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Zara McFarlane, radici giamaicane

da Marc Zisman |

Per il suo quarto album, la londinese, figura di spicco della scena jazz inglese, si è ispirata alle terre dei suoi antenati...

Iniziatici, rivelatori, salvifici, ispiratori... I viaggi nelle terre degli antenati lasciano sempre il loro segno. Per Zara McFarlane, questo segno si chiama Songs of an Unknown Tongue. Tre anni dopo Arise, la cantante londinese ha inciso il suo quarto album rivisitando il patrimonio musicale dei Caraibi, nello specifico la Giamaica dei suoi genitori. Seguendo le orme dei suoi antenati, scoprendo i ritmi folk tradizionali e lavorando in studio fianco a fianco con i produttori Kwake Bass e Wu-Lu, l'album (uscito su Brownswood, l'etichetta di Gilles Peterson che l'ha sostenuta fin dagli esordi) ha preso forma, mentre McFarlane sognava di adattare musicalmente il racconto giamaicano The White Witch of Rose Hall.

Inizialmente, aveva intrapreso una ricerca sulle tradizioni ancestrali e sui rituali locali, ma ad un certo punto ha cambiato direzione. “Era il seme di un'idea su cui ho lavorato e che ho lasciato germogliare, mentre mi immergevo in quella storia così carica di emozioni che stavo cercando di raccontare. Alla fine, ho scritto un album interamente basato sui ritmi folk giamaicani, e li ho fatti incontrare con suoni più contemporanei.

 

 

Durante questo viaggio, finisce per scoprire una vasta gamma di ritmi e danze associate agli antichi rituali giamaicani: Bruckins, Dinki Mini, Revival, Kumina, Nyabinghi... Ritmi che l'hanno spinta ad esplorare le sue radici. Tornata a Londra, Zara McFarlane ha creato cinque paesaggi sonori dai quali è scaturito il suo disco. Mentre ogni brano ha una sua propria autonomia, nel suo insieme Songs of an Unknown Tongue affronta sia le storie della Giamaica ancestrale che le questioni più attuali dell'impero, del colonialismo e dell'identità. “Crescere come donna nera a Dagenham, tristemente famosa per essere un sobborgo razzista dove il British National Party ha una forte presenza, mi ha fatto rapidamente prendere coscienza della mia razza, d'altronde ho sempre voluto saperne di più sulla storia della mia gente.

Alla fine, McFarlane è riuscita soprattutto a fondere la natura ancestrale delle sue radici con la modernità musicale, al centro della quale svetta la sua voce, magistralmente gestita e ricca di sfumature. Superando i confini stilistici, la musicista conferma il suo ruolo di protagonista dell'attuale scena jazz inglese, un affascinante piccolo mondo che fonde la musica jazz, il soul, l'electro, la musica caraibica e africana, in un modo veramente unico. © Marc Zisman/Qobuz



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