Mac DeMarco, lode alla lentezza

Il cantautore canadese con "Here Comes the Cowboy", rivisita il concetto stesso di country

da Charlotte Saintoin | Video del giorno | 08 giugno 2019
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Eccolo di ritorno Mac. E per di più, sulla sua etichetta!

Una volta superata un’apertura ingannevole da crooner country in cui si susseguono instancabilmente i loop (Here Comes the Cowboy), capiamo subito che DeMarco ha messo la prima. Già laid-back, il canadese si concentra ancora di più sul rilassamento. Marcia lenta, orchestrazione languida, l’Angelino mostra un bell’abbandono. Mentre tutto batte sempre più forte, Mac DeMarco suona a controcorrente.

Quest’elogio della lentezza scivola a meraviglia su tredici brani downtempo che parlano di intimità. Il lonesome cowboy 2019 versione Mac vive d’amori illusori e deludenti, vuole essere schietto ma contraddittorio. Odia la città e al contempo la desidera. «Sick of the city locked in with all the pretty people / Need a vacation somewhere that no one ever dreamt to go / Out in the country tending to all the pretty cattle / Turns out the cowboy dreams of the city».



Alcuni interludi dai ritmi groove (Choo Choo) moderano la pop disegnata ai sintetizzatori (On the Square) o solo con una chitarra (Hey Cowgirl) alla quale ci ha abituati Mac. Volete un consiglio? Lasciate scorrere l’ultima canzone (Baby Bye Bye) per degustare le piacevoli digressioni funk frammiste a risatine. I grandi festival e il successo di Salad Days (2014) e This Old Dog (2017) non hanno affatto paralizzato le sue caviglie. Un rilassamento fino in fondo. © Charlotte Saintoin/Qobuz



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