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La maturità dei GoGo Penguin

da Marc Zisman |

Con un quinto album vivace e ritmicamente incalzante, il trio di Manchester torna a destabilizzare la jazzosfera...

I Beatles hanno avuto il loro The Beatles, gli Stooges The Stooges, i Cypress Hill il loro Cypress Hill, e i Metallica Metallica... Dare il proprio nome ad un album indica l'inizio di un percorso o, al contrario, una forma di culmine. Per i GoGo Penguin, GoGo Penguin sarà il culmine. Non come una lettera d'addio, ma come consacrazione di un piccolo decennio di impegnativa ricerca per il pianista Chris Illingworth, il batterista Rob Turner e il bassista Nick Blacka.

Con il suo equilibrato mix di jazz contemporaneo, musica elettronica e minimalismo, il trio di Manchester ha imposto la sua singolare semantica, come viene ulteriormente evidenziato in questo nuovo album, dove i GoGo Penguin abbandonano sempre più l'eredità degli EST (il trio del compianto Esbjörn Svensson), del minimalismo (Steve Reich, Philip Glass) e della musica elettronica (Aphex Twin, Roni Size), insomma, tutte le loro influenze chiave dei primi tempi. Illingworth è molto chiaro: “Quello che sono riuscito a realizzare al pianoforte è qualcosa che ho inseguito per anni, una direzione in cui posso chiaramente investire me stesso fisicamente, che mi permette di esprimere chi sono. E so che è lo stesso per Rob e Nick, che sono altrettanto orgogliosi di ciò che hanno apportato all'album. Abbiamo tutti trovato il nostro posto, e ora siamo abbastanza sicuri di noi per poter affermare: «È così che voglio suonare il mio strumento, ed è così che vogliamo suonare come band.» È un obiettivo che abbiamo cercato di raggiungere fin dall'inizio.”

 

 

E per la prima volta, i GoGo Penguin si sono presi il loro tempo. Sei mesi per la scrittura, due settimane per la registrazione e tanta sperimentazione musicale. Un contesto certamente tranquillo ma anche molto emozionante, come spiega Turner: “Oggi siamo molto più consapevoli della realtà che ci circonda, quella di invecchiare, di essere mortali come tutti gli altri, vedendo le persone che amiamo in situazioni molto complicate. Inoltre, Chris è diventato padre. Più a lungo vivi, più la realtà intorno a te diventa complessa e densa. Abbiamo voluto infondere questo stato d'animo nella nostra musica.

 

 

E questo si percepisce sia nelle improvvisazioni che nei momenti più lirici e atmosferici, dalla forte carica emotiva che questo GoGo Penguin sprigiona in ogni momento. Come su F Maj Pixie, dove la linea di basso di Nick Blacka ha la potenza di un cuore che batte. Ma il tono generale di questo quinto album in studio riguarda soprattutto le sensazioni. Come quella di una melodia che vibra sulla superficie della pelle. E la produzione è ripulita dai suoi tic sperimentali superflui. Perché in GoGo Penguin, i GoGo Penguin vanno all'essenziale. © Marc Zisman/Qobuz

 



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