Categorie :

Wire: post-punk nel presente

I maestri del movimento post-punk inglese sono tornati con "Mind Hive", un nuovo album ancora più eclettico del solito...

da Marc Zisman | Video del giorno | 13 febbraio 2020
Reagire

Nel pieno del revival post-punk guidato da Shame, Fontaines D.C., The Murder Capital e Girl Band, i Wire sono qui per ricordare ai giovani rocker di oggi che sono ancora i giganti del genere, 43 anni dopo il loro capolavoro Pink Flag. Tutti agevolmente sopra i sessant'anni, Colin Newman, Graham Lewis e Robert Gotobed hanno partorito Mind Hive, un album acuto, a volte oscuro e sognante.

In contrapposizione al terrorismo post-punk dei Fall, i Wire sono sempre stati molto meno monolitici, capaci di passare facilmente da sensazioni di completa oppressione (Hung e Oklahoma) a suonare come una colonna sonora di una lezione di yoga, degna dei Pink Floyd (Shadows). Con le sue chitarre martoriate e l’elettronica, Mind Hive non tratta mai le sue melodie con alcun tipo di morbidezza o gentilezza: tanto meglio. © Marc Zisman/Qobuz



Ecco un rapido flashback che riporta all'epoca d'oro dei Wire, in Germania, durante il live at Rockpalast, nel 1979:





ASCOLTA "MIND HIVE" DI WIRE QUARTET SU QOBUZ


Per seguire tutto quello che succede su Qobuz, seguiteci su Facebook!

Le tue letture