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Banco di prova

Amplificatore integrato: AUDIOLAB 6000A Play

da SUONO.it |

Il 6000A Play completa la gamma 6000 della Audiolab, azienda di origini inglesi e dunque legata al concetto di value for money che per un lungo periodo ha caratterizzato la produzione britannica. In quella fascia definibile mid-end o di primo acquisto la serie 6000 si distingue però come una delle più variegate e irrituali linee del panorama Hi-Fi tanto che manca un lettore CD ma è presente una meccanica, soluzione peraltro la più attuale come spiegheremo…

Nelle idee di Audiolab il convertitore D/A è inglobato a bordo dell’amplificatore integrato (soluzione meno rivoluzionaria ma che ha comunque cambiato la tradizionale classificazione dei dispositivi) e, fino a poco tempo fa, a completamento della linea, esisteva solo uno streamer anch’esso con convertitore a bordo, un ESS9018K2M, lo stesso impiegato nel 6000A e nel 6000A Play, quindi con in parte una duplicazione di elementi (ma con il primo destinato a chi lo inserirà in una catena non Audiolab) qualora si andasse a realizzare una catena interamente Audiolab e interamente basata sulla serie 6000. A completare la linea (o a sparigliarla!) arriva ora la versione dell’integrato con a bordo oltre che il DAC anche lo streamer, di cui viene utilizzata la sezione di networking e non quella DAC, già a bordo del dispositivo, operazione ottenuta riprogettando parzialmente la scheda deputata, ora di maggiori dimensioni, dove la conversione del segnale viene affidata sempre all’ESS Sabre ES9018K2M, un chip di conversione abbastanza datato ma ancora ampiamente diffuso che ha fatto la fortuna dell’M-DAC, il convertitore della stessa casa lanciato nel 2011 e unanimemente molto considerato nella fascia di prezzo di competenza.

A completare quello che potrebbe essere rubricato come un all in one mancherebbe solo una unità di lettura dei dischi ma le tradizionali dimensioni dei separati di questa fascia non ne consentono l’inserimento a bordo dello stesso chassis (e comunque l'integrato - streamer può essere abbinato anch’esso al 6000 CDT) e la possibilità di supportare i formati ad alta risoluzione (oltre i 192 kHz e DSD).



Nelle scelte che portano ad un compromesso alto tipico dei value for money si è deciso inoltre di sacrificare la possibilità di ascolto dei file ad alta risoluzione attraverso la USB che… non è presente! In merito a questa “assenza” possiamo immaginare la motivazione, tutta di natura economica: implementare una USB di qualità adeguata è abbastanza costoso, forse troppo nelle economie di un prodotto di classe media e, per giunta, aggressivo dal punto di vista del value for money. Sta di fatto che sempre più spesso gli amplificatori integrati di fascia media con DAC a bordo sono pensati per non disporre di ingresso USB! Aggiungiamo anche il fatto che, a fronte del netto predominio dello streaming rispetto al downloading se non inutile la USB diventa secondaria, perlomeno nelle modalità più comuni della riproduzione musicale! Rimane il fatto se sia meglio un tutto in uno o una catena fatta di separati; la risposta di Audiolab è... uno dei due!
Il 6000A Play è infatti la pedissequa somma (al netto delle sovrapposizioni) dei due apparecchi: l’integrato 6000A con DAC a bordo e lo streaming player 6000N Play.
Il 6000A Play eredita quindi una ottima sezione di amplificazione (SUONO ha avuto modo di testare l’amplificatore citato) , un ottimo front end analogico dotato per giunta di un pre phono di tutto rispetto e di una sezione dedicata alla cuffia di alto livello. Anche sul digitale le dotazioni sono ampie e di alta qualità, pur mancando, lo ripetiamo, la connessione USB. È presente anche un elemento di modernità, magari poco Hi- Fi come il Bluetooth ma particolarmente utile in un utilizzo consumer della musica.
Oltre alla sostanza il 6000A Play offre anche una adeguata “forma” (chiamiamola così): tanto dal punto di vista estetico che da quello funzionale (tattile & comfort), il dispositivo non sfigura accanto a prodotti più costosi, confortato da un design minimalista ma che bada al sodo, robustezza e affidabilità in primis.

