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Paul Lay, musica del mondo

Con "Deep Rivers", il pianista francese ha prodotto un magnifico album di musica contemporanea radicata nel jazz ma che si muove attraverso il blues e il gospel.

da Marc Zisman | Video del giorno | 06 febbraio 2020
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Deep Rivers è nato originariamente sul palco, durante le celebrazioni del centenario dell’arrivo del jazz in Europa, nel 1918. Il progetto in seguito è diventato un album, che Paul Lay ha fondato su di un vasto ed eclettico repertorio musicale, a partire dalla fine del XIX secolo e fino al XX secolo. Il ragtime, la Guerra Civile Americana, gli schiavi e le piantagioni, i ruggenti anni ’20, da Broadway alla Tin Pan Alley, da Scott Joplin a Nina Simone, tutti questi diversi nomi e periodi, tutti questi diversi patrimoni culturali si raccolgono e si intrecciano in questo progetto, creando un magnifico insieme, grazie al talento nell’arrangiamento del musicista proveniente dalla Francia del sud.

Coadiuvato da Isabel Sörling alla voce e da Simon Tailleu al contrabbasso, Paul Lay fa rivivere questi temi del passato attraverso una narrazione fortemente contemporanea. Insieme al pianoforte, al contrabbasso e alla voce, aggiunge, a seconda dei brani: la batteria di Donald Kontomanou, il trombone di Bastien Ballaz, la tromba di Quentin Ghomari e il sassofono contralto di Benjamin Dousteyssier.



Ascoltare Deep Rivers è come sfogliare un tomo di storia, spesso e riccamente illustrato. Spesso sì, ma non polveroso. Un modo davvero originale di proporre la musica, che non fa altro che confermare il talento poliedrico di Paul Lay. © Marc Zisman/Qobuz



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