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Lana Del Rey, malinconia infinita

Atmosfere cinematografiche, tante ballate e sensualità a fior di pelle... l'americana firma un album al rallentatore unico e bellissimo

da Marc Zisman | Video del giorno | 16 ottobre 2019
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La sua voce sensuale è irresistibile. Elizabeth Grant, in arte Lana Del Rey, potrebbe cantare il manuale di istruzioni di un frigorifero senza perdere la nostra attenzione. Anche quando invita il mondo intero ad unirsi a lei (A$AP Rocky, The Weeknd, Stevie Nicks e Sean Lennon tutti presenti in Lust For Life, il suo album pubblicato nel 2017), vive nel suo piccolo mondo in cui il tempo scorre lentamente e la malinconia regna sovrana. Fare musica è il suo modo di parlare della sua epoca, dei suoi contemporanei, del sogno americano e, per quanto ne sappiamo, di sé stessa...

Con il suo titolo oltraggioso, la copertina stilizzata dell’album (con Duke Nicholson, nipote di Jack Nicholson, a bordo di una barca che salpa da una costa in fiamme) e i suoi ritmi particolarmente lenti, Norman Fucking Rockwell! è in gran parte radicato nel folk.



Del Rey si aggira per questo fantastico paesaggio sonoro, più malinconico ed evanescente che mai. Ha collaborato da vicino con Jack Antonoff in questo album (un produttore ricercato da pop star come Taylor Swift, St. Vincent, Lorde, Carly Rae Jepsen e Pink) e il produttore ha modellato la sua malinconia con sobrietà e lucidità ben dosate.

I ritmi lenti di questo bellissimo lavoro offrono una gradita pausa dalle turbolenze quotidiane. Una delle tracce che spicca è la cover di Sublime’s Doin ‘Time (1996), come una nuova interpretazione di Summertime di Gershwin, che offre un’ulteriore prova dell’originalità di Lana Del Rey, qualcosa di molto più complesso di quanto alcuni vorrebbero farci credere. © Marc Zisman / Qobuz



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