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Parcels, estate in autunno

da Smaël Bouaici |

Qobuzissime per il primo album di questi australiani pupilli dei Daft Punk...

La storia dei Parcels è insieme un vero sogno d’infanzia e una bella avventura umana. Fondato soltanto quattro anni fa, questo quintetto, rimpinzato di musica e fan degli Steely Dan, è il “primo vero gruppo” per ciascuno dei membri e ha raggiunto velocemente il tutto esaurito in occasione dei suoi primi concerti vicino a Byron Bay, una località surfistica situata nell’estremo est australiano. Ma perfino dall’altra parte del mondo, il profumo delle notti berlinesi li spinge a cercare di fare fortuna in Europa. Bel colpo: la capitale berlinese, centro della musica internazionale, li indirizza verso l’etichetta parigina Kitsuné. In seguito a due EP nei quali dimostrano la loro completa osmosi, Thomas Bangalter si congratula con loro, dandogli al contempo qualche consiglio dopo un concerto a Parigi, e produce qualche mese dopo il loro singolo Overnight.


Ormai etichettati come “i protetti dei Daft Punk”, gli australiani presentano il loro primo album con il collettivo – che dà il nome all’album, Parcels –, un’onda pop-funk che ricorda un disco dei Beatles con Nile Rodgers alla chitarra. E alla fine delle dodici tracce (di cui tre singoli hanno già fatto girare la testa a molti, TieduprightnowBemyself e Lightenup), ci si rende conto che questo gruppo è davvero un gruppo, e che i membri non amano fare altro che jazz session. Le parole di Lightenup sono state scritte collettivamente, il che dimostra che i Parcels hanno voglia di percorrere la strada insieme (o a meno che il cantante non sia completamente megalomane). E finché manterranno questo spirito, non c’è nulla che potrebbe farli deviare dall’autostrada del sole. © Smaël Bouaici/Qobuz







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