In termini sonori quanto attiene la sezione di amplificazione “pura” risulta estremamente corretta e trasparente e anche la sezione DAC non sfigura nemmeno al confronto con DAC stand alone anche di classe maggiore: aperto e dinamico, il suono ha forse una piccolissima percentuale di risoluzione in meno rispetto a prodotti di classe maggiore ma si tratta di una percezione, più che una certezza, che si ha dopo numerosi ascolti e confronti con alcune delle migliori registrazioni digitali, sia in CD che in formato liquido. Impressioni positive sono ascrivibili anche all’ascolto analogico, sebbene circoscritte all’utilizzo di un tipo di testina come la MM (peraltro la più popolare): alla prova dei fatti è una scelta intelligente in quanto più in linea con la classe del 6000A Play, senza contare che in questo modo il costruttore si è potuto concentrare sulla bontà del circuito, con un guadagno contenuto e una accurata curva RIAA: il suono pulito, completo, caldo e aperto al contempo caratterizza le performance con una line up che preveda un front end in linea con la classe di appartenenza. Le stesse qualità, in sostanza, vengono riproposte dallo stadio linea, mentre anche nello stadio di uscita per cuffia Audiolab non ha lesinato e ancora una volta il 6000A Play non ha nulla da invidiare ai prodotti dedicati. Naturalmente dei singoli “separati” si possono ottenere, all’aumentare del costo, performance di maggiore caratura ma contrariamente al solito con l’Audioab 6000A siamo di fronte ad un all purpose che consente comunque all’appassionato di godere di una qualità complessiva più che soddisfacente anche con cuffie di elevata qualità. C’è da notare, infatti, che come tanti apparecchi stand alone dedicati al mondo delle cuffie, il 6000A Play impiega un amplificatore Texas Instruments 6120A2 con una implementazione pulita e accurata, alla stessa stregua degli apparecchi “dedicati”!

Per quanto riguarda invece le prerogative della componente di rete, la soluzione Play-Fi determina l’esperienza d’uso del sistema e soprattutto le condizioni in cui l'amplificatore verrà inserito, in quanto si tratta di un sistema abbastanza versatile ma al contempo pensato per un impiego prevalentemente all’interno dell’ecosistema Play-Fi. C’è tuttavia da considerare che la resa con i servizi di streaming ad alta risoluzione, come ad esempio Qobuz, è molto alta, e in certe condizioni sembra ancor più gradevole rispetto a soluzioni esterne con Player collegati in spdif. Quindi, ancora un punto in più per quel che riguarda la qualità complessiva a livello sonoro di un sistema integrato, soprattutto nella fascia media. Anche da questo punto di vista Audiolab sembra essersi incamminata in una direzione ragionevole, per quanto possa far storcere il naso all’utente raffinato in fatto di musica liquida: Play-Fi, pur essendo costosa, è comunque una soluzione chiavi in mano che libera energie e risorse da parte del costruttore. Un elemento non da poco nella difficile gestione con il bilancino che consente la realizzazione di apparecchi di fascia medio bassa ma performanti! Nel complesso, insomma, l’Audiolab 6000A Play risulta un all purpose dove la versatilità è accompagnata da una qualità delle varie sezioni che la elaborano: nessuna sorgente (tutte quelle tradizionali e alcune di quelle "nuove") è trascurata o considerata di seconda importanza e il risultato si sente a livello musicale e tale pletora di soluzioni si arricchisce ora anche delle varie offerte per la musica liquida!


Banco di misura
La risposta in frequenza ha un andamento estremamente lineare con una elevata insensibilità al carico collegato e una banda molto ampia. Si apprezza una lievissima attenuazione all’estremo superiore con effetti poco significativi nella banda utile e non si notano variazioni in funzione della regolazione del volume. Con segnali digitali, invece, si evidenzia una leggera attenuazione e una banda passante molto ampia con i 100 kHz a -3dB. Le prestazioni dal punto di vista dell’isolamento e del filtraggio sono eccellenti, esibendo un tappeto di rumore molto basso e privo di anomalie e interferenze in banda e fuori banda. Anche nel dominio digitale, la filtratura è molto efficace e attenua in modo netto alias e componenti spurie in banda e fuori banda anche se è possibile scegliere fra alcune tipologie di filtro per formati PCM fino a 192kHz. La scelta fra filtro Fast e filtro Slow determina la presenza di alias fuori banda per segnali con Fs a 44.1 kHz e 48 kHz con lievissimi battimenti in banda audio, mentre già a partire dai 96 kHz non si apprezzano variazioni in funzione dei filtri scelti.
Bassissime le componenti di distorsione armonica e da intermodulazione con livelli che si attestano in un range bassissimo in tutta la gamma utile. Il clipping avviene in modo repentino ma con l’alimentatore non ancora al limite, raggiungendo una potenza leggermente superiore a quella dichiarata, con un livello che si attesta intorno ai 50 Wrms su 8R per una THD+N pari all’1%.


Connettività



Sono disponibili tre ingressi linea, uno a guadagno fisso per uso AV, un ingresso Phono MM, quattro ingressi digitali, due ottici e due coassiali e una uscita pre che si può utilizzare per una biamplificazione attiva o passiva (anche se al momento non è previsto un finale stereo della stessa linea), oppure per l’utilizzo di sub attivi. La presa USB sull’ampli ha una funzione prevalentemente di servizio per aggiornamenti. La connessione di rete è disponibile sia con un RJ-45 che Wi-Fi con due antenne. La terza antenna è per la connessione Bluetooth.


