anche essere influenzata dal rumore e dalle risonanze provocati dal computer che entra nel DAC attraverso i conduttori di alimentazione da 5 V presenti nei cavi USB. Per evitare ciò, sia il cavo Starlight 8, sia il Chroma 8 utilizzano esclusivi conduttori di alimentazione fonoassorbenti, con schermi a doppio strato che li isolano dai conduttori del segnale proprio per preservare la qualità delle informazioni trasmesse.

I cavi sono contenuti in una scatola di cartone abbastanza rigido e, al suo interno, da un involucro di plastica trasparente rigida in grado di preservarli da ogni tipo di urti. In effetti, la forma piatta del cavo permette di poterlo inserire tra PC e DAC senza alcun problema, anche in presenza di spazi ristretti o se bisogna posizionarli, per necessità, in un modo a dir poco ‘contorsionistici’. I connettori si fissano saldamente, dando un'idea di solidità. I cavi in questione erano già stati rodati a sufficienza (calcolate non meno di 30 ore di impiego) e quindi ho avuto la possibilità di passare subito alla prova d'ascolto.



La prova di ascolto

Ho voluto effettuare questo test ascoltando determinati file audio con una prova comparata, dapprima utilizzando il Chroma 8 e poi lo Starlight 8. Qui di seguito, quindi, avrete modo di leggere le mie impressioni su come entrambi i cavi si sono espressi con i brani audio da me scelti, in modo da avere immediato raffronto, tenendo ovviamente presente, come ho già fatto presente, che il Chroma 8 rappresenta l'entry level, mentre lo Starlight 8 è il top level.

Ho cominciato con una delle ultime release della Chandos che possono essere scaricate direttamente dal loro sito web (www.chandos.net) nel formato FLAC Studio da 24/96, quella che riguarda Franz Joseph Haydn, Concerti per organo, con Iain Quinn all'organo e Jonathan Cohen alla testa dell'ensemble Arcangelo. Se con il Chroma 8 l'organo appare più relegato tra gli archi, con lo Starlight 8 la presenza materica dello strumento a canne è più delineata e meglio focalizzata nello spazio sonoro, anche se a livello di dinamica tra i due cavi non ho notato delle sostanziali differenze, se non con una preferenza per lo Starlight per quanto riguarda la resa negli archi che appaiono più setosi e morbidi.

È stata poi la volta di Tchaikovsky, Grande Sonate op. 37 nell'esecuzione del pianista britannico Barry Douglas, sempre in un file studio 24/96 della Chandos. Qui le differenze sono state un po' più sostanziali, nel senso che la ricostruzione spaziale dello strumento appare più convincente con lo Starlight 8, con una maggiore definizione dell'equilibrio tonale, nel senso che il Chroma 8 perde leggermente la definizione timbrica, impastandola soprattutto sul registro acuto. Anche nel dettaglio il top level mostra una marcia in più rispetto al fratello minore, in quanto la presenza materica del pianoforte è più messa a fuoco, con una dose maggiore di nero che scontorna più vividamente lo strumento, anche se, a essere onesti, la differenza di prestazioni tra i due cavi non è così evidente come nella differenza del loro prezzo (lo Starlight costa più del triplo, anche se l'entità del suo prezzo è sempre a dir poco abbordabile).

Anche la prova d'ascolto effettuata con Qobuz  Italy ha fornito dei riscontri interessanti. Continuando sul versante pianistico, la resa timbrica di Keith Jarrett, Munich 2016, (album nuovissimo, qui in versione jazz) pubblicato dalla ECM in formato 24/96 (download e stream) risulta essere più convincente con lo Starlight 8, anche se il Chroma 8 non se la cava male se non per una minore efficacia nella resa spaziale dell'evento sonoro (la registrazione è stata effettuata dal vivo, con il cavo top level che riesce a restituire la profondità del palcoscenico sonoro, quindi con il pianoforte ricostruito con più veridicità rispetto a quanto fa l'entry level. Minore, invece, è la differenza per ciò che riguarda la dinamica (pulita e naturale) e l'equilibrio tonale (la cristallinità del registro medio-acuto viene resa bene da entrambi i cavi).

La differenza maggiore, semmai, i due cavi l'hanno evidenziata con formati più impegnativi, come nel caso di Beethoven, Sinfonie nn. 1 e 5 dirette da Iván Fischer alla testa della Budapest Festival Orchestra per l'etichetta Channel Classics Records, con tracce audio 24/192. Questo perché la ricostruzione della compagine orchestrale e la resa timbrica delle sezioni è decisamente più convincente con lo Starlight 8 capace di materializzare davanti ai diffusori la profondità spaziale oltre ad avere un suono che appare convincente anche in altezza.

Infine, ero curioso di mettere alla prova i due cavi con un confronto vocale, possibilità che mi è stata fornita da una recentissima novità dell'Harmonia Mundi (file 24/96) che ha presentato il grande controtenore inglese Alfred Deller alle prese con alcune celebri arie di Henry Purcell, The Voice Of Purcell, registrate tra gli anni Sessanta e Settanta. La purezza della voce, votata su un impareggiabile registro medio-acuto, viene debitamente restituita nelle sue linee essenziali dallo Starlight 8, così come ciò accade anche nei momenti in cui sono presenti i cori (qui il top level denota una maggiore profondità di scena rispetto al Chroma 8), con la possibilità di ottenere una maggiore definizione per ciò che riguarda l'equilibrio tonale (la voce di Alfred Deller, infatti, è resa con uno scontorno più definito e meno sfumato rispetto a quanto fa il cavo entry level), così come la dinamica che viene restituita con una maggiore fluidità ed energia dallo Starlight 8.

Conclusioni

Rispetto al loro prezzo, ci troviamo di fronte indubbiamente a due buoni cavi che possono essere inseriti tranquillamente in catene di ascolto medio-basse. Lo Starlight 8 ha dimostrato una migliore precisione nella restituzione delle informazioni sonore, soprattutto in presenza di file Hi Res impegnativi. Ma se teniamo conto del costo del Chroma 8, allora non si può fare a meno di constatare come a livello di rapporto qualità/prezzo questo cavo sia alquanto allettante soprattutto in chi vuole cominciare ad ascoltare la musica liquida in modo più appropriato e fedele senza allo stesso tempo doversi svenare.

Andrea Bedetti / Audiophile Sound

 

Distribuzione e prezzo

I cavi Wireworld Chroma 8 USB 2.0 e Starlight 8 USB 2.0 sono distribuiti in Italia dalla DML Audio di Santarcangelo di Romagna (RN). Il Chroma 8 USB 2.0 costa 32 euro per 1 metro e il Starlight 8 USB 2.0 costa 114 euro per 1 metro; i prezzi sono comprensivi di IVA.

Andrea Bedetti è un collaboratore della rivista Audiophile Sound

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