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Working Men’s Club, una sorpresa

da Marc Zisman |

Qobuzissime per i giovani inglesi che hanno realizzato un brillante primo album di electro post-punk. Una vera scoperta!

Tagliente, asciutta e anticonvenzionale: la sorprendente scena neo-post punk che sta fiorendo nel Regno Unito sta invadendo anche le dancefloor, e questo grazie ai Working Men's Club. Con l'omonimo album di debutto, il giovane quartetto di Todmorden - 25 chilometri a nord di Manchester - mostra le sue carte, ed è un full di ispirazioni: dai New Order del periodo Power, Corruption & Lies ai The Fall, Human League, Gang of Four e Suicide.

18 anni appena compiuti, il leader dei WMC Sydney Minsky-Sargeant spiega la genesi di queste ispirazioni. “A Todmorden non c'è molto che si possa fare per un adolescente. La città è piuttosto isolata. E può essere abbastanza deprimente vivere in un posto dove, in inverno, c'è luce solo dalle 9 del mattino alle 4 del pomeriggio.” Quindi è logico che questi protetti della Fat White Family si siano messi all’opera. Così, rinchiusi nella loro stanza, hanno fatto violentemente suonare i loro sintetizzatori, le loro chitarre e la batteria.

 

 

Testi più declamati che cantati, groove instancabili, riff di chitarra e di basso, tutto miscelato in un frullatore, senza tregua. Tenere a freno il proprio corpo è impossibile: si piega, si agita e si contorce al ritmo di questa affascinante sinfonia elettro-rock acido giovanile, che a volte ricorda gli LCD Soundsystem dei primi tempi.

I WMC indossano magliette con scritto “Socialism”, battezzano una delle loro canzoni John Cooper Clarke (poeta punk sempre popolare) e cancellano il grigio dai cieli dello Yorkshire, dove sono nati. Quando Sydney Minsky-Sargeant è rilassato entra quasi nell'edonismo new wave (Outside). Ma quando è infuriato, la disco punk tinta di electrofunk si impadronisce della sua anima (Teeth).

 

 

Questo primo album ci lascia sbalorditi. La sua dimensione impressionante è dovuta anche alla produzione asciutta e diretta di Ross Orton (The Fall, M.I.A., Arctic Monkeys). Senza perdere altro tempo: Working Men's Club, peschiamo la nostra carta! @ Marc Zisman/Qobuz

 



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