Display: GUI soprattutto per lo streaming
L’architettura del 6000A Play parte da una macchina che non prevedeva connessioni di rete ma solo digitali spdif e analogiche. Inoltre, anche se la macchina è completamente servocontrollata tramite un microprocessore interno, non sembrano essere state messe a punto soluzioni di configurazione avanzate.  Da questo punto di vista la gestione avviene tramite una app di controllo, attraverso il telecomando oppure dai comandi sul frontale e le indicazioni visualizzate sul display frontale. Tuttavia la configurazione e le scelte sono abbastanza semplici e basilari, ad eccezione forse della scelta del filtro digitale in uscita, selezionabile tra Fast e Slow, che può avere conseguenza sull’ascolto dei file in formato CD e meno su quelli ad alta risoluzione.
È possibile anche separare la sezione pre da quella finale. Il display mostra, per i formati digitali in ingresso e per alcuni secondi la frequenza di campionamento, poi si fissa sull’ingresso selezionato.

La app, che fa parte integrante dell’ecosistema DTS Play-Fi, consente la riproduzione dei servizi di streaming dei principali fornitori attuali, anche a risoluzioni fino a 192 kHz ma solo formato PCM e non DSD. Con l’app è possibile creare un sistema multi zona ma solo con i prodotti, anche di marchi diversi, che integrano il sistema Play-Fi. La gestione dei contenuti, nonostante siano supportati i server DLNA, sembra pensata per librerie residenti sui dispositivi o nei computer, ma molto meno in server dedicati all’archiviazione musicale con cui non viene supportata la riproduzione gapless. Non sono supportati DMP esterni che operano nell’ambito DLNA come, ad esempio, Bubble UPnP, quindi il dispositivo non viene rilevato come un media renderer puro, e non sono al momento supportati altri sistemi di controllo come ad esempio Roon. È possibile inviare musica in stream anche tramite computer con Windows. L’integrazione con i fornitori di streaming ad alta qualità e risoluzione come Qobuz e Tidal è abbastanza stabile anche se l’esperienza d’uso è meno attraente di quella tramite le app native oppure con altre implementazioni più specifiche. Da considerare, tuttavia, che la resa all’ascolto è molto elevata in senso generale e, in particolare, le prestazioni superano  le aspettative nella fascia consumer soprattutto con i file ad alta risoluzione e senza compressione come ad esempio il servizio offerto da Qobuz.


Interno


 

 


La sezione analogica del pre phono impiega condensatori Wima e amplificatori operazionali Burr Brown OP275 impiegati anche nelle altre sezioni in uscita al DAC per la conversione IV e i filtri in alta frequenza.

 

 


Lo stadio di potenza è realizzato con due moduli distinti uguali fra loro che utilizzano una coppia di transistor bipolari di potenza della ON Semiconductors, un MJL1302A e il complementare MJL3281A, installati a contatto con il dissipatore e il sensore di temperatura direttamente sul transistor.

 

 


La scheda di comunicazione che implementa il sistema DTS Play-Fi è realizzata dalla Phorus che fornisce i dispositivi di comunicazione ad altre aziende che operano nell’Hi-Fi ed è stata da poco acquisita da DTS.

 

 


La scheda digitale utilizza un ricevitore Cirrus Logic CS8416 e un DAC Sabre ES9018K2M. Il clock è un TXC ad alta stabilità e precisione. È presente anche il modulo Bluetooth collegato in digitale al DAC.

 

 


L’amplificatore per l’uscita cuffia impiega un integrato Texas TPA6120A2 progettato appositamente per l’amplificazione di cuffie anche a bassa impedenza e utilizzato in apparecchi di alta gamma specifici per il personal listening.

 

 


La regolazione del volume dello stadio pre utilizza un integrato PGA2311, un regolatore resistivo controllato digitalmente tramite il microprocessore che si occupa della gestione avanzata delle funzioni del dispositivo anche nell’ambito digitale.

 


Scheda Tecnica

Tipo: stereo
Tecnologia: a stato solido
Potenza: 2 x 50 W su 8 Ohm in classe AB
Accessori e funzionalità aggiuntive: Telecomando, Ingresso cuffia
Risp. in freq. (Hz): 20 -20.000 +/-0.1dB
THD (%): 0.0004
S/N (dB): 110
Phono: MM (3,1 mV/47 KOhm)
Ingressi analogici: 3 RCA
Ingressi digitali: 4 totali - Ottico / RCA / Ethernet
Uscite analogiche: 1 RCA
Convertitore audio D/A: ES9018K2M Sabre32
Sistema di conversione audio D/A: 24 bit - 192 kHz
Dimensioni: 44,50 x 8 x 33 cm (lxaxp)
Peso: 7,90 Kg
Note: streamer DTS Play-Fi a bordo streaming lossless 192kHz/24-bit, Bluetooth

 

Distribuzione e prezzo

L’amplificatore integrato Audiolab 6000A Play è distribuito in Italia dalla Tecnofuturo S.r.l. di Brescia (BS). l’Audiolab 6000A Play costa 1.149,00 euro.

 

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