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Neil Young, il gigante verde

Con l'ecologico "Colorado", il Loner cavalca di nuovo con Crazy Horse, la sua formazione più indomabile...

da Marc Zisman | Video del giorno | 28 novembre 2019
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Sette anni dopo Psychedelic Pill, Neil Young richiama a se i Crazy Horse. Tra i tanti progetti di questo musicista 73enne, questa formazione è sempre stata la più rustica, cruda e selvaggia. Una sorta di diamante grezzo che si nutre delle sue imperfezioni per creare un rock'n'roll di una primitiva sincerità.

Con Crazy Horse, il canadese spara a tutto ciò che si muove, dalle massicce escursioni country fino ai suoi voli lirici incontrollati. I suoi soliti complici ritmici - il bassista Billy Talbot e il batterista Ralph Molina - tengono il ritmo dietro chitarre dense e fangose, senza compromessi.

Ma alcuni cambiamenti nel cast influenzano il risultato di questa annata 2019. Il più delicato Nils Lofgren sostituisce l'hard rock di Frank Sampedro, che ha deciso di prolungare il suo ritiro nelle assolate Hawaii. Colorado risulta meno violento dei suoi predecessori. Ma è ancora un album di Crazy Horse.



Neil Young continua ad agitare il pugno in segno di protesta per ricordarci i problemi del mondo. E' sempre stato un combattente ambientalista, e la sua militanza rimane intatta, come dimostra ancora una volta la malinconica Green is Blue.

Rimangono anche le sue convinzioni e le sue ispirazioni, e ancora una volta Neil Young ci ricorda che solo lui può fare il Neil Young... © Marc Zisman/Qobuz

ASCOLTA "COLORADO" DI NEIL YOUNG & CRAZY HORSE SU QOBUZ